martedì 28 agosto 2012

Ribaltamenti di prospettiva

Due cose non collegate tra di loro mi fanno riflettere: - Alla radio, stamattina, lo psichiatra e psicoterapeuta Raffaele Morelli afferma con forza la necessità di non spendersi completamente, di conservare i propri segreti come una roccaforte nella quale ci si può difendere dal mondo esterno. Secondo lui questo vale a maggior ragione per il coming out che, se ho capito bene, non solo non è necessario ma non è nemmeno opportuno. Morelli sostiene infatti che la dimensione della sessualità (o dell'omosessualità) sia privata, unica ed inimitabile e condividerla non serva a convalidarsi. Non sono sicuro di aver afferrato le eventuali sfumature del discorso e certo non ho gli strumenti per contraddire un terapeuta ma, anche se apprezzo un diverso punto di vista, continuo a non essere d'accordo. 

Controllo le statistiche del blog e i siti di provenienza del traffico: tra i tanti, trovo il blog di un collega blogger che ho letto sporadicamente ma che ho sempre apprezzato per la sue deliziose (apparenti) svagatezza e sfrontatezza. Arguto, simpatico, forse anche carino. Un gaudente, nel senso migliore della parola. Su Parole in libertà diede consigli di seduzione "Con questo metodo è sicuro che lui, come si dice abitualmente a Parigi, me lo infili in gola? NO, però..." Visito il suo blog e scopro che, molto probabilmente, è diventato sieropositivo. All'improvviso il fatto che la mia vita sessuale è, al momento, inesistente acquista un'altra prospettiva.

7 commenti:

loran ha detto...

Strano però che Morelli non abbia mai detto nulla (come invece fece a suo tempo Aldo Carotenuto) sulla necessità del pudore dei sentimenti più intimi che vengono messi in piazza in certi programmi televisivi.

Amleto ha detto...

A parer mio non so quanto abbia ragione Morelli.
Non si parla solo della dimensione sessuale, ma di quella affettiva. Fare coming out vuol dire condividere la propria vita con gli altri, tra cui i familiari. E' impossibile mantenere tale segreto senza mentire, inoltre che vita sarebbe!?
Per me Morelli ha detto una cavolata, malgrado lo stimi (ho letto dei suoi libri).
Ciao ^_^

Casualboy ha detto...

ma e' possibile continuare a contrarre l'hiv...

senza togliere al dispiacere che si prova a sentire queste notizie..
ma non e' una cosa casuale, ci sono i modi per evitarlo!

Amleto ha detto...

@ Casualboy - Tante cose potrebbero essere evitate. Eppure...
Non oso immaginare il dolore davanti a tale scoperta.

Velies Thyrrens ha detto...

ragazzi, quanto a Morelli potrei aver capito male io. Non mi sembrava, sinceramente, ma potrei sbagliarmi.

Sul blogger hiv+, anche io sono rimasto senza parole. So che le malattie colpiscono tante persone, ma in questo caso si è trattato di una persona di mia "conoscenza": uno sveglio, un po' zoccola ma degnissima persona e tutt'altro che stupido o sprovveduto. Forse per questo la notizia mi ha fatto ancora più impressione. E' vero, ormai tutti dovrebbero essere a conoscenza di tutti i rischi, eppure queste cose capitano ugualmente. Purtroppo.

Casualboy ha detto...

i problemi sono due:

la voglia di trombare sempre e comq a volte ti porta a scendere a compromessi infimi

la stronzaggine di alcuni hiv+ che se ne sbattono e non lo dicono infettando il mondo

la prima e' da incoscienti, la seconda e' da bastardi (e molto frequente nell'ambiente gay, basti pensavo a gayromeo dove la percentuale di dichiarati non e' neandhe lontanamente vicina a quella reale...)

Velies Thyrrens ha detto...

altro che bastardi, quelli sono criminali!!!