lunedì 24 agosto 2015

Dove eravamo rimasti

Dieci anni fa, quasi di questi tempi, nel corso di una notte in cui le mie paure e i miei personali mostri (tutti ancora ben presenti accanto a me, forse con qualche dente un po' spuntato) mi tenevano sveglio, è nata l'idea di aprire un blog. Pensare allo pseudonimo, alla piattaforma, ai contenuti è stato l'equivalente di contare le pecore e con l'alba il proposito, invece di svanire, è rimasto al suo posto; ne sono risultati 4.000 e passa post (!), la maggior parte dei quali preferisco non rileggere - specialmente quelli personali e una serie di amene occorrenze: qualche contatto che ha varcato la soglia della blogosfera diventando "reale", qualche lettera di diffida dello pseudovip di turno, un po' di troll - quel tanto che bastava per non farmene sentire la mancanza. Nel 2015 i blog sono essenzialmente uno strumento desueto: Facebook ha preso il sopravvento, per praticità della piattaforma, facilità nella condivisione e ampiezza di diffusione. Eppure...

Eppure, io credo che tramite un blog si possa ancora dire qualcosa, a patto di considerare la peculiarità dello strumento e di non aspettarsi la frenetica condivisione o la rapidità di interazione che le diaboliche notifiche determinano. Oggi, dopo tanto tempo, sono tornato a casa con l'intenzione di scrivere qualcosa qui. 

Ricordo di aver scritto, anni fa, che per quanto riguardava le istanze delle persone GLBT la battaglia era praticamente persa in partenza, che c'era un'ostilità larvata o comunque una latente indifferenza che avrebbe impedito qualsiasi passo avanti. Ho mantenuto a lungo questa convinzione.

Eppure... Eppure ultimamente ho visto delle cose che mi hanno un po' rasserenato. Forse la coscienza sociale sta un po' cambiando: lo deduco dai commenti che si leggono nei siti dei quotidiani mainstream sotto le dichiarazioni sempre più indifendibili dei tanti che usano le parole come armi. Sarà anche per mera political correctness, sempre facile da esercitare al riparo dello schermo di un monitor; sarà perché molte argomentazioni si rivelano ormai per quello che sono, argomenti capziosi e cervellotici che mascherano un'omofobia proterva, modi neanche tanto efficaci per autoassolversi, concepiti da persone che, molto semplicemente, odiano, spesso in contrasto coi precetti religiosi ai quali dichiarano, sepolcri imbiancati, di conformarsi. 

Tuttavia, forse il vento sta cambiando per davvero, forse la forza della ragione era davvero l'arma che serve per fare, un millimetro ogni anno, un passo avanti. Mi viene in mente un episodio tra i tanti , l'affaire Mika >>, scatenato dalla scritta FROCIO tracciata con una bomboletta spray sul bel viso del cantante, il commento pacato, eppure accorato ed arguto dell'artista che, con grande intelligenza, ha ricordato che "(...) quella parola è comunque una ferita. È ancora molto forte, ha un sacco di implicazioni negative e può fare male. Non accettiamola come una parola normale. Ma non facciamo più finta che non esista: sarebbe molto più pericoloso."

Se questo è, se davvero ogni singola parola spesa ha un senso in questo lungo percorso, allora c'è ancora posto per quello che scrivo io. Non perché io mi ritenga un opinion maker o un fine commentatore (al contrario), ma solo perché, stando a quanto si dice, il mare è fatto proprio di gocce. Anche delle più piccole.

8 commenti:

laguerre7739 ha detto...

E la tua goccia è diventata un piccolo bellissimo laghetto alpino ;)

Loran ha detto...

I blog saranno anche desueti ma i blog come il tuo sono come i vinili nel mondo della musica, qualcosa che ha bisogno di tempo per essere apprezzato e questo tempo fa si che le idee si decantino e diventino ragionamenti riflessioni condivisioni in maniera molto più profonda e costruttiva che nei vari social network dove basta il mezzo secondo di un "mi piace" o i limitativi 140 caratteri.
Per quanto riguarda la situazione delle persone gay nel nostro paese penso anche io che qualcosa sta cambiando anche se lentamente in positivo sarà anche che gli argomenti dei detrattori si fanno sempre più assurdi che in pochi ci credono e poi penso che se anche le cose non cambiano da sole le menzogne alla fine vengono sempre scoperte e allora la gente prende coscienza che le cose non stanno come credevano.

Velies Thyrrens ha detto...

Grazie del vostro apprezzamento, molto gradito.
Per tutti gli altri: se il blog vi piace ancora, segnalatelo ai vostri amici. Se non vi piace, segnalatelo ai vostri NEMICI!
:)

Casualboy ha detto...

Bentornato Velies :D

tyoret ha detto...

Bentornato ;)

Anonimo ha detto...

Sono contento che tu sia tornato,goccia! :) Abbiamo sete di te! ^_^

BimboSottaceto ha detto...

È incredibile come a volte qualcun'altro a grande distanza sta pensando le tue stesse cose e facendo le tue stesse cose: proprio oggi stavo riflettendo sui blog in questi anni... decidendo di riaprire il mio. Poi vengo qui e mi ritrovo faccia a faccia con il tuo post. Cioè vabbè wonderful :)

Alessandro ha detto...

Chissà chi sei..che fine hai fatto...dieci anni fa sei stato tra i primi blogger che ho seguito..mi Ero in qualche modo affezionato....ogni tanto vengo qui per vedere se c è qualche tuo cenno...spero vada tutto bene...un saluto ovunque tu sia