lunedì 13 gennaio 2014

Gli omofobi e il diritto di sostenere che la terra è piatta


Premessa: le considerazioni che seguono, oltre ad essere come sempre completamente opinabili, sono sviluppate a partire da un post che ho letto su giornalettismo.it (qui >> il link). Non ho ragione di dubitare che quanto è scritto in quel post riporti esattamente il pensiero dei partecipanti alla manifestazione di cui io stesso dirò qui di seguito. Come regola generale, tuttavia, è sempre bene leggere le cose che si trovano su Internet con un po' di cautela. Questo, naturalmente, comprende anche quello che trovate su Parole in Libertà.

Avrete letto che lo scorso sabato l'associazione Manif pour tous è scesa in piazza a Roma contro il disegno di legge "contro l'omofobia" e già che c'era per snocciolare il solito campionario di piacevolezze alle quali dovremmo ormai aver fatto l'abitudine. "La famiglia è una sola, quella formata da uomo e donna. È sempre stato così da millenni e mi sembra sia andata piuttosto bene. Perché adesso dobbiamo cambiare?", "Il problema è che possa diventare reato esprimere un concetto di famiglia, il nostro. Questo lo dice la nostra Costituzione. Difesa sempre a spada tratta ma non in questo caso.", "La moglie del sindaco di New York, nera, era lesbica. Ha scritto un libro sulle sue difficili condizioni di vita. ma ora è da 20 anni sposata col primo cittadino americano. Le persone cambiano", "A livello civile possono fare quello che vogliono ma non possono avere gli stessi diritti di una famiglia. L'uomo e una donna possono separarsi e la famiglia gay? E se viene riconosciuta? Pensi il caos che potrebbe derivare."

Con la gente col paraocchi (e, come vedete, pure col bavaglio), che ragiona per slogan e si preoccupa solo di rendere presentabili ciò che non sono altro che meri pregiudizi il problema è sempre il medesimo: non si sa nemmeno da dove cominciare per ribattere. A niente varrebbe infatti dire che un conto è l'aspetto biologico, che coinvolge uomo e donna come soggetti in grado di procreare e che altro è quello sociale e che la Famiglia, che queste persone ritengono sacra ed inviolabile è stata viceversa oggetto di un grande cambiamento nella storia (dalla tribù, al pater familias romano, dalla poligamia di Abramo al baliatico e alla parentela "di latte"); ed ancora, che la Costituzione si limita a definire la famiglia come "società naturale fondata sul matrimonio" (art. 29), senza suggerire questa o quella lettura ideologica. Circa l'efficacia e l'accettabilità delle teorie riparative, delle quali avrebbe apparentemente beneficiato la moglie nera del sindaco di New York non mi pronuncio nemmeno.


Di fronte ad affermazioni tanto capziose e preconcette non c'è difesa se non quella del sense of humor: vedetevi la clip qui sopra, che qualcuno ha pensato di usare per criticare un'altra iniziativa, e ditemi se questo genere di ragionamento capzioso e non è rappresentato perfettamente.

Per quanto mi riguarda, il fatto che qualcuno voglia sostenere quelle cose o anche che la terra è piatta, non mi sminuisce affatto e anzi, trovo che sia un bene. Non mi aspetto neanche che, come erroneamente pensa qualcuno, male interpretando il concetto di pluralismo, occorra dare la possibilità a chi la pensa diversamente di poter sostenere, dalla medesima ribalta, l'opinione opposta. Mi basta poter affermare che trovo quelle idee non solo profondamente sbagliate bensì odiose per il senso di intolleranza che esprimono, anche se vorrei disporre di una cassa di risonanza ben maggiore per poterlo dire e, occorrendo, spiegare il perché lo affermo.

La questione è quindi tutt'altra: se io dico che la terra è piatta e organizzo una manifestazione di gente che vuole costruire dei recinti perché non si cada nel vuoto, mi ridono tutti in faccia. Se invece qualcun altro sale su un palco per somministrare una serie di odiosi pregiudizi spacciandoli per verità assolute, no. 

Come mai? Semplice: perché la forma del globo terracqueo, bene o male, la conoscono tutti. Invece, a proposito di omosessualità la gente non sa assolutamente niente. NIENTE. Sfido che l'idea, per esempio, che i gay vogliono adottare i bambini per molestarli faccia tanta presa: mi stupisco anzi che nessuno abbia ancora detto che ce li vogliamo MANGIARE

Di fronte a tutto questo scempio, purtroppo, la politica tace. E' questa la cosa grave, che si vada avanti a frasi fatte e ignoranza crassa, anche da parte del legislatore che dovrebbe essere chiamato non a fare scelte morali, bensì a gestire, nell'interesse di tutti, la cosa pubblica. A giurisprudenza ci insegnavano che ciò che non è vietato è conseguentemente lecito e che un fenomeno lecito che si manifesta con sufficiente frequenza DEVE essere regolato, proprio per garantire quell'esigenza minima di certezza dei rapporti che ci salvi dall'arbitrio e dall'eventualità che al caso A venga applicata la regola B e al caso X (identico all'A) venga invece applicata la regola Z. 

Se quindi è vero quello che ci diceva il nostro professore di Storia del Diritto italiano (uno dei maggiori giuristi italiani contemporanei che, non a caso, è ora Giudice costituzionale), che il "diritto segue il fatto" e non lo anticipa; se è vero cioè che esso non crea qualcosa, bensì prende atto di un fenomeno esistente e lo regola, ebbene, è il momento di smettere di nascondersi dietro a tutte quelle odiose foglie di fico ideologiche e di abbandonare quella che Umberto Eco chiamava tetrapiloctomia (l'arte di spaccare il capello in quattro), che nulla sono se non semplici scuse e di prendere atto che i legami affettivi che si instaurano tra persone dello stesso sesso e che presentano il carattere dell'esclusività e della stabilità DEVONO essere regolati giuridicamente: non per togliere, a contrario, qualcosa a qualcuno; non per minare i fondamenti di chissà quale costruzione sociale (la famiglia eterosessuale non verrebbe comunque "abrogata"), non per istituire nuovi diritti, e neanche per creare "privilegi LGBT" come ritiene la gente in mala fede, bensì per colmare un vuoto di tutela, per disciplinare, finalmente, un fenomeno che esiste già e che per le ragioni tante volte dette non può essere regolato dalla sola autonomia delle parti che ne sono interessate. Tutte le altre sono chiacchiere.

Naturalmente sappiamo bene che questo non avverrà mai, dato che, mediamente, gli italiani sono a tutt'oggi incapaci di concepire l'esistenza di un affectio tra persone dello stesso sesso. Diversamente non si spiegherebbe il successo dell'argomento secondo cui una coppia di uomini (o di donne) sono un qualcosa di meno rispetto alla mitica "famiglia tradizionale". Che, detto tra di noi, non mi pare funzioni poi tanto bene da assurgere da modello assoluto e che in ogni caso non può certo costituire un limite all'estensione di alcuni diritti a favore di soggetti che, comunque, non ne beneficiano di alcuno.

1 commento:

Loran ha detto...

Basta una sola cosa per chiudere la bocca a questi capoccioni, se veramente hanno a cuore la famiglia tradizionale chiedessero degli aiuti concreti alla politica specialmente a quella di centro destra che ha governato per vent'anni e non ha mai fatto nulla se non parlare come ha fatto lo scissionista qualche sera fa da Fazio.
Ma non lo faranno perchè nelle loro proteste e teorie non c'è ne verità ne razionalità ma solo ideologia.