sabato 21 gennaio 2006

Sinallagma

Parliamo francamente, noi due, ma oggi non ho voglia di starlo ad ascoltare: abbiamo fatto lo stesso discorso molte volte, sotto diverse forme, tuttavia lui non se ne rende conto, e anche se la cosa mi costa, decido alla fine di lasciarlo parlare. Le carte sono sul tavolo già da tempo, e il punto di vista che gli ho già offerto non è cambiato. Gli ripeto che probabilmente non sono la persona adatta, per consigliarlo, dato che mi parla di cose che per un omosessuale hanno poco o punto senso, ciononostante la cosa non sembra fare alcuna differenza.

In altre occasioni ho mescolato le mie lacrime con le sue, in senso letterale del termine e, anche se si può sempre fare di meglio, mi pare di aver già dato abbastanza. Getto allora nel discorso una mia considerazione, peraltro pertinente: "Sai, se è per questo io sono molto solo", e non ottengo più di un "lo so": riprovo dopo qualche minuto, sperando in una risposta migliore - non so neanche io quale -, ma il tentativo non sortisce miglior esito. Quando lo interpello direttamente, mi risponde con grande imbarazzo che non sa che dire. Neanche io lo so, maledizione, quando parla con me di se stesso. Non posso fidarmi di chi non è capace di starmi a sentire, di chi è visibilmente a disagio: sono ferito ed offeso, anche se è inutile parlargliene.

Io ti ascolto e provo a rassicurarti, ma chi fa lo stesso con me?

3 commenti:

fili ha detto...

Sì, basta...ora copio ed incollo e spedisco a chi so io.

Grazie. Davvero.

Simone ha detto...

Non è la delusione per questo rapporto di conoscenza a rattristarmi. No, Velies. Mi rattrista - e dico sul serio - leggere "io sono molto solo".

A margine, ti ringrazio per avermi ricordato il significato di "sinallagma".

Velies Thyrrens ha detto...

ragazzi, odio dare le lezioncine, ma un sacco di gente viene qui a cercare il significato di sinallagma, e cioè dell'"ultro citroque obligatio". Come sapete, si tratta del legame tra prestazione e controprestazione che sussiste in certi tipi di contratto (i cosiddetti contratti a prestazioni corrispettive o, appunto, sinallagmatici) per cui le due prestazioni sono l'una dipendente dall'altra. Do ut des, do ut facias (...). Ma per una spiegazione migliore della mia basta wikipedia, eh? :)