mercoledì 28 agosto 2013

Il sogno dello Spazio

Ho trovato questo incredibile filmato di immagini scattate dalla stazione spaziale internazionale che penso dobbiate vedere per la sola ragione che è bellissimo. A me ha fatto venire subito in mente il compianto Ray Bradbury e questa meravigliosa poesia, "They have not seen the stars":

Non hanno mai visto le stelle.
Nemmeno una 
tra le creature di questo mondo
in tutte le epoche 
da quando le sabbie per la prima volta
toccarono il vento. Nemmeno uno 
tra tutti gli animali 
ha conosciuto il brivido che si prova, 
in piedi sulla prateria, sulla pianura o sulla collina,
nel guardare questi fuochi. 
Le nostre anime ammirano ciò che essi,
oh, essi, non hanno mai conosciuto.
Sono trascorsi cinque miliardi di anni,
fluiti nel movimento delle sfere celesti,
ma nemmeno uno in tutti questi anni, né il leone, né il cane
e neppure l'uccello che solca l'aria,
le ha guardate. Ma guarda! Nessuno le guardava, oh Dio, nessuno guardava le stelle.
Ma guardate, guardate lì!
È come se tutto il tempo non fosse mai esistito.
Come se l'Universo o il Sole o la Luna o anche la semplice luce del mattino,
non fossero mai esistiti.
La loro tragedia essere muti e ciechi.
E destinati a restare muti, ad avere uno sguardo cieco.
E il Nostro sguardo? Sì, il nostro?
Per sapere cosa siamo noi, pensaci e poi scegli - ora, cosa siamo?
Siamo nati sulla terra nuda e ci limitiamo a stare sulla scena?
Allora è come se tutti questi miracoli non ci fossero mai stati.
Mai visti prima, cancellati, accecati.
L'immenso volteggiare di luci sonanti, di fuoco e neve,
visto in un attimo e in un attimo perduto.
Oppure siamo noi quelli che si alzano verso i cieli?
Quelli che li comprendono e li esplorano.
Noi, fragile carne con gli occhi nuovi di Dio,
guardiamo le stagioni vaganti nella marea della luna,
e conosciamo gli anni, e conserviamo la memoria di ciò che è morto.

3 commenti:

Loran ha detto...

Bellissime immagini e bella anche la poesia anche se la trovo un po' biblicamente influenzata.
Che prove abbiamo noi sul fatto che gli animali non guardino le stelle ancora oggi che si siamo arrivati sullo nello spazio ma ci sono ancora oscuri certi loro aspetti, li definiamo muti e ciechi ma secondo il nostro metro e se avessero mezzi più sofisticati di cui non ci siamo ancora accorti?

Velies Thyrrens ha detto...

non credo proprio che vada intesa in senso letterale: per quel poco che lo conosco, Bradbury andava più ad "immagini", "a sensazioni" che razionalmente. Io lo amo, ma alle volte ciò che scrive è tanto intenso e fuori dagli schemi da risultarmi disturbante. In pratica, ogni volta mi spezza un po' il cuore :)

Loran ha detto...

nell'ottica in cui dici allora è una poesie molto bella ed intensa.