lunedì 14 maggio 2012

Fronteggiare il branco

"Era passata mezzanotte, ed eravamo davanti al portone di un dormitorio universitario in centro. Io e il mio ragazzo eravamo rimasti (...) a chiacchierare con due amici. Ad un certo punto da lontano in fondo alla strada arrivano degli schiamazzi: è un gruppo di dieci, quindici ragazzi della nostra età. Hanno evidentemente bevuto e vengono verso di noi. Non che la situazione mi faccia sentire proprio a mio agio, essendo la strada per il resto deserta, ma certo non è il caso di allarmarsi: in fondo tutti noi quattro siamo adulti. 

Si avvicinano, e arriva un'offesa urlata verso di noi: uno dei tanti sinonimi di quello che in fondo noi quattro siamo, omosessuali. Pensate al più feroce che usa dalle vostre parti, e considerate quello. Non è un solo ragazzo, a gridarcelo: iniziano in sei, sette, otto, non saprei dire, ricordo abbastanza confusamente un vortice di volti e braccia agitate attorno a noi. Perché nel frattempo ci avevano accerchiato, dileggiandoci muso sul muso, urlandoci che avremmo passato la notte a fare pompini, mimandoceli in faccia, frenetici, col pugno davanti alla bocca spalancata, chiedendoci chi avrebbe fatto cosa a chi. 

Voglio che sia chiaro, non si è trattato di ragazzi che passando ci hanno gridato ‘a frocioni: era un gruppo che ci ha messo spalle al muro, una dozzina contro quattro, con la sicurezza d’impunità che hanno i bambini eccitati. So di non aver avuto una reazione encomiabile, ma immagino comprensibile: sono entrato nel portone implorando il mio ragazzo e i miei amici di fare altrettanto. (...) Io ho avuto paura. Quando un ubriaco ti urla odio in faccia, la violenza fisica può essere dietro l’angolo: non puoi prevedere come l’altro risponderà alle tue parole se ribatti qualcosa, o al tuo silenzio se lo guardi senza dir niente. Insomma, semplicemente io avevo paura di essere picchiato (succede, un sacco di volte).

Come vi sentireste voi se foste fisicamente minacciati non perché avete fatto qualcosa, ma solo perché a qualcuno non piacciono la vostra faccia o il modo in cui, in piena autonomia e nel rispetto degli altri, vivete la vostra vita? Inaudito, vero? Eppure queste cose succedono nella civilissima Italia del 2012 e anzi sono accadute appena pochi giorni fa. E' vero, le aggressioni da parte del branco ai danni del prossimo sono sempre esistite. Il problema è che la maggior parte dei brillanti statisti che ci governano ritiene che venire vessati per quello che si E' è uguale ad esserlo per quello che si FA, e che anzi, introdurre un'aggravante speciale (in senso tecnico giuridico),  determinerebbe una discriminazione "al contrario", ai danni di chi non potrebbe beneficiarne. Il livello del mio schifo è indescrivibile. 

 P.s. ovviamente il brano che ho riportato è assolutamente autentico e proviene dal blog di Watkin, uno dei miei lettori storici :) Leggendo per intero il suo post (che trovate qui >>) e che ho riportato solo per estratto, scoprirete che l'episodio ha avuto una risoluzione relativamente positiva e che, grazie ad una provvidenziale telefonata, il peggio è stato scongiurato. Stavolta è andata bene: buon per Watkin. Ma la prossima?

4 commenti:

loran ha detto...

Viene da chiedersi se la politica per risolvere questa lacuna legislativa, (visti anche i casi di lesioni gravi già accadute), aspetti che ci scappi il morto.

Velies Thyrrens ha detto...

E' proprio questo il grande inganno: se anche ci scappa il morto NON CAMBIA NIENTE perché ci sarà sempre un coglione filovaticano che dirà che l'omosessualità della vittima non era la causa dell'aggressione ma solo un pretesto tra i tanti possibili. Tutti concorderanno quindi che basta l'aggravante generale (aver agito per motivi abietti o futili) e tutto resterà come è adesso!!!

Arles Blog ha detto...

Sarebbe da far leggere a chi dice che non serve una legge contro l'omofobia, e vedere cos'ha da dire.
Sono sconcertato.

Amleto ha detto...

Che dire… Non ci sono parole!
Nei commenti si descrive bene la triste realtà che ogni giorno viviamo! Come dici tu e Loran ci deve scappare il morto, come in tante altre situazioni, l’Italia è così! Sono felice che questa volta il finale sia positivo! Deve cambiare la società e la politica… Ma chissà se ciò avverrà!
Inoltre sotto questi episodi c’è un mondo, fatto di ignoranza, meschinità e di intolleranza… Quindi non è solo un caso sporadico, perché nascono da un mondo orribile che può generare altri casi, anche peggiori.
Vi auguro una buona giornata