martedì 18 aprile 2006

Barbablù

Parole in libertà, nel suo piccolo, riscuote ultimamente un certo successo: solo oggi, e tanto per dire, i contatti stati 1.100 (!) Ma noi blogger abbiamo anche una vita vera, che nulla ha a che vedere con quello che mettiamo in Rete per il ludibrio dei più. A parte qualche scivolone, infatti, (stamani ho detto alla sig.ra P. che sarei andato appositamente a vedere quel bel ragazzo di cui lei diceva, l'ultimo arrivato in un ufficio pubblico), io e Velies Thyrrens siamo due persone abbastanza diverse, e non andiamo al di là del buongiorno e buonasera.

Parlando seriamente, i blog ci permettono di mostrarci per quello che non siamo, di giocare senza troppo preoccuparsi di chi ci sente, protetti da un relativo anonimato ma consapevoli che, come dice mia madre, davvero Arlecchino si confessa burlando. Tuttavia oggi il mio amico F. ha minacciato di rintracciare queste pagine, di "venirmi a cercare": tempo fa mi suggerì di aprire un blog e io fui tanto sprovveduto da dirgli che mi bastava quello che avevo già. Così adesso il gioco è in pericolo, perchè chi blogga vuole farlo senza correre il rischio che la vita virtuale e quella reale si mescolino. In un certo senso, Parole in Libertà è la porta chiusa della stanza segreta di Barbablù, e ci sono cose che è meglio non far sapere - almeno, non ai diretti interessati - specie se queste cose sono vere.

P.s. La "Faccia" di P. è già comparsa su queste pagine, descritta senza neanche troppi voli di fantasia.

2 commenti:

FireMan ha detto...

in realtà io penso che i blog ci permettono di mostrare qualcosa che non mostriamo tutti i giorni... lasciandoci andare a dire e fare cose che forse non faremmo se non dietro questo schermo...

Velies ha detto...

Condivido. (Ciao fireman! :)
:)
VLS