venerdì 26 aprile 2013

Matrimonio in Francia, fantascienza in Italia

E' notizia di questi giorni che l'Assemblea nazionale francese ha dato il via libera definitivo alle nozze tra persone dello stesso sesso e alle adozioni di bambini da parte di omosessuali. L'introduzione del provvedimento è stata accompagnata da furiose polemiche e anche da manifestazioni di piazza che però non hanno fermato il legislatore d'oltralpe che, con un pragmatismo qui sconosciuto, ha finalmente stabilito che "Il matrimonio è contratto tra due persone di sesso opposto o dello stesso sesso". Una notizia del genere traccia un solco profondissimo, l'ennesimo, tra paesi che ci appaiono più civili e la patetica Italietta nella quale ci capita di vivere.

Molti auspicano un adeguamento del nostro sistema giuridico e finalmente l'introduzione di un'equiparazione tra nozze omosessuali a quelle eterosessuali. La cosa, naturalmente, anche se sembra riguardare solo una porzione relativamente piccola di persone, avrebbe delle ripercussioni insospettate dai più:  a prescindere dall'intenzione di ciascuno di noi di "convolare", la questione tocca infatti tasti ben più profondi e che precedono di molto l'esigenza di "crearsi una famiglia" e cioè la vera e propria individualità, la nostra identità come esseri umani. Il fatto che l'ordinamento preveda una casella che, se lo desideriamo, possiamo decidere di occupare darebbe speranza nel futuro, permetterebbe a tanti ragazzi che, in pieno 2013 sono forse ancora preda dell'orribile e lacerante conflitto con loro stessi, di sentirsi un po' meno dei freak la cui esistenza è tollerata ma in nessun modo riconosciuta. Permetterebbe di rivendicare la loro (nostra) identità personale, di affermarsi come individui ai quali l'ordinamento riconosce una dignità propria.

Eppure, in Italia una riforma con cui si aprano le porte del matrimonio agli omosessuali non l'avremo mai. E' disperante da constatare ma è così, credetemi: i segni sono lì davanti ai nostri occhi e basta fare due più due. Al massimo, avremo un congegno di pornografia giuridica (come il legislatore ci ha tristemente abituato ormai da decenni), un monstrum contorto, ambiguo e sostanzialmente inutile che, in quanto tale, fallirà miseramente travolgendo l'istanza cui esso avrebbe dovuto dare risposta e in questo modo dimostrerà ai tanti commentatori che, proprio visto il suo fallimento, alla fin fine quello del matrimonio tra gay era un falso problema.

Trovare le ragioni del perché in Italia un matrimonio omosessuale non l'avremo mai non è difficile ed alcuni fattori vengono in mente senza alcuno sforzo: il Vaticano, in primis. Non c'è dubbio che la posizione granitica di una Chiesa apparentemente tollerante nei confronti di tutti ma sostanzialmente e risolutamente omofoba impedisce persino di APRIRE il dibattito su questi temi. 

Purtroppo la politica dovrebbe avere la forza di affrancarsi da questo condizionamento pesantissimo ma fino ad oggi non è stato così e anche i rappresentanti usciti dalle urne delle ultime elezioni non fanno ben sperare. Certo è che, anche ove il Parlamento intendesse "fare un tentativo serio" che andasse al di là di contentini o di provvedimenti di facciata, non riuscirebbe mai a reggere l'ostilità di una parte dell'opinione pubblica e di fronte ad eventuali manifestazioni di piazza non potrebbe fare che marcia indietro. Del resto, con tante cose più importanti, pensare ai gay è proprio l'ultimo dei problemi.

La verità è che in effetti del matrimonio tra omosessuali non importa nulla a nessuno. E' triste da constatare ma è così: da quello che vedo, l'Italia è un paese disperatamente omofobo e il tabù della virilità maschile è, ancora oggi, invincibile.

Certo, l'omofobia, come tutti i pregiudizi, si alimenta con l'ignoranza ed è sostanzialmente irrazionale: per questo, quando si trova un interlocutore che resiste alla tentazione di chiudersi a riccio, si può forse portarlo a riconsiderare alcune sue posizioni. Tuttavia, nella mia esperienza, questa disponibilità a mettere alcune cose in discussione si manifesta solo se si sposta il discorso dal macrocosmo degli omosessuali che insidiano i bambini (perché a questo siamo ancora) al microcosmo di Tizio e di Caio. Quando si personalizza il discorso, prendendo persone note come esempio, quasi mai si ricevono giudizi assoluti di disvalore. "Certo, se non fanno male a nessuno...": tuttavia, gli omosessuali, come collettività indeterminata, rimangono quelli degli stereotipi, delle mossette, dei gay pride: in altre parole, delle caricature, tollerati solo ove "non ostentino" la loro condizione e cioè non si mostrino per quelli che sono. Di qui l'avversione ad ogni manifestazione di pubblica di affettività ed ad ogni comportamento che possa mostrare due partner come tali.

