martedì 28 marzo 2006

La fine del tunnel

Mi nascondo tra la gente che passeggia distrattamente tra le bancarelle, gettando un'occhiata alle improbabili mercanzie. Le posate di legno, le musicassette di ballo liscio, le saponette, le collanine, i profumi e, naturalmente, i balocchi.

Su tutto grava l'odore di noci tostate e di zucchero arrostito e quell'aroma minaccia di liberare i ricordi, perchè la mia infanzia, assai più che di facce o di persone, è fatta di odori. Riesco a ricacciarli indietro, stavolta riesco a non lasciarmi travolgere: dalla rete sfuggono solo le immagini, vecchie di decenni, di un giocattolo cubico per le bolle di sapone e, chissà perchè, dell'ape Maia, che, naturalmente, "vola-vola-vola".

Mi guardo allora intorno, noto una coppia di anziani, faccio caso alle loro mani magre, ad un labbro che trema, al cattivo dopobarba, allo sguardo da gufo, alla vecchiaia e alla crudele mancanza di dignità. Un giovane uomo dagli occhi celesti e dal volto delicato beve dalla bottiglia una bibita gassata, poi si fa largo tra la gente, manovrando con difficoltà il suo corpo grasso, insensibile allo strazio della propria bellezza.

Colgo poi la mia immagine su un vetro che mi riflette per intero; scuoto la testa, pronto ad iniziare il solito gioco, ma stavolta il sole e l'aria nuova mi salvano. L'inverno sembra davvero finito, finalmente la primavera e con essa, il dono dell'indulgenza verso se stessi, il perdono per le parole che non si è riusciti a dire, per le occasioni che non si è saputo cogliere, per tutte le volte in cui, nonostante tutto, non si è stati capaci di essere forti abbastanza.


3 commenti:

Simone ha detto...

Ardisco pensare che l'indulgenza verso se stessi non debba essere propria della sola primavera ma dell'intera nostra esistenza... Con un'unica attenzione: far sì che l'indulgenza non si trasformi in un alibi. Il rischio - per me, chiaramente - è spesso elevato.

Velies ha detto...

Una giusta osservazione. Facciamo tutti quello che possiamo.

Simone ha detto...

Bontà tua! Facciamo tutti quello che possiamo: "del mio meglio", dicono gli scout...