martedì 15 aprile 2014

Omofobia 2.0

Nel corso di questo periodo di assenza forzata dal blog cerco comunque di tenermi informato: leggo delle colpevole reticenza di Renzi a prendere posizione sulla famosa questione dei diritti, mi stupisco dello stupore/indignazione che ciò provoca in tanti (non in me, che Renzi lo conosco bene...); ho letto della famosa sentenza del Tribunale di Grosseto che ha ordinato all'Ufficiale di stato civile di trascrivere il matrimonio contratto all'estero da due individui dello stesso sesso. Quest'ultima pronuncia ha generato grande dibattito, tra gli specialisti (da un lato), i giuristi laureati all'università di Wikipedia (dall'altro) e la variegata fauna che abita la zona grigia tra questi due estremi. 

Quello che fa specie, tuttavia, è dover constatare un preoccupante salto di qualità nel pregiudizio e nell'omofobia: consapevoli dell'insostenibilità di certe posizioni dogmatiche ed assertive, gli omofobi si sono organizzati e si presentano non per quello che sono, e cioè portatori di un avversione basata sull'ignoranza e appunto sul pregiudizio, bensì mansueti e rispettabili. Del resto, chi può perpetrare uno stereotipo, o esprimere gratuitamente un disvalore senza automaticamente passare dalla parte del torto? Girano adesso sui giornali mainstream e in questo enorme bugliolo che è la Rete, in cui il primo idiota può pontificare a suo piacimento (me stesso incluso), sottili distinguo e complessi ragionamenti apparentemente sostenibili: disquisizioni giuridiche in forza delle quali il legislatore italiano non potrebbe e non dovrebbe aprire le porte al matrimonio same sex, questioni asseritamente etiche, dissertazioni di carattere filosofico e sociale sulle varie questioni che, da omosessuali, ci riguardano. 

Non sto qui ad elencarle, né a riflettere su di esse: a parte le questioni giuridiche, sulle altre non saprei neanche da dove iniziare. La cosa però mi preoccupa e non poco: il pregiudizio che, sfruttando argomenti capziosi diviene artatamente "presentabile", smette di essere tale e diventa "un punto di vista". Prendete l'infame "teoria del gender", secondo la quale, se ho capito bene, gli omosessuali ritengono (riterrebbero) di poter considerare l'identità biologica (maschio/femmina) come qualcosa di soggettivo, invece che oggettivo: sono donna perché mi sento "così" e quindi posso convincere il prossimo, facendogli mutare orientamento sessuale ed indottrinandolo

Come si fa a contrastare una teoria basata su un presupposto tanto errato? Gli omosessuali maschi (tanto per fare un esempio), tutti figli di genitori di sesso diverso, sono stati quotidianamente esposti all'ideologia eterosessuale, a continue sollecitazioni "a farsi la fidanzatina, ad andare con le ragazze, a sposarsi" e sanno benissimo, per esperienza diretta, che l'orientamento sessuale né si predica, né si recepisce "per induzione". Ma gli altri? Chi è disposto a stare ad ascoltare una campana diversa da quella degli omofobi sapiens, apparentemente tanto rispettabili, visto che in fondo ciò che essi dicono rafforza una convinzione che, mediamente, tutti hanno? Nessuno, io credo. Ecco perché ritengo che questo dispiegamento di forze, questa omofobia presentabile che ha la faccia di medici, pediatri, giuristi, uomini di chiesa (quelli non mancano mai...) sia in effetti un nemico formidabile contro il quale si potrà ben poco.

giovedì 10 aprile 2014

Evandro in movimento

Una miniclip incentrata su Evandro Soldati, tanto per non perdere l'abitudine. Lo seguo da sempre e devo dire che continua a piacermi molto, per quanto ormai sarei curioso di conoscerlo di persona (non necessariamente per tentare il ratto a scopo di libidine), o quantomeno di vederlo dal vivo. Chissà se in carne ed ossa, non in posa e senza fare le faccette (che detesto) lo desidererei ugualmente. Chi ha il suo cellulare, ragazzi?

La saggezza dell'armadillo

Mi piace abbastanza, Zerocalcare: i suoi fumetti mi hanno fatto sbellicare, più di una volta al punto che i suoi sono stati praticamente gli unici che ho acquistato dopo gli albi di Asterix, comprati EONI fa. Tra l'altro, Zerocalcare (al secolo Michele Rech), mi piace pure un po' fisicamente: non tanto perché sia una bellezza di quelle scintillanti che metto sempre sul blog, quanto perché è abbastanza carino, simpatico ed arguto e nelle interviste appare di una timidezza sconcertante; caratteristiche queste che basterebbero per un invito a cena (Calcà, ritieniti invitato: ma dato che pago io, il posto lo scelgo io - niente kebabbari da du' spicci). Leggendo i fumetti di Zerocalcare ci si imbatte spesso in involontarie perle di saggezza, come quella rappresentata nella vignetta qui sopra: molti pensano che la vicinanza fisica ad uno degli oggetti del nostro desiderio e, appunto, l'intensità di quest'ultimo basti a garantire una... conclusione positiva (o, come dice l'autore, "la condivisione di uno spazio fisico e la predisposizione di uno dei soggetti non sono condizioni sufficienti a determinare la copula") e questa è, come ben sappiamo, una pia illusione. Ricordo che una delle cose che, dopo la laurea, ho lasciato con più dispiacere era la biblioteca della facoltà, frequentato da tanti che amavano farsi ammirare... E badate, la sindrome rappresentata da Zerocalcare non è necessariamente una cosa legata all'inesperienza. A Pitti, dove mi reco ormai ogni anno da un bel po', sperimento ogni volta la stessa (falsa) convinzione...

domenica 6 aprile 2014

Giapponesino ricorre al chirurgo per assomigliare al David

Molti considerano il David di Michelangelo l'ideale assoluto di bellezza maschile. Personalmente sono abbastanza d'accordo, tranne che per il fatto che 1) l'ideale assoluto di bellezza maschile, notoriamente, è Andrew Stetson. Stacce. 2) ho compiuto periodici pellegrinaggi al Museo dell'Accademia praticamente con ogni classe di ogni scuola di ordine e grado, quindi alla sindrome di Stendhal sono ormai abbastanza immune 3) tendo a non provare concupiscenza per manufatti in pietra. Tuttavia, capisco bene che, filosoficamente parlando, si voglia assomigliare ad una cosa tanto perfetta
Il giovane Alan, ventenne giapponese, spesso bersagliato dai compagni di scuola per il suo aspetto non esattamente virile, ha portato questa giusta pulsione ad un livello irraggiungibile. Grazie ad alcune signore che l'hanno generosamente finanziato, Alan ha potuto sottoporsi a varie operazioni chirurgiche al volto che sono mirate a fornirgli "una bellezza senza tempo". In altre parole, si è letteralmente fatto alterare i connotati per somigliare al David (fonte >>). Il risultato finale? Giudicate voi stessi cliccando qui.

martedì 1 aprile 2014

Gay 1 - Baciapile 0

Ricevo da "Elenella", lettrice affezionata, una lunga lettera con la quale la suddetta mi racconta un curioso episodio occorsole qualche giorno fa: una tizia, dopo un appassionato pistolotto, ha provato a "convertirla", ammonendola a non ascoltare più la voce di Satana e invitandola a tornare etero. Gente grulla.

Ne pubblico qui di seguito alcuni stralci perché vale davvero la pena leggerla. Non capita sempre di prevalere sugli ipocriti baciapile e quando questo accade, o almeno quando a questi ultimi vengono fatti venire dei dubbi è sempre una cosa positiva. Vi segnalo in particolare la frase sulle "tre voci", e il fatto che la nostra amica ha soppresso un istinto che io avrei avuto, cioè quello di alzare le mani...

"Ciao Velies... in breve ecco cos'è successo ieri ad Amsterdam, città che molti (io stessa) considerano l'Eldorado europea del "mondo gaio". Ho iniziato da poco un corso di lingua, ovviamente dopo qualche tempo è uscito fuori il discorso "relazioni personali" e io ho detto di essere gay. Una mia collega, ungherese, 21 anni, da qualche settimana mi fa domande su di me, se credo in Dio, come sto etc... lì per li non ho dato molto peso alla cosa, le ho parlato del mio essere felicemente cattolica, del mio credere in Gesù Cristo nonostante la mia vita sessuale e così via. (...) 

Mi chiede di raccontarle la mia storia, di come è possibile che a 22 anni io uscissi con un ragazzo e adesso tutto sia diverso, che io voglia dividere la mia vita con una donna. (...) E poi... fulmine a ciel sereno... mi ha citato San Paolo, la famigerata lettera ai romani, (1:26-27) dicendomi che gli uomini che avevano rinnegato Dio vivevano nel disordine sociale e personale e si accoppiavano tra di loro... 

E io sono stata tentata di mandarla calorosamente a quel paese... ma sono rimasta ad ascoltare quello che voleva dirmi, perché credo che in cuor suo l'intenzione fosse solo quella di aiutarmi... per così dire... (...) Mi ha raccontato di sé, di come arrivata qui dall'Ungheria fosse rotta dentro, e di come si è ritrovata grazie a Cristo, alla fede, attraverso la sua coinquilina super osservante... di come Cristo l'abbia letteralmente salvata. Mi citava la Bibbia e io la lasciavo parlare pensando "ciccia, sono 32 anni che mi leggo sto libro, non è che arrivi tu e mi freghi, per ogni citazione tua te ne giro altre quattro molto più divertenti, lì dentro c'è pure scritto che mangiare il maiale al latte è abominio", ma ho dovuto fermarla alla seguente affermazione: ogni mattina ti alzi e senti nel tuo cuore tre voci, la tua, quella di Gesù e quella di Satana. Sta a te decidere quale seguire. (...) Allora le ho detto che era il mio turno di parlare. Le ho detto che mio padre, uomo di destra super conservatore per così dire "fascista" quando gli ho detto tra le lacrime che ero innamorata di una ragazza mi ha risposto "allora ho una figlia in più", e che mi aspetto che Dio (o Cristo o come lo vogliamo chiamare) non possa valere meno di mio padre, essere umano imperfetto e misero. Le ho detto che i dogmi sono una cosa, la morale è un'altra. I dogmi sono quelli e non si possono discutere... o si accettano o non si accettano... ma la morale... su quella ci si può ragionare. 

Le ho detto pertanto che se andrò all'inferno perché amo una donna e non un uomo allora sarò lieta di farlo... perché a quel punto significa che il Dio che mi ci ha condannato non era quello che mi hanno insegnato ad amare, che ho incontrato e incontro ogni giorno nel mio cuore dandomi forza e gioia. Amare non può essere un peccato, e soprattutto le ho detto che nel Vangelo sta scritto di non giudicare, se non vogliamo essere giudicati. Mi ha detto che rispetta le mie parole... e infine mi ha chiesto se potevo andare a Messa con lei, con la sua comunità. Ma anche no! Vado volentieri alla mia Messa alla comunità italiana con la signora che fa le letture che pare un travestito. Adoro. Allora mi ha chiesto se poteva pregare per me, e certo, le ho risposto di sì. Mi ha preso per mano e si è messa a pregare lì, in birreria... che Cristo mi illumini e mi insegni la strada. 

Tornando a casa in bici mi ha chiesto se avevo domande per lei... e lì ho fatto un po' la splendida dicendole che avendo 11 anni più di lei, le mie domande me le sono già fatte, che sono stata anche io dove lei si trova ora, che ho accettato di parlare di queste cose perché era più una sua necessità, non mia. Che sono felice, vivo nella gioia, e che la mia fede è più grande dei suoi/nostri dubbi. E alle 23,30... stanca di mio e un po' stancata dai discorsi per la prima ho sentito la voce dentro di me, e non era la mia, non era Gesù e nemmeno Satana. Era quella del DJ che imita Galeazzi che dice "ah ragazzì, ma vaaaf******o vaaaaa"...

Grande. Ero pure tentato di sopprimere quest'ultima frase: da queste parti, quello arguto sono io :)