giovedì 28 luglio 2011

La tutela c'è ma non si vede

Ieri sera, su Rai 3, gli onorevoli Gasparri e Concia si sono confrontati sulla discussa proposta di legge sull'omofobia, offrendo entrambi uno spettacolo non particolarmente edificante. Provocatorio ed arrogante il comportamento di Gasparri, modesta e non all'altezza la dialettica della Concia.

Più interessante è invece interrogarsi su alcune delle cose che sono venute fuori, a cominciare dall'argomento riguardante l'applicabilità ai reati contro omosessuali dell'aggravante comune di cui all'art. 61 del codice penale. Come sapete, Gasparri ha sostenuto che introdurre una tutela differenziata e a suo dire rafforzata a favore dei gay determini una discriminazione "a contrario" in danno di chi non ne beneficia e che anzi nessuno strumento giuridico ulteriore è necessario in aggiunta a quelli già esistenti. La dimostrazione sarebbe l'applicabilità generalizzata della suddetta aggravante, che opera nei casi in cui il reato è stato commesso per motivi abietti o futili e che troverebbe, ad avviso dell'esponente del Pdl, piena applicazione in caso in cui un dato reato fosse commesso in danno di un gay e a motivo della sua condizione. In altre parole, e riprendendo un ragionamento ampiamente utilizzato in queste materie, la tutela dei gay c'è già e non ne serve altra. Un altro esempio che viene normalmente citato? Il matrimonio omosessuale: oltre che non opportuno (secondo alcuni) è oltretutto del tutto superfluo perchè gli strumenti del diritto privato consentono già di ottenere lo stesso risultato in termini di tutela dei coniugi che il matrimonio garantisce.

Due osservazioni: il motivo viene qualificato come abietto quando la motivazione che ha indotto l'agente all'atto criminoso ripugna al comune sentire della collettività. TUTTAVIA, il giudice, nel valutare questo rapporto di repulsione, non può prescindere dalle ragioni soggettive in base ai riferimenti culturali, nazionali e religiosi dell'atto criminoso. Cosa significa? Che il giudice ha un ovvio margine di discrezionalità nel valutare se una condotta, oltre che antigiuridica, è pure abietta. L'aggravante legata all'omosessualità della vittima non escluderebbe la discrezionalità (si tratterebbe comunque di verificarne l'applicabilità al caso di specie) ma certo risulterebbe molto più efficace di una formulazione generica che si presta a molti distinguo. L'argomento della discriminazione "a contrario" è semplicemente ridicolo: in questo caso, infatti si dovrebbero eliminare anche tutte le aggravanti legate ai famosi "motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi", per non discriminare "gli altri".

L'utilizzabilità degli strumenti del diritto privato per ottenere effetti analoghi a quelli del matrimonio è una falsità assoluta: come è noto, il contratto concluso tra due parti ha efficacia solo tra i contraenti e non nei confronti di alcun altro. Certo, si può fare un contratto di locazione indicando due conduttori invece che uno, si possono costituire rendite a favore di qualsiasi soggetto... TUTTAVIA, a parte i costi che questo comporta (che chi può sposarsi non deve sostenere) ci sono norme che sono inderogabili, come la riserva di una quota dell'eredità ai famosi "legittimari". Posso fare tutte le donazioni, o le erogazioni che voglio, ma esse trovano il limite invalicabile della riserva a favore di dati soggetti che devono ricevere "per forza" una parte del patrimonio ereditario (e il partner "non sposato" sarebbe un signor nessuno qualsiasi, con il rischio che, ove la legittima fosse stata lesa, sarebbe soggetto alla restituzione di quanto ricevuto)

E quindi? Molto semplicemente, ci stanno prendendo in giro. Utilizzando argomenti FORMALI che sono solo apparentemente ragionevoli, la classe politica priva una parte consistente di cittadini di una tutela SOSTANZIALE. Il diritto esiste solo se lo si può esercitare, altrimenti disquisirne è un esercizio dialettico. E poi dice che uno non si deve incazzare...

