lunedì 10 marzo 2014

Pie illusioni su Papa Francesco?

Dopo un anno di pontificato di Papa Francesco tanti commentatori mainstream hanno pensato bene di fare bilanci, dare giudizi, trarre conclusioni. Non ho gli strumenti per poterlo fare io stesso: non so se Bergoglio si sia dimostrato più o meno progressista dei suoi predecessori, più o meno ligio alla tradizione. Il mio "giudizio" (e mai virgolette furono più appropriate) è quello del proverbiale uomo della strada: Papa Francesco mi è simpatico e credo che il suo semplice "Fratelli e sorelle, buonasera" abbia giovato più alla chiesa di tutta la grande sapienza teologica di Ratzinger che personalmente mi comunicava ostilità e malanimo e niente altro. 

Al contrario, Francesco lo sto a sentire con un certo piacere e mi compiaccio della sua semplicità quasi spartana ("francescana", a volerla dire tutta), della sua apparente mancanza di orpelli, di sapere che parte in pullman insieme ad 80 altre persone per gli esercizi spirituali ad Ariccia e mi fa piacere leggere che c'è chi, rosicando, vede con sospetto "le bravate di Francesco" (cit. un commento qualsiasi tra i tanti nelle bacheche dei quotidiani online). Più interessante, per ciò che può riguardare gli omosessuali, è cercare però di capire il reale atteggiamento di Papa Bergoglio: tempo fa il suo "chi sono io per giudicare" fu erroneamente interpretato come un'apertura verso i gay; lo stesso sta capitando in queste ore circa la notizia che Francesco starebbe "studiando le unioni gay perché vuole capire". Una rapida googolata riporta già la questione sotto un'altra prospettiva. Timothy Dolan, cardinale di New York, ha rilasciato un'intervista esclusiva alla rete statunitense NBC, spiegando che in realtà che ciò che il Papa ha detto è che i leader della Chiesa devono "guardare queste unioni e vedere le ragioni che le hanno fatte diventare realtà... piuttosto che condannarle rapidamente... proviamo semplicemente a farci delle domande sul perché alcune persone abbiano fatto ricorso" a questo istituto". 

Una differenza non da poco che tuttavia non mi stupisce affatto. Non ci possiamo aspettare che il Papa dica "giacetevi gioiosamente col vostro compagno ed amatelo come una sposa ama il suo sposo (o viceversa) e la Chiesa benedirà la vostra unione": questa è, per l'appunto, una pia illusione. Nessun papa dirà mai una cosa del genere. Il problema è un altro, e cioè che con la scusa della condanna del peccato e non del peccatore e con l'intento di proclamare in modo adamantino "principi immutabili" (in modo che ai meno provvisti di strumenti intellettuali non vengano dubbi), la Chiesa, ritengo, ha finito per alimentare un odio secolare nei confronti degli omosessuali di cui non ci siamo ancora liberati e del quale, temo, non ci libereremo mai. Anzi, dal suo punto di vista, la Chiesa "fa bene" a parlare di peccato, di amori fecondi o meno (anche se su certi "temi etici" si registrano talune "interpretazioni evolutive" che sanno molto di ritrattazioni postume...) - per quanto io, pur nella mia impreparazione, mi permetta di sollevare qualche dubbio.

Il vero scandalo è un altro: il fatto che il legislatore non sia riuscito ad affrancarsi da questo condizionamento pesantissimo, a scindere la sfera religiosa da quella civile, avallando con la sua criminale inerzia lo stigma sociale e tollerando che, in pieno 2014, vi siano istituti giuridici riservati a TUTTI tranne qualcuno, istituti dei quali beneficiano solo gli eterosessuali (credenti o meno), con i quali si creano vincoli di rilevanza pubblicistica al costo di una marca da bollo da 14 euro e spiccioli. Dopo tutte le gran pippe che ci fanno a giurisprudenza sull'uguaglianza formale e sostanziale, sull'art. 3 della Costituzione e tutte le piacevolezze che ad esso si accompagnano, è questo il vero scandalo, non il fatto che la Chiesa preannunci la dannazione eterna  per i gay!

2 commenti:

lelenuccia ha detto...

caro Velies...
da cattolica e lesbica praticante non posso che essere d'accordo più o meno su tutta la linea.
non può certo dire andate e fate quello che vi pare...
MA STAREMO A VEDERE. per me già il fatto che dica che la chiesa pensa troppo a sesso aborto e gay e di non giudicare è più che sufficiente.
d'altra parte, da cattolica, credo che cristo mi conosca meglio di quanto mi conosco io, e che se andrò all'inferno per amore... allora non era il cristo in cui credevo.


e invece so che sei in nomination come miglior blog...
ma scusa sai...
http://igba.altervista.org/nomination.php

RAGAZZI VOTIAMOLO!

Paco ha detto...

Non è detto che gli omosessuali vadano all'inferno! Ci vanno solo quelli che praticano l'omosessualità!