martedì 1 aprile 2014

Gay 1 - Baciapile 0

Ricevo da "Elenella", lettrice affezionata, una lunga lettera con la quale la suddetta mi racconta un curioso episodio occorsole qualche giorno fa: una tizia, dopo un appassionato pistolotto, ha provato a "convertirla", ammonendola a non ascoltare più la voce di Satana e invitandola a tornare etero. Gente grulla.

Ne pubblico qui di seguito alcuni stralci perché vale davvero la pena leggerla. Non capita sempre di prevalere sugli ipocriti baciapile e quando questo accade, o almeno quando a questi ultimi vengono fatti venire dei dubbi è sempre una cosa positiva. Vi segnalo in particolare la frase sulle "tre voci", e il fatto che la nostra amica ha soppresso un istinto che io avrei avuto, cioè quello di alzare le mani...

"Ciao Velies... in breve ecco cos'è successo ieri ad Amsterdam, città che molti (io stessa) considerano l'Eldorado europea del "mondo gaio". Ho iniziato da poco un corso di lingua, ovviamente dopo qualche tempo è uscito fuori il discorso "relazioni personali" e io ho detto di essere gay. Una mia collega, ungherese, 21 anni, da qualche settimana mi fa domande su di me, se credo in Dio, come sto etc... lì per li non ho dato molto peso alla cosa, le ho parlato del mio essere felicemente cattolica, del mio credere in Gesù Cristo nonostante la mia vita sessuale e così via. (...) 

Mi chiede di raccontarle la mia storia, di come è possibile che a 22 anni io uscissi con un ragazzo e adesso tutto sia diverso, che io voglia dividere la mia vita con una donna. (...) E poi... fulmine a ciel sereno... mi ha citato San Paolo, la famigerata lettera ai romani, (1:26-27) dicendomi che gli uomini che avevano rinnegato Dio vivevano nel disordine sociale e personale e si accoppiavano tra di loro... 

E io sono stata tentata di mandarla calorosamente a quel paese... ma sono rimasta ad ascoltare quello che voleva dirmi, perché credo che in cuor suo l'intenzione fosse solo quella di aiutarmi... per così dire... (...) Mi ha raccontato di sé, di come arrivata qui dall'Ungheria fosse rotta dentro, e di come si è ritrovata grazie a Cristo, alla fede, attraverso la sua coinquilina super osservante... di come Cristo l'abbia letteralmente salvata. Mi citava la Bibbia e io la lasciavo parlare pensando "ciccia, sono 32 anni che mi leggo sto libro, non è che arrivi tu e mi freghi, per ogni citazione tua te ne giro altre quattro molto più divertenti, lì dentro c'è pure scritto che mangiare il maiale al latte è abominio", ma ho dovuto fermarla alla seguente affermazione: ogni mattina ti alzi e senti nel tuo cuore tre voci, la tua, quella di Gesù e quella di Satana. Sta a te decidere quale seguire. (...) Allora le ho detto che era il mio turno di parlare. Le ho detto che mio padre, uomo di destra super conservatore per così dire "fascista" quando gli ho detto tra le lacrime che ero innamorata di una ragazza mi ha risposto "allora ho una figlia in più", e che mi aspetto che Dio (o Cristo o come lo vogliamo chiamare) non possa valere meno di mio padre, essere umano imperfetto e misero. Le ho detto che i dogmi sono una cosa, la morale è un'altra. I dogmi sono quelli e non si possono discutere... o si accettano o non si accettano... ma la morale... su quella ci si può ragionare. 

Le ho detto pertanto che se andrò all'inferno perché amo una donna e non un uomo allora sarò lieta di farlo... perché a quel punto significa che il Dio che mi ci ha condannato non era quello che mi hanno insegnato ad amare, che ho incontrato e incontro ogni giorno nel mio cuore dandomi forza e gioia. Amare non può essere un peccato, e soprattutto le ho detto che nel Vangelo sta scritto di non giudicare, se non vogliamo essere giudicati. Mi ha detto che rispetta le mie parole... e infine mi ha chiesto se potevo andare a Messa con lei, con la sua comunità. Ma anche no! Vado volentieri alla mia Messa alla comunità italiana con la signora che fa le letture che pare un travestito. Adoro. Allora mi ha chiesto se poteva pregare per me, e certo, le ho risposto di sì. Mi ha preso per mano e si è messa a pregare lì, in birreria... che Cristo mi illumini e mi insegni la strada. 

Tornando a casa in bici mi ha chiesto se avevo domande per lei... e lì ho fatto un po' la splendida dicendole che avendo 11 anni più di lei, le mie domande me le sono già fatte, che sono stata anche io dove lei si trova ora, che ho accettato di parlare di queste cose perché era più una sua necessità, non mia. Che sono felice, vivo nella gioia, e che la mia fede è più grande dei suoi/nostri dubbi. E alle 23,30... stanca di mio e un po' stancata dai discorsi per la prima ho sentito la voce dentro di me, e non era la mia, non era Gesù e nemmeno Satana. Era quella del DJ che imita Galeazzi che dice "ah ragazzì, ma vaaaf******o vaaaaa"...

Grande. Ero pure tentato di sopprimere quest'ultima frase: da queste parti, quello arguto sono io :)

1 commento:

Febo ha detto...

Ahahahah :)
Bellissima lettera e bellissima risposta :)