4 commenti:

loran ha detto...

In altre parole avremo leggi contro l'omofobia e per le unioni civili se il prossimo governo le voterà compatto e ricorrendo alla fiducia come ha fatto l'attuale governo con quasi tutte quelle che sono state presentate ed approvate.

Velies Thyrrens ha detto...

Quanto ci scommetti che non cambia nulla neanche con la sinistra?

Johan Liebert ha detto...

Personalmente, e lo dico da omosessuale, sono contrario a quella legge e l'ho abbondantemente spiegato in due miei post sul mio blog. Ciò non vuol dire che io sostenga appieno le tesi di Gasparri che, da ottimo esponente (non è un ministro) del suo partito, fa di tutto per distorcere la realtà per puri scopi elettorali. Quando dice che il diritto privato fa sì che si ottengano "diritti" analoghi a quelli del matrimonio dice grosse bugie perché, oltre a quello che tu stesso hai elencato, c'è anche la questione della cosiddetta "reversibilità della pensione" che l'ordinario diritto civile non consente di fare. Si potrebbe sottoscrivere una polizza assicurativa indicando come beneficiario il proprio convivente ma, appunto, sarebbe un contratto da sottoscrivere a proprie spese e la pensione integrativa erogata a morte del contraente non è tecnicamente un "diritto", ma solo l'effetto di un rapporto giuridico tra le parti e la compagnia assicurativa. Ben lungi dai diritti che le coppie sposate hanno per il solo fatto, appunto, di sposarsi.

Spero che questo mio prolisso commento non sia stato sgradito, buona serata.

Velies Thyrrens ha detto...

Invece io trovo che una legge "contro l'omofobia", possibilmente una legge ben fatta (e cioè non una qualsiasi) sia viceversa sommamente necessaria. Se è teoricamente vero quello che dice Gasparri, e cioè che in linea di principio picchiare un gay non è più grave che picchiare un etero, è vero anche che gli etero non vengono aggrediti a motivo della loro condizione. In altre parole, la norma serve ove si ravvisa un vuoto di tutela: un diritto che esiste solo concettualmente è un non diritto, una posizione giuridica che, anche ove riconosciuta, non è comunque coercibile o altrimenti tutelabile e' un esercizio di stile; un sistema di aggravanti che non opera è la negazione della funzione che lo stesso dovrebbero avere. Se un omosessuale viene aggredito in quanto omosessuale (non perchè ha rubato una macchina, o dato di stronzo a uno), ma perchè, per esempio, manifesta la sua identita' magari con un casto gesto di tenerezza, ebbene, la cosa E' più grave che picchiare un etero che pure non corre uguale rischio se bacia la sua ragazza. Trattare in modo diverso fattispecie uguali è ingiusto e intollerabile: ma lo è anche trattare in modo UGUALE fattispecie DISUGUALI.

Tra 100 anni (o più) fare queste distinzioni FORSE sarà inutile, e tutti saremo tutelati da una norma di tre parole che ci considererà tutti uguali. Fino ad allora, però, la tutela differenziata per situazioni differenti è indispensabile.

Non possiamo attendere un cambio di mentalità che non si sa bene da cosa dovrebbe essere innescato e nel frattempo farci menare dallo Svastichella di turno che si schifa quando vede due che si baciano e non sanzionarlo in modo più rigoroso perchè sennò gli etero sono discriminati!!

Ps grazie della segnalazione circa il "ministro", provvedo a correggere. Per inciso, nel dibattito Gasparri ha usato non solo argomenti criticabili (non lo sono forse tutti gli argomenti?) ma ha detto delle bischerate clamorose fingendosi uno che sa di diritto costituzionale, tra le quali un errore sistematico bestiale roba che il professore di pubblico, al primo anno, non ci buttava nemmeno fuori: ci picchiava con un RANDELLO (e in quel caso era giusto)