lunedì 21 ottobre 2013

Bere tè in modo sospetto è reato

Un mattino di un mesetto fa, nella città indiana di Kolhapur un signore, tale Vijav Patil, è stato arrestato per aver bevuto il tè in modo sospetto (!). L'ufficiale che ha provveduto ad assicurare alla giustizia un simile criminale non ha esitato ad applicare una controversa legge che consente di infliggere la carcerazione preventiva a qualcuno che si ritiene essere in procinto di commettere un crimine. Il magistrato dell'Alta corte di Bombay che avrebbe dovuto convalidare l'arresto, però, non l'ha bevuta (scusate, non ho resistito): "Non sapevamo che la legge imponesse a chi beve tè al mattino, a mezzogiorno o di notte, di spiegare il perché lo fa. Si può bere tè in molti modi, non tutti eleganti o delicati: anzi, alcuni persino rumorosi. Ma non siamo a conoscenza di alcun modo "sospetto" di sorbirlo." (fonte >> sennò non mi credete). Due considerazioni: 1) il penalista che è in me si domanda come si può conciliare questa disgraziata legge con il principio di materialità - per cui, senza azione criminosa non ci può essere reato 2) la notizia, rigorosamente autentica, sembra una gag dei Monthy Python, al cui genio si deve lo slogan "fate il tè non fate l'amore" :) Boh

1 commento:

Angelo Ventura ha detto...

Forse pensava che appartenesse al TEA PARTY degli USA...