martedì 26 luglio 2011

Omofobia: niente di nuovo

Leggo sulle homepage dei quotidiani online che la Camera dei deputati ha accolto a maggioranza risicata le questioni pregiudiziali di costituzionalità presentate da alcune forze politiche relativamente al disegno di legge "contro l'omofobia". Come sapete, l'intento era quello di introdurre un'aggravante speciale legata all'orientamento sessuale della vittima di certi reati; purtroppo il Parlamento ha detto no, ritenendo accoglibili i rilievi di illegittimità costituzionale sulla norma che, a dire di qualcuno, avrebbe determinato una specie di discriminazione al contrario, finendo per favorire uno strato sociale rispetto ad altri, sprovvisti di uguale tutela.

Ora, non ho letto il disegno di legge (tantissimi anni fa io ero un costituzionalista, anche piuttosto portato :) e non ho difficoltà a credere che esso possa essere stato formulato in modo errato. Di conseguenza, non sarebbe stato strano se quel testo, che si ipotizza fallace, è caduto per questioni pregiudiziali: quello che è SCANDALOSO è che, problemi di tecnica legislativa a parte, di omosessualità in Italia non si può parlare.

Qualunque apertura ad uno "stile di vita" che è inviso a tutti (diciamocelo, ragazzi) provoca levate di scudi da chi se ne sente minacciato, come se offrire una tutela supplementare a chi versa in una determinata situazione vada a detrimento di chi non ne è toccato e non ne ha quindi bisogno. E questo atteggiamento riguarda, NON TANTO dal proverbiale uomo della strada, quanto la classe politica, che da tanti anni si trincera dietro innumerevoli distinguo ma poi si guarda bene dal fare anche la minima concessione, perchè da lì al matrimonio gay e alle adozioni il passo è breve (si fa per dire). E quindi? Quindi, niente. Si ringrazia e si porta a casa, come sempre. I gay sono l'unico elemento di unità nazionale: non piacciono a nessuno. Di tutto il resto riparliamo tra 100 anni, forse.

2 commenti:

BimboSottaceto ha detto...

Che tristezza. Non so che altro dire. Qui a Madrid vedo coppie di ragazzi e ragazze mano nella mano, in pieno centro, e nessuno che manco si giri a guardarli: son considerati ciò che sono. Son considerati come tutti: la normalitá.

Che rabbia.

loran ha detto...

Mi duole dirlo ma questa tua analisi è purtroppo vera, se poi si pensa che in un fantomatico governo di centro-sinistra sono presenti elementi che osteggerebbero certe leggi (ad esempio Penati che tempo fa si espresse su quello che considerava una famiglia) la situazione è sconfortante