martedì 18 maggio 2010

Io accuso, o delitto senza castigo

"Se esistesse una pilola miracolosa che vi trasforma istantaneamente in eterosessuali, la prendereste?", avevo domandato tempo fa, tra il serio e il faceto. La mia personale risposta, peraltro basata esclusivamente su ragioni di convenienza pratica, è stata"si, senza il minimo dubbio" ma non tutti sono stati dello stesso avviso: alcuni hanno giustamente osservato che il quesito era mal posto e che non si sarebbe potuto modificare una parte tanto primordiale delle nostre vite senza stravolgere la nostra stessa identità; altri hanno dato risposte scherzose, altri ancora hanno manifestato disorientamento o irritazione.

La domanda, comunque, non ha lasciato indifferenti, tanto che la discussione è proseguita su un altro blog (anche se in termini non esattamente identici). In quella sede, qualcuno ha osservato

A 6 anni l'avrei presa. Non avrei ricevuto:"frocio di merda" da uno o più compagni delle elementari, e una serie di "femminuccia" dagli stessi individui. Non sarei stato etichettato "ricchione" dai miei vicini di casa per decenni. Per non parlare di tutte le cose che ho dovuto sopportare nei primi anni di liceo. Non dovrei sentirmi accoltellato ogni volta che un collega universitario fa battute tristissime sui gay, al massimo lo ignorerei o, con estremo distacco tipico di una terza parte, potrei anche controbattere, anche se non ne vale la pena vista l'idiozia di certi individui.

Una pillola che cancella via tutto questo? Chiunque la prenderebbe, la vita sarebbe stata decisamente più facile.

Queste osservazioni sono terribili: mi fanno accapponare la pelle e mi mandano il sangue alla testa. Vi immaginate? Etichettato "ricchione" dai vicini di casa per decenni, sentirsi ACCOLTELLATI dalle solite battute. E poi ci si stupisce se qualcuno di noi perde le staffe alla minima provocazione. Purtroppo la situazione, nonostante tutti i discorsi che si fanno in TV e altrove, è quasi insostenibile.

Ma di chi è la colpa? Della società? Della scuola che non educa? Dei gay che non mostrano il loro lato "normale" che viceversa faciliterebbe la loro integrazione? NO: la colpa è esclusivamente degli etero, e di nessun altro (l'identità di genere infatti viene molto prima dell'essere legislatori, genitori, educatori).

E' colpa loro, che non vedono al di là del loro naso e se ne compiacciono
E' colpa loro, che dispongono dei benefici che l'ordinamento gli riconosce e li danno per scontati invece di accendere tutti i giorni un cero alla Madonna per aver avuto qualcosa senza il minimo merito.
E' colpa loro, che sono capaci di fare una sfuriata col figlio che ha chiamato "negro" un MIGRANTE e poi cercano rassicurazioni presso i coetanei circa la virilità del loro virgulto (non sia mai)
E' colpa loro, che hanno il coraggio di incazzarsi quando sentono dire "italiano mafioso" e poi dicono "frocio" o "culattone" per insultarsi
E' colpa loro, che cadono dalle nuvole quando glielo fai notare, si offendono o peggio ancora osservano bovinamente "ma io scherzavo"
E' colpa loro, che pensano che "culattone" sia sinonimo di "omosessuale", che in fondo sono solo parole e non è il caso di farla tanto lunga
E' colpa loro, che fanno discorsi ingiuriosi e poi concludono "OH INTENDIAMOCI IO POI NON DISCRIMINO NESSUNO", lasciando un maligno "però..." in sospeso
E' colpa loro, che troverebbero queste mie affermazioni una generalizzazione inaccettabile, e così facendo dimostrerebbero che la loro medicina è buona solo se la si somministra agli altri (visto che di questi meccanismi noi gay siamo quotidianamente vittime).
E' colpa loro, che non hanno la minima idea di cosa sto dicendo e perchè, pur potendo informarsi, se ne astengono per fatica o insipienza

Tutti gli etero, chi più chi meno, hanno la responsabilità di aver contributo all'infelicità di alcune persone e ciò senza che per questo sia derivata loro alcuna conseguenza negativa. Non mi sembra cosa da poco. Per questo essi meritano il mio "odio", al quale saprebbero comunque sopravvivere senza la minima difficoltà? Certo che lo meritano. Vorrei che potessero sperimentare come ci si sente, ad essere dall'altra parte (da quella che non è la loro).

12 commenti:

Rosa ha detto...

Sento il dolore che c'è dietro alle tue parole, lo rispetto e lo comprendo.
Voglio che tu sappia però che per me godere di diritti che a "voi" non sono garantiti è una sofferenza, neanche lontanamente paragonabile alla "vostra", ma comunque una sofferenza.
Mi spiace per il tuo dolore, per questo mi adopero nel mio piccolo perchè altri non ne debbano soffrire.
Scusaci, perchè alla fine, nonostante tutto, hai ragione tu, è colpa degli etero.

Gan ha detto...

Se al mondo fossero in tanti a somigliare a Rosa saremmo tutti più felici; tutti, non solo noi gay.
Rosa dovrebbe essere la norma, e invece è solo un barlume di luce. Ma sufficiente per sentirci meno soli.

Lord ha detto...

Sai, cosa? Probabilmente hai ragione tu, però questo incolpare non mi piace proprio.
E' ovvio che ad una domanda simile possono esserci milioni di risposte a differenza del vissuto di una persona, però questo "noi" e questo "loro" sui cui basi tutto il post non mi piace per niente. Ecco tutto.

loran ha detto...

Odio magari no anche perchè certa gente non si merita neanche