giovedì 1 dicembre 2011

Coming out, CAZZO!

Niente da fare, questi BEOTI di giornalisti con l'anello al naso, gli stessi che hanno contribuito a macellare l'italiano inventando parole da codice penale come CERCHIOBOTTISMO, DOPPIOPESISMO, PARACULISMO continuano nella loro ignoranza crassa e fino a COMING OUT non sono proprio in grado di arrivare. Ne ho interpellato uno, giornalista professionista e amico d'infanzia (ci conosciamo dal 1984) e ha osservato che quella tra coming out e outing era una differenza SOTTILE. Già: come quella che c'è tra IMBELLE e IMBECILLE. E gli etero lì a domandarsi, ma scusa, come mai è così importante? In sé e per sé, non lo è affatto. Ma tanti di noi (e io per primo) si domandano se aprire un occhio in direzione della sensibilità e della (sotto)cultura di tante persone sia così difficile e si chiedono dove finisca l'insipienza e dove invece inizi la colpa grave. O il dolo.

3 commenti:

Watkin ha detto...

Prendo atto che il Corriere recentemente ha titolato di "coming out" parlando di Tiziano Ferro... anche se continua a dire "un trans", ma quella è un'altra storia.

Roccia ha detto...

E se io scrivessi su un giornale sportivo che un portiere è un attaccante, dici che non ci farebbero caso perché la differenza è sottile?

Velies Thyrrens ha detto...

Se è per questo, anche tra àncora ed ancòra la differenza è sottile (un segnetto insignificante), ma se un giornalista sbaglia un termine con l'altro in televisione, lo pigliano per il cu*o a morte. Giustamente.