Se questo è, è ovvio che non c'è spazio per nessun "matrimonio", ci siamo culturalmente lontani anni luce. Ecco perché della cosa non frega nulla a nessuno; non all'uomo della strada, certo non all'uomo di chiesa e di conseguenza neanche all'uomo politico. Il problema cioè non risiede in un Vaticano ostile o in un Parlamento pavido: è molto più a monte, è nella nostra testa. In Italia c'è la totale incapacità di concepire una dimensione affettiva tra uomini (o tra donne) l'indisponibilità a riconoscere dignità all'affectio, al legame tra due individui che va al di là della mera coabitazione e che si fonda invece sull'amore. E' qui la tara invincibile: l'uomo della strada è "costretto" a prendere atto del fatto che gli omosessuali fanno sesso tra di loro ma, mai, nemmeno per un momento è disposto a prendere in considerazione l'esistenza di un legame affettivo.

Ecco perché tutti dicono che il matrimonio tra etero ed omo sono differenti: perché non si fondano sullo stesso sentimento. Lo dimostrano i discorsi dei tanti che sostengono "se si ammette il matrimonio tra due uomini perché non permettere a TRE gay di sposarsi? O a due gay di sposare il proprio cane?"

Questo, purtroppo, è un pregiudizio invincibile: finché questo non cambierà (e dubito che cambierà mai), non andremo da nessuna parte.

14 commenti:

laguerre7739 ha detto...

però... non è detto.
Francesco

laguerre7739 ha detto...

però... non è detto.

lelenuccia ha detto...

mi sento in ogni caso ottimista. sai tipo galileo con le spalle al muro. "eppur si muove".
e ho il cuore gonfio di speranza.

Luca ha detto...

leggi questo esempio di come passando da macrocosmo a microcosmo i cattolici diventano più accondiscendenti..

http://www.lastampa.it/2013/04/26/esteri/salvador-fatemi-abortire-per-vivere-il-dramma-di-isabel-arriva-in-tribunale-NQODHiehpSoU9O18rHZQKM/pagina.html

Velies Thyrrens ha detto...

Mah, ragazzi: io continuo a non vedere nessuno spiraglio. E, Luca: non mi pare proprio di vedere nessuna apertura nemmeno sulla questione aborto, anzi! Quel vescovo è contrario all'aborto di un bambino già tecnicamente morto, pensa te!!
Però non divaghiamo! :)
Mi interessa sapere cosa pensano gli altri. Pronunciatevi, ragazzi!

Luca ha detto...

e infatti era un modo per contestare la tua teoria del microcosmo :D mi spiego.. lì c'è una donna che aspetta un bimbo anencefalico che morirà comunque entro poche ore dalla nascita ed è obbligata a portare a termine la gravidanza nonostante ciò metta a rischio la sua vita. Eppure la Chiesa è contraria a farle interrompere la gravidanza e l'unica cosa che riesce a vedere è la possibilità che sia uno stratagemma per legalizzare l'aborto. Passando ai matrimoni gay è impensabile che nel nostro paese vengano proposti subito.. più probabile che si faccia qualcosa tipo i pacs.. d'altra parte anche in Francia hanno prima approvato i pacs (ben 14 anni fa) e solo oggi il matrimonio per tutti. Eppure anche introdurre i pacs, i dico o le unioni civili secondo il modello tedesco da noi sarà un'impresa e se una legge di questo tipo arriverà mai al dunque e al possibile voto del parlamento allora vedrai la rivolta del mondo cattolico e parafrasando l'esempio dell'aborto che ti ho fatto le motivazioni saranno: siamo contrari ai pacs ai dico o a come le chiameranno perchè è solo uno stratagemma per attaccare la famiglia e il sacramento del matrimonio, quindi diranno no anche ai pacs perchè li vedrebbero solo come uno stratagemma per introdurre i matrimoni gay.

Velies Thyrrens ha detto...

Luca, ma io mica parlavo di FANATICI invasati!! Parlavo della gente normale, quella con cui, alle volte puoi mettere 4 parole in croce senza che alzino barricate!!

Luca ha detto...

ho capito ma nel momento in cui ci dovesse essere un dibattito nell'opinione pubblica sul dare o meno diritti ai gay, in campo ci saranno anche i fanatici invasati a fare il lavaggio del cervello alle persone.. quindi puoi anche cercare di convincere Nonna Pina che Tizio e Caio si vogliono bene e che il loro volersi bene non danneggia nessuno... ma dall'altra parte ci saranno preti, vescovi, cardinali ecc che non sono mica così buoni come fanno credere.. perchè hanno sempre dimostrato di essere pronti a sacrificare il singolo individuo pur di evitare di introdurre un precedente che metta a rischio quello che ritengono essere il "Bene Supremo". Sarò pessimista io ma penso che facciamo prima a chiedere la cittadinanza spagnola o francese :(

Loran ha detto...

