martedì 15 gennaio 2013

Genitori gay e pregiudizi

L'eco della famigerata sentenza della Cassazione che, secondo alcuni, legittimerebbe le adozioni gay non si è ancora spenta e a nulla vale far notare quello che ci insegnano al primo MESE (neanche al primo anno, al primo MESE) di giurisprudenza, e cioè che la Cassazione decide secondo diritto un caso concreto e non dà input al legislatore - se non in modo indiretto e solo dopo del tempo: i politici e i commentatori, specie quelli in mala fede, hanno dato DI MATTO, snocciolando il solito repertorio di pregiudizi scandalosi contro gli omosessuali. Ormai non dovrei stupirmi più di nulla, invece ogni volta ci casco e mi incazzo.
Ma dico io:  guardate gli attori statunitensi Neal Patrick Harris e David Burtka, partner di lungo corso, e i loro bambini. Vi sembra una scena tanto anormale? Il fatto di essere gay rende Neal e David dei cattivi genitori? La risposta è ovvia ed è BOH!! Due etero non sono automaticamente dei buoni genitori, esattamente come due gay non sono necessariamente dei pessimi padri, quindi bisogna vedere caso per caso. Ci sono più scombinati tra i gay che tra gli etero? Secondo me, no: è una dura lotta. E comunque, vorrei vedere voi, ad essere COSTANTEMENTE oggetto di riprovazione, seppur larvata: uno viene su con dei complessi, quindi, ancora una volta, bisogna vedere caso per caso. E quell'altra balla dell'orientamento sessuale dei genitori che è in grado di incidere su quello dei figli? Per usare un francesismo, un cazzata: sorprenderà gli etero il fatto di constatare che tutti noi abbiamo avuto genitori di sesso diverso che probabilmente "ostentavano" la loro eterosessualità, che anzi fino da tenera età ci "spingevano" verso l'altro sesso chiedendoci costantemente se avevamo la fidanzatina. Ha fatto differenza? NO! Affermare che due genitori omosessuali "condizionano" l'orientamento sessuale del bambino e dirlo solo "ad occhio", senza un minimo di riscontro scientifico, significa solo dar voce ad un timore: DIO NON VOGLIA che due padri "facciano diventare come loro" il figlio, significa implicare che sarebbe una circostanza da evitare a tutti i costi, come ogni accadimento negativo. Ancora una volta, una riprovazione implicita e l'ennesimo pregiudizio. E quindi? Quindi, niente. Ci prendiamo la nostra razione quotidiana di letame e ringraziamo. Però ci dovrebbero dare un premio. Non per la sopportazione, bensì per l'onorato servizio che, nostro malgrado, svolgiamo da sempre: quello di permettere agli etero di sentirsi superiori dando loro la possibilità e l'occasione di impartire al prossimo lezioni di morale.

1 commento:

loran ha detto...

Ieri ci ha fatto la trasmissione pure la santa Barbara nazionale.
Che poi i cattolici fondamentalisti stiano tranquilli qui in italia, la sentenza non dice che sia auspicabile l'estensione delle adozioni alle persone omosessuali, cosa di per se impossibile visto che non è consentito nemmeno il matrimonio, ma solo che in casi specifici dove ci sono situazioni specifiche un figlio possa vivere con un genitore anche se questo convive con una persona del suo stesso sesso.