giovedì 9 gennaio 2014

I gay sono ancora un tabù

"Se propongono il matrimonio gay ce ne andiamo un attimo prima a gambe levate denunciandolo all'opinione pubblica". Parola di Angelino Alfano, nuovo ago della bilancia italiano. Sto perdendo le speranze: e non certo per quello che dice questo signore, o il politicante di turno, ma per l'aria che tira. Spiace constatare che in questo paese parlare di gay è tabù assoluto: per rendersene conto basta leggere i commenti che si trovano sui forum dei quotidiani online. Se lo fate, e avete abbastanza stomaco e sangue più freddo del mio per sopportare cazzate siderali, troverete compiaciute espressioni di un'ignoranza inaudita.



Bello, vero? Da dove si parte per contestare un'accozzaglia di idiozie, pregiudizi, offensive stupidaggini fantagiuridiche, argomenti non consequenziali? Lo so io: non si parte proprio. Queste posizioni sono frutto di ignoranza crassa e di pregiudizi invincibili e purtroppo sono condivise dal 98% dei politici, vecchi e sedicenti nuovi. Prima di poter parlare di diritti occorre un cambio radicale di mentalità: solo e soltanto dopo il legislatore potrà e dovrà prendere atto di questa nuova sensibilità ai temi civili. Fino ad allora assisteremo solo alla solita, patetica zuffa tra polli mentre alcuni, come me, continueranno a rodersi il fegato, impotenti di fronte a queste scandalose maniche di cazzate.

2 commenti:

MOUSEtrip ha detto...

Come darti torto... proprio l altro giorno pensavo la stessa cosa.
L Italia devere ripulirsi dalle basi, dalla vecchia mentalità. Altro che rialzarsi dal punto di vista produttivo qui dovremmo rialzarci da un punto di vista di visione della vita, società e modo di vivere....

Loran ha detto...

Si perchè poi oltretutto come fai a ribattere a qualcuno che non capisce che tra le persone omosessuali c'è chi vuole sposarsi chi no e chi vuole convivere senza alcun obbligo come tante coppie etero, oltretutto denotando una rivoltante malafede nel elargire il consiglio che noi gay dovremmo essere così originali e anticonformisti da non voler il matrimonio per il fatto che ci sentiamo superiori agli etero.
Qui ci troviamo difronte ad un bigottismo mascherato da parole che sembrano soltanto razionali ma che analizzate bene dimostrano subito l'arretratezza culturale di chi le ha espresse.