giovedì 13 ottobre 2011

It gets worse (andrà peggio)

Mi è passata la voglia di parlare e di stare a sentire cose gay liberal: tutti si riempiono la bocca di gran discorsi, di uguaglianza e di non discriminazione, ma quando si arriva al sodo siamo ancora al livello di cinquanta anni fa: prese per il culo e battute da caserma. L'unica differenza è che le persone, essendo più scafate, stanno più attente a farsi beccare e normalmente rispondono in modo politically correct. Ma basta tenere aperte le orecchie per un po' e tutto diventa chiaro: persino tra i miei amici (considerate che con loro io sono completamente out) ci sono scivoloni clamorosi. Commentando il DELIRIO postato su Facebook da una terza persona, uno di questi "amici" lo ha stigmatizzato con forza osservando "Ha perso la testa, scrive cose senza senso, dice che tizio o caio è gay e fa tanto di nomi. Roba da querela". Di nuovo la vecchia equazione: ti do del gay, ti becchi una denuncia. Ormai non mi incazzo neanche più e lascio dire, anche perchè quando mi sono provato a fare qualche osservazione ho ricevuto sguardi sbigottiti che sottintendevano "cosa ho detto di male?"

Sono pertanto giunto alla seguente considerazione: guardando la politica da osservatore distratto e assolutamente disgustato, percependo i vari segnali che vengono da ogni parte, ascoltando gli anatemi di una Chiesa che sparge odio invece che amore, mi sento di fare un appello ai giovani omosessuali, ricalcando quello utilizzato nella campagna statunitense di sensibilizzazione "It gets better":

Diventare grandi non è facile. Molti giovani affrontano quotidianamente bullismo e vessazioni che fanno loro pensare di non aver nessuno cui rivolgersi. Questo vale in particolare per gli adolescenti omosessuali, che spesso nascondono la loro sessualità per paura di essere tormentati. Senza altri uomini adulti omosessuali, senza figure di riferimento, essi non riescono ad immaginare cosa il futuro riservi per loro. In molti casi, gli adolescenti gay e lesbiche sono vilipesi e persino torturati semplicemente per essere quello che sono: ebbene, sappiate che di qui a poco tempo

ANDRA' PEGGIO

Ma MOLTO PEGGIO, proprio. Sembra impossibile, ma è così: emigrate, qui non ci sono speranze. Purtroppo.

3 commenti:

gi. ha detto...

Così è, andiamocene.

http://ilpuntogi.blogspot.com/2011/10/il-trogolo.html

Gianmarco

Velies Thyrrens ha detto...

io a questo punto non posso più: dieci anni fa, forse. Ma chi può, è bene che lo faccia e prima possibile. Tanto qui ci prendono solo per il culo.

loran ha detto...

Si anche io la penso così perchè vivere senza diritti senza veder riconosciuta la propria relazione d'amore è una delle cose più tristi e se ci mettiamo anche la difficoltà di trovare un lavoro l'emigrazione è l'unica cosa che oggi un giovane possa fare in italia.