Ma infatti la grande differenza la fanno i politici anche perchè è il parlamento che deve fare le leggi, anche in Spagna e in Francia c'è una parte della società che era contraria anche in queste nazioni ci sono le pressioni del vaticano ma la differenza appunto la fanno i rappresentanti del governo che nonostante tutto hanno intrapreso una strada legislativa senza fermarsi.

Velies Thyrrens ha detto...

Trovi, Loran? Io non sono d'accordo. Non sono tanto i politici e basta, quanto proprio il fatto che nessuno è "concettualmente" disposto a riconoscere dignità all'amore tra persone dello stesso sesso. Voglio dire che secondo me il problema è molto a monte della politica, viene fuori molto prima e ha a che vedere con quello che pensano le PERSONE (che sono tali prima di essere politici). Se il riconoscimento delle unioni tra uomini (o donne) fosse percepito come "giusto", "necessario", la politica prima o poi se ne farebbe carico.

cuoreterso ha detto...

[…]La verità è che in effetti del matrimonio tra omosessuali non importa nulla a nessuno. E' triste da constatare ma è così: da quello che vedo, l'Italia è un paese disperatamente omofobo e il tabù della virilità maschile è, ancora oggi, invincibile.[…]
[…]Se questo è, è ovvio che non c'è spazio per nessun "matrimonio", ci siamo culturalmente lontani anni luce. Ecco perché della cosa non frega nulla a nessuno; non all'uomo della strada, certo non all'uomo di chiesa e di conseguenza neanche all'uomo politico. Il problema cioè non risiede in un Vaticano ostile o in un Parlamento pavido: è molto più a monte, è nella nostra testa. In Italia c'è la totale incapacità di concepire una dimensione affettiva tra uomini (o tra donne) l'indisponibilità a riconoscere dignità all'affectio, al legame tra due individui che va al di là della mera coabitazione e che si fonda invece sull'amore. E' qui la tara invincibile: l'uomo della strada è "costretto" a prendere atto del fatto che gli omosessuali fanno sesso tra di loro ma, mai, nemmeno per un momento è disposto a prendere in considerazione l'esistenza di un legame affettivo.

Ecco perché tutti dicono che il matrimonio tra etero ed omo sono differenti: perché non si fondano sullo stesso sentimento.[…].

Questi sono i punti che condivido in toto.
In Italia non è ancora cambiato nulla in tal senso perché non è una questione che interessa a tutti.
Se fosse stato solo una questione religiosa, ma d’interesse comune l’avrebbero ignorato come illo tempore fecero con il divorzio, l’aborto, la fecondazione assistita e tanto altro.
Comunque nonostante pensi che non sia una cosa imminente ho la convinzione che qualcosa ci sarà anche da noi. Non dico il matrimonio (parafrasando nonno: troppa grazia San Antonio!), ma un qualche riconoscimento legale lo daranno.
L’Europa tutta intorno a noi, chi più chi meno, ha riconosciuto pari diritti alle coppie omoaffettive e la politica italiana non potrà fare lo “struzzo” in eterno!
La cosa si complica per le adozioni o affidamenti, e penso che il nocciolo sarà questo.
Non parleranno di matrimonio, per allontanare una simile eventualità!
Perché trincerandosi sul binomio matrimonio-famiglia, impediranno questo diritto.
Beh! Se per questo l’hanno fatto anche con me e il mio compagno, qualche fa hanno rifiutato l’affidamento di un bimbo ucraino perché noi non siamo sposati, però l’hanno concessa senza problemi al suocero “vedevo”, che per ovviare al problema è intervenuto.
Insomma siamo il popolo dei paradossi e delle ingiustizie!

Ciauz Rita ^.^

Velies Thyrrens ha detto...

Ragazzi, scommetto quello che volete che di riconoscimenti non se ne parla prima di 10 anni (almeno). Avete letto cosa ha detto quel tanghero di GIOVAN***I proprio in queste ore? Se il governo Letta prova a introdurre qualche forma di unione gay gli levano la fiducia...
Ci saranno SEMPRE troppe bugie che possono essere utilmente usate per procrastinare all'infinito ogni tutela!
- La famiglia è una società naturale fondata sul matrimonio eterosessuale
- se si consente la reversibilità al compagno di un gay deceduto, il sistema pensionistico salta
- ci sono tante altre cose più importanti
- il matrimonio tra gay non serve ci sono già gli strumenti del diritto privato (questa, tanto perché lo sappiate, è una BUGIA SCHIFOSA, LA PEGGIORE DI TUTTE!, se volete vi dico
- i gay sono egoisti perché vogliono adottare i bambini come fossero giocattoli
- i gay li molesterebbero
- i bambini hanno bisogno di un padre e di una madre

(sai quante ce ne sono...!)

andrea ha detto...

Io appena mi laureo me ne vado all'estero. non rimango qui a pagare le tasse per contribuire allo stipendio parlamentare dei vari GIOVAN***I.

Velies Thyrrens ha detto...

ma vorrei ben vedere, Andrea!!! Che state a fare qui, se potete andarvene?!?!?!