sabato 10 dicembre 2005

Parole d'annata

Riguardare i vecchi files di un PC è come rovistare tra le fotografie dei tempi della scuola: ritornano frammenti di cose (e di ricordi) che si pensavano completamente disperse, si speravano essere state smarrite per la strada.

E' il caso di questa lettera/confessione, che ho passato tutta l'adolescenza a scrivere.

In una prima fase l'ho composta soltanto mentalmente, poi quelle parole hanno preso una loro consistenza fisica, per quanto alla fine esse non siano mai uscite dal cassetto nel quale, fino ad oggi, erano rimaste sepolte.

La lettera, in tutte le sue innumerevoli versioni, è rimasta pressoché identica: ne è cambiato, via via, il destinatario che, come ho detto, non l'ha però mai ricevuta. Sono stato il solo ad aver scritto una lettera del genere, per una persona che non l'avrebbe comunque meritata?

Rivoglio i soldi indietro. Per tutte le volte che sono stato con un peso sul petto che mi impediva di respirare, per ogni volta che, a letto, sono rimasto con gli occhi sgranati e i sudori freddi. Per ogni volta che mi sono sentito in trappola, che ho pensato di essere sbagliato, per le rare volte che ho creduto fosse cosa migliore mentire (ma non lo è quasi mai, suppongo). Crescere da finocchi (ci sono un sacco di parole, se questa non ti piace, parole asettiche o parole taglienti come rasoi, pericolose come ordigni, a te la scelta…) è stata una cosa terribilmente complicata, ti mancano un sacco di punti di riferimento. Si sprecano, in questa piccolo travaglio privato, un sacco di anni ad affliggersi con domande assurde, ingiuste e crudeli (“perché?”, “cosa ho fatto per meritarmelo?” – io in particolare ne avevo una molto creativa, “cosa può venire da tutto questo, se non del male?”). Ad un certo punto, finalmente, si comincia a capire che è meglio smettere di tormentarsi...

Vi risparmio il resto. Oggi, grazie a Dio, sono una persona differente. Alcune mie riflessioni da adulto su questi stessi argomenti, i soliti, le trovate qui.

9 commenti:

godslayer85 ha detto...

Ti dirò, queste cose non le ho mai pensate. Non so, non ho mai creduto di essere "diverso", né che sia una punizioe. Sarà perché sono cresciuto ateo laicista (il che farebbe pensare che questi pensieri, meglio: tormenti, abbiano una matrice culturale imposta dal come, dove, con chi viviamo), o forse perché non ci ho mai dato peso fino a pochi anni fa (praticamente me ne sbattevo, non mi interessava approfondire la cosa... fino a quando ho superato la maggiore età sapendo già razionalizzare i miei comportamenti).
Però immagino che sia una difficoltà abbastanza rilevante. Non è raro trovare altri blog di ragazzi più giovani in preda al panico sul "perché". personalmente non mi pongo domande, vivo così perché son così. Morali e religioni sono solo oppio per i deboli che non sanno accettare gli altri. [piccola parentesi: intendo parte della religione, giacché mi rendo conto che a volte per una persona credere in qualcosa di superiore possa aiutare nei momenti di difficoltà].

Ciao Ciao ^^

Simone ha detto...

Bello questo post, Velies. Forte, duro, colpisce alla bocca dello stomaco. Bello per questo. Mi ha fatto venire in mente un passaggio di 'Ballo di famiglia' di David Leavitt. Anche se un po' lungo, mi permetto di riportarlo qui: "Crescere da froci è una cosa strana. Non impari mai niente dei corpi dei ragazzi perché hai paura di quello che puoi provare e non impari niente dei corpi delle ragazze perché hai paura di quello che non proverai. E così, la prima volta che vai a letto con qualcuno, è come se ti accorgessi per la prima volta di un corpo. Io osservai ogni cosa. Ricordo che rimasi sconcertato nel vedere come si alzava e si abbassava il suo diaframma mentre dormiva perché non avevo mai guardato nessuno dormire prima. E per avermi fatto vedere questo, a causa di questo, lo amerò sempre (...). Non dimenticherò mai com'era, mentre dormiva"

Stormbelt ha detto...

bel post, davvero... credo che il tema sia molto comune,e che queste domande siano molto frequenti... Mi è piaciuto molto anche la citazione qua sopra.. simone, ma è un libro? di che parla?

ciao vel

Velies ha detto...

STORM!!!! Mi meraviglio di te!!! Ma che domande fai?! ^__^ ^__^ Meriteresti che io non ti mandassi privatamente più alcuna foto.. :D
Trattasi nientepopodimeno che di David Leavitt, Ballo di Famiglia. Leavitt è un autore cult, uno dei pochissimi che leggi, e dici "sta parlando di me". Pensa che "La lingua perduta delle gru", uno dei suoi romanzi chiave, io non ce la faccio nemmeno a maneggiarlo, mi ha colpito a morte, l'ho letto e ho pianto come una fontana (dico davvero).

Anonimo ha detto...

io temop che sia, oltre che un segno culturale, anche un segno generazionale.
anche se - sinceramente - non ho mai pensato tutto ciò, forse solo perche mi son riscoperto tardino e quindi con una maturità alle spalle che mi ha molto aiutato, mi accorgo invece che questo sentire è molto comune tra i 30/40enni mantre manca invece tra le nuove generazioni che affrontano il tutto conn molta piu consapevolezza e "leggerezza". chissà....

FireMan
http://fireman.ilcannocchiale.it

Simone ha detto...

Storm, ha ragione Velies! Non hai letto niente di Leavitt? Ma in che mondo vivi?! ;-) Ascolta il consiglio: compra/ruba/fatti-regalare-per-natale/prendi-in-prestito-in-biblioteca "La lingua perduta delle gru". E commuoviti...

Velies ha detto...

Fireman, apprendo con interesse questo dato che tu mi dai. Mi fa piacere che i ventenni vivano tutto più serenamente: beati loro. Segno che i tempi, per quanto in uno spazio brevissimo, sono davvero cambiati. C'è speranza, dunque...
VLS

Stormbelt ha detto...

ragazzi, lo ammetto... nn sono un grande lettore, ma mi avete davvero incuriosito tantissimo... ora cerco qualcosa su internet... almeno sapere di che parla, e per natale lo leggo... grazie della dritta...

Anonimo ha detto...

no velies, non penso che i 20enni vivano cosi perche i tempi sono cambiati... soprattutto se a questa tua affermazione dai un senso positivo di modifica in meglio del pensiero comune. penso invece che sia solo perche si è abbassata la soglia di accortenza e leggermente alzata quella della tolleranza. pertanto è piu facile "fottersene" cosi come "divertirsi" ma guai a parlare di diritti, di orgoglio, di "battaglie"...
allora li viene fuori il peggio che si possa immaginare... non dimentichiamo che quest'estate a roma c'è stato l'omicidio Seganti e che due giovani sono stati picchiati a via del corso perche camminavano mano nella mano... questa la dice lunga...

a proposito di libri: Oggi Sposi - Keanan
da morir dal ridere!

FireMan
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