venerdì 29 giugno 2007

Parole in libertà

Una tela di giorni tutti uguali mi avviluppa, e io stesso faccio fatica a distinguerli l'uno dall'altro; alla luce soffice della sera d'estate mi accorgo infatti che, contro ogni previsione, il giorno del quale stamattina non si intravedeva la fine è trascorso rapido senza lasciare alcuna traccia se non sull'immagine che lo specchio mi restituisce. Dallo schermo del portatile il videoclip mi subissa di immagini sature di uomini irreali che, corpi di plastica e genitali di plastica, si accoppiano con dedizione in quella che mi appare come una disincarnata parodia del sesso, meccanica, asettica e che, per questo, non mi suscita alcun desiderio. Supero con facilità i gemiti e gli schiamazzi del filmato e, tendendo l'orecchio, mi metto in ascolto della voce tranquilla e silenziosa della mia casa, ascolto i rumori che dall'esterno penetrano attraverso la mia porta e giungono fino a me. Al telefono il mio amico d'infanzia mi informa senza imbarazzo che è necessario rinviare un impegno già preso: l'iniziativa non ha riscosso il successo sperato e l'idea di uscire ugualmente, in mia compagnia soltanto, ha smesso da molto tempo di sembrargli attraente. Incasso senza battere ciglio l'implicito insulto - i giorni del risentimento sono lontani - e mi preparo del tè che sorseggio poi sul divano, in pieno relax, mentre rifletto distrattamente su tutte le cose che vorrei cambiare e sul fatto che non sono abbastanza forte per farlo. La doccia bollente, una vecchia abitudine, conclude la giornata. Come ho detto, una tela di giorni tutti uguali mi avviluppa, e io stesso non so distinguerli l'uno dall'altro.

8 commenti:

Anonimo ha detto...

questo insieme di ovvietà dovrebbe significare qualcosa?

baol ha detto...

Forse dipende da come lo leggi; per quelli col cervello pigro, per esempio, anche la Divina Commedia non significa niente...

Anonimo ha detto...

c'è poco da leggere. parole fintamente ricercate per esprimere il nulla concettuale.

Anonimo ha detto...

Ma come puoi dire che non esprimono nulla??? Io pensavo il contrario: non ha senso commentare perchè non c'è nulla da aggiungere!
x Velies: secondo me hai espresso benissimo la ripetitività vuota di tante giornate e... anche quel senso di rifiuto, così usuale da non far più male. Forse.
E questo commento mi sembra un'invasione alla tua privacy... anche se l'hai espressa sul blog.
Un abbraccio.

Roberta

Velies ha detto...

Mi fa piacere che quanto ho scritto abbia senso per qualcuno. Grazie a Baol, a Roberta (che ha colto in pieno il senso del post) e ai molti che mi scrivono in privato, parlando *anche* di cose come questa.
Tutte le altre questioni qui discusse non valgono il mio tempo, nè quello di nessun altro.

Anonimo ha detto...

perché c'è pure chi spreca tempo a scriverti in privato?

comunque: né, altro accento.

Almeno scrivi italiano.

Anonimo ha detto...

C'est quelqu'un de fier de sa fatuité l'anonyme mais pourquoi ne pas se présenter.
"Des paroles finement recherchées pour n'exprimer rien" s'applique également à l'auteur de ces quelques mots teintés d'acide, non ?

J'apprécie le blog de Velies pour son contenu et pour sa capacité à exprimer les choses. On est pas obligé de tous être de cet avis mais au moins, on a tous la possibilité de passer à autre chose si ça ne nous convient pas.
Il n'y aucune obligation à laisser un commentaire qui plus est quand ce commentaire n'apporte rien. C'est un message très prétentieux que de laisser penser qu'on aurait fait mieux... et qui dit prétentieux dit vide de sens...
Se croire intelligent est une preuve de bêtise.
Je suis entièrement d'accord avec Roberta et baol.

Al

Velies ha detto...

Non mi sembra ci sia molto da aggiungere. Grazie anche ad Al.