lunedì 3 marzo 2014

Renzi e le cose dei gay

Non ho nessuna simpatia per Matteo Renzi e ho accolto con sollievo il fatto di non saperlo più primo cittadino di questa disgraziata città (che però ora è finita nelle mani di uno peggiore, quindi c'è poco da stare allegri). L'ho sempre seguito poco e le volte che l'ho fatto mi è parso arrogante e spregiudicato, capace di mostrarsi presentabile e asseritamente "nuovo" ma, di fatto, per molti versi uguale a tanti che l'hanno preceduto.

Sia chiaro, non considero Matteo Renzi il male metafisico: non penso che abbia ricevuto un mandato occulto da questo o da quel soggetto, che sia un pupo della casta come invece ritengono quelli che lo chiamano RENZIE e che mi piacciono assai meno di lui (il che è tutto dire). In altre parole, non penso che Renzi e, più in generale, l'attuale classe politica incarni il peggio della società civile, non credo che gli amministratori siano peggio degli amministrati. Al contrario, e mi perdonerete la semplificazione estrema, trovo invece che gli amministratori siano come gli amministrati: fatti salvi esempi clamorosi, in positivo ed in negativo, credo infatti che in larga parte la classe politica rispecchi, moltiplicati per 100, virtù e soprattutto vizi di tutti noi: furbizia, meschinità, nepotismo, approssimazione... Ravviso questi atteggiamenti ogni giorno che Iddio mette in terra: nel pubblico, che ho la ventura di frequentare e anche nel privato. Aspettarsi che chi ci rappresenta sia meglio di come noi stessi siamo è una pia illusione. Possiamo e dobbiamo pretendere onestà, ma tolto questo, le mie aspettative sono piuttosto basse per le ragioni che ho detto. 

Ecco perché mi ha fatto un po' specie constatare lo sdegno che ha suscitato il meschino equilibrismo dialettico di Renzi sulle cose che interessano gli omosessuali, la sua intenzione di aprire a compromessi "anche quando questo compromesso non ci soddisfa del tutto". Sappiamo già che le tensioni che covano sotto la cenere di questa maggioranza eterogenea impediranno qualsiasi apertura ai "diritti gay" e sappiamo che in generale il ruolo di un Presidente del Consiglio si spinge solo fino dove la maggioranza parlamentare gli consente di arrivare; sappiamo anche che la storia personale di Renzi è incompatibile con ciò che, come gay, ci sta a cuore. Tuttavia dimentichiamo, e mi fa male constatarlo, che la gente comune, il proverbiale "uomo della strada", ci odia. Attenzione: non è che non gli piacciamo e basta, ci odia proprio. E' diverso. Le ragioni le abbiamo discusse mille volte e i veri motivi, ammesso che ce ne siano, non li capiremo mai. 

Come possiamo aspettarci di meglio dai nostri amministratori, i quali, oltre ad essere "personalmente" e culturalmente ostili (come tutti), vivono sotto la costante minaccia che la maggioranza che li sostiene venga meno? Pensate che basti esprimere un'esigenza di uguaglianza sostanziale, che pure apparirebbe il minimo sindacale in qualsiasi Paese europeo, per poter smuovere le acque? Io non lo credo. E non per via di Renzi, di quello o di quell'altro personaggio: le cose sono così da decenni e non sono mai cambiate e non cambieranno mai finché non si riuscirà a scardinare questo odio di cui ci fanno oggetto le persone "normali", finché non si farà in modo che sia la società civile, nella sua interezza, a far proprie le nostre istanze, ad imporle al legislatore come qualcosa che risponde a criteri di giustizia sostanziale (invece come a "privilegi LGBT", come oggi dicono in molti). Ora come ora, è vero quello che dicono certi politici, con un'approssimazione che pure è indegna, che l'Italia non vuole "i matrimoni gay": basterebbe soltanto che riuscissimo a far cambiare questa "volontà" o almeno a far cessare l'ostilità nei nostri confronti: allora anche i vari Giova****i dovrebbero arrendersi e fare buon viso a cattivo gioco. 'Na passeggiata di salute. Che ce vo'?

1 commento:

Narciso ha detto...

Hai ragione ma perlomeno Renzi ha posto la questione.. fino a poco tempo fa non veniva neppure posta.

Ci vorrà ancora tempo prima di diventare una società moderna e civile. Troppe personalità di rilievo bacchettone e ignoranti. L'Italia si trascina dietro l'eredità del cristianesimo più bigotto.

Ho notato che nel pochissimo tempo che ti leggo, due post, entrambi che esprimono il sentimento "la gente ci ODIAAAAAA".. madonna che angoscia.. :D

C'è solo tanta tanta ignoranza. Tutto qua. Ma tanta tanta tanta. Grazie alla chiesa, alla classe politica e a una TV che promuove macchiette e stereotipi...