martedì 8 maggio 2012

Una domenica a Dublino

Lo scrittore statunitense ultranovantenne Ray Bradbury, la cui ambizione infantile era quella di diventare il più grande mago del mondo, assume il punto di vista del protagonista nel bel racconto Una domenica a Dublino. ("Domenica a Dublino. La frase di per sé è già una condanna. Domenica a Dublino. Lascia cadere queste parole da una rupe ed esse non toccheranno mai il fondo, ma continueranno a precipitare nel vuoto fino alle cinque del grigio pomeriggio".)

Un racconto straordinariamente delicato, arguto e profondo: «Chi ringrazia per i tramonti? (...) Si è mai svegliato nel bel mezzo della notte sentendo arrivare l’estate attraverso la finestra, per la prima volta dopo il lungo freddo? Ha forse scosso sua moglie per manifestarle la sua gratitudine? No, è rimasto lì come uno sciocco, a sorridere da solo, lei e la nuova stagione! (...) Tutte quelle cose meravigliose che la vita le offre senza dover pagare nulla in cambio? Non sono esse nascoste da qualche parte dentro di lei, ad illuminare la sua anima, quelle belle estati, quei dolci autunni, o magari solo il gusto schietto di questa birra? Sono tutti doni, ma lei si sentirebbe uno stupido se andasse a ringraziare uno qualsiasi dei suoi simili per la sua fortuna. Che cosa accadrà a gente come noi, io mi chiedo, che accumuliamo gratitudine per tutta la vita e non ne spendiamo neppure un poco, avari come siamo? Un giorno non esploderà tutto il nostro marciume, una notte o l’altra non soffocheremo?» (qui >> tutto il racconto). Bradbury è stato in grado di parlare di froci e di travestiti con una delicatezza sorprendente, cinquanta anni prima degli altri che ci provano solo ora con risultati discutibili. Leggete qualche racconto, piacerà anche a voi.

2 commenti:

Watkin ha detto...

Quali sono le opere di Bradbury in cui parla di gay e travestiti? Non le conosco.

Velies Thyrrens ha detto...

"molto dopo mezzanotte" e "la vera saggezza". Se non ricordo male si trovano pubblicati nella stessa antologia intitolata proprio "molto dopo mezzanotte"