martedì 12 aprile 2011

Il presidente etero

A sedici anni credevo che non mi sarei mai dichiarato omosessuale con nessuno, che avrei portato il mio "segreto" nella tomba: la sola idea che qualcuno potesse smascherarmi mi faceva stare male fisicamente. Dieci anni dopo, in preda al panico per tutt'altra questione e ad un passo dalla crisi di nervi, il muro è caduto e di fronte ai miei attoniti genitori ho gettato la maschera: ricordo dove mi trovavo, come mi sentivo; rammento le singole, precise parole che ho detto e a distanza di anni non mi capacito di come possa esserci riuscito. Se dovessi descrivere a qualcuno il momento del coming out ricorrerei probabilmente ad un'immagine: carne cruda, schegge di vetro, lacrime, sangue in un bolo impossibile da inghiottire, un "orribile" rito di passaggio che pure è indispensabile per consentire a noi gay di svoltare pagina e di iniziare a ricostruirci come individui nel consorzio civile e non più come soggetti isolati. Francesco Bollo, questo bell'uomo di 37 anni, è l'attuale presidente di Arcigay Bari e di coming out non sa niente, se non quello che gli è stato raccontato, dato che è eterosessuale. La Rete è esplosa alla notizia della sua elezione e la domanda che tanti si fanno, in questo momento, è se un etero può rappresentare in modo credibile gli omosessuali. Per quanto mi riguarda, no, Francesco: non puoi. Non più di quanto io potrei rappresentare le donne incinte. Puoi capire ogni sfumatura, ogni respiro. Ma col cervello, non col cuore: a me non mi rappresenteresti.

5 commenti:

Luca ha detto...

Nulla in contrario, anzi: potrebbe essere un bel colpo a quelli che pensano "gli omosessuali li accetto ma non i gay pride". E se è stato eletto vuol dire che, in fondo, ci sa fare.

Velies Thyrrens ha detto...

Non sono contrario per principio: anzi, un presidente etero fa molto "cool" e sono sicuro che Francesco è un uomo in gambissima. Io facevo un discorso diverso, e cioè: ha senso che i gay vengano rappresentati da chi di certe cose non ha conoscenza diretta? Ricordiamoci che non si parla di un partito politico, ma di una comunità che condivide un modo di vivere la vita!

loran ha detto...

Certo tutto dipende dal identificare cosa si intende dall'essere rappresentati, se parliamo di coming-out anche se c'è una comune condizione ogni storia è a se come in poche altre situazioni della vita.
Mentre questa elezione io non la vederei tanto come "cool" ma (spero) come una nuova presa di coscienza da parte di certi etero (certo adesso bisogna vedere come il neo presidente si comporta e cosa fa) della questione omosessuale e della lotta per il riconoscimento dei diritti civili che anche in contesti diversi sono gli stessi per tutti.

Velies Thyrrens ha detto...

ragazzi, che vi devo dire: per me non è tanto una questione di capacità, o di rappresentatività, ma di aver sperimentato sulla propria pelle quello di cui ci si occupa. Francesco è sicuramente preparato e anche attraente (il che non guasta mai), ma di tutte le miriadi di cose che ci riguardano (il coming out è una delle tante) ha solo una conoscenza indiretta. E' come se io andassi a presiedere il comitato delle Giovani mogli in attesa: magari so tutto di gravidanza, magari ho anche assistito a centinaia di parti, però non saprò mai come ci si sente veramente!

BimboSottaceto ha detto...

Perdonami, Velies, ma:
1) Per sentirsi emarginati, non serve essere gay;
2) Per essere sensibili ad una problematica, è necessario essere intelligenti e non per forza esserci dentro fino al collo: se sono sensibile al problema della fame in Africa è perchè sono una persona intelligente e non per forza perchè sono un africano indigente. Tornando al nostro caso, se sono sensibile al problema dell'omofobia e dei diritti civili, è perchè sono intelligente. L'essere gay non c'entra.
3) Seguendo il tuo ragionamento, io, uomo gay, non potrei rappresentare una donna lesbica. Oppure io gay non dichiarato non potrei rappresentare i gay dichiarati. Oppure io gay dichiarato e fin da subito accettato dalla mia famiglia non potrei rappresentare chi ha avuto esperienze travagliate col coming out. Oppure etc etc.
4) Mi stupisco che tu abbia notato solo che "il presidente etero è cool" e che "è un bel ragazzo e ciò non guasta mai". Mi sembrano frasi molto superficiali che mi ricordano un po' l'intervento di Bruno Vespa nei confronti di Silvia Avallone durante la consegna del Premio Campiello: guardo al tuo seno e me ne frego dei tuoi meriti. Perchè giudicarlo in maniera superficiale senza vedere il suo operato? Forse non l'hai notato ma questo ragazzo, per i gay, ha già fatto tantissimo: un ragazzo appartenente al "ceto forte" della società che accetta di rappresentare una minoranza non certamente ben vista dalla maggior parte della popolazione, oltre a dimostrare sensibilità, intelligenza e coraggio incommensurabili, è anche portatore di un messaggio importantissimo per tutti gli omofobi e per chiunque non sappia cosa è l'omosessualità. Se la notizia della sua elezione verrà messa più in risalto dai media, non mi stupirebbe che omofobi o persone non sensibilizzate al problema, dopo, possano pensare "ah ma se sto vicino a un gay, allora... non cercherà di mettermi la lingua in bocca!".

Credo che l'elezione di questo ragazzo sia stata una scelta azzeccatissima.