lunedì 30 giugno 2014

Berlusconi e il balletto sui gay: cui prodest?

La giornata di oggi è stata caratterizzata, tra altre cose, da una notizia clamorosa: Silvio Berlusconi, che ha dispensato per anni battute infami sui gay (tanto infami che non è neppure il caso di rammentarle), avrebbe aperto sul tema della parità di diritti "Quella per i diritti civili degli omosessuali è una battaglia che in un paese davvero moderno e democratico dovrebbe essere un impegno di tutti. Da liberale, ritengo che attraverso un confronto ampio e approfondito si possa raggiungere un traguardo ragionevole di giustizia e di civiltà". Anzi, con la forte sponsorship della sua baby fidanzata (tra lei e il Cavaliere ci sono solo 50 anni di differenza, che di questi tempi non sono niente), sembrerebbe che persino Vittorio Feltri si sia scritto all'Arcigay.

Va detto che queste clamorose aperture sono state parzialmente ridimensionate da un successivo intervento di Gasparri il quale, con buona pace di tutti, rassicura che il Presidente è "assolutamente contrario a matrimoni o ad adozioni gay. Del resto, una coppia gay con diritto all'adozione rischierebbe di alimentare il turpe commercio degli uteri in affitto, la forma più abietta di materialismo e di sottomissione del corpo delle donne usate a pagamento per fare figli da immolare all'egoismo altrui". 

La marcia indietro non mi sorprende affatto: anzi, a dirla tutta, mi lasciano molto più perplesso le clamorose aperture. Non si passa da una posizione di totale ostilità ad una di segno esattamente opposto se non per tornaconto personale. A chi giova tutto questo balletto? E soprattutto, si deve escludere la buona fede? Secondo me, sì. O quantomeno, occorre invertire l'onere della prova: se è vero che tutti sono in buona fede salvo prova contraria, in questo caso la storia personale di questi signori è lì a dimostrarci esattamente la cosa opposta. Bene ha fatto Arcigay a raccogliere l'iscrizione della Pascale e di Feltri (che a fare il gay liberal ci aveva già provato salvo poi dire che gli omosessuali li voleva lontani un metro). Tuttavia, fino a che questi personaggi non dimostreranno con i fatti di aver cambiato idea, sarà come se avessero sottoscritto l'ennesima tessera a punti, insieme a quella della Conad o della Coop. E comunque io personalmente alla buona fede non credo.

2 commenti:

Loran ha detto...

Si era dimenticato di spiegare a furbettone che doveva reggergli il gioco e invece lui subito gli ha fatto questo bel autogol.
Parlando seriamente Berlusconi non è ne gay frendly ne omofobo, ne a favone ne contrario ai matrimoni gay, come quasi tutti i politici le sue dichiarazioni sono le classiche promesse da marinaio pre elettorali.

Velies Thyrrens ha detto...

trovi? Invece io penso che Berlusconi sia sinceramente omofobo. Che poi assuma certe posizioni per convenienza, forse: ma in fondo in fondo odia i gay - come quasi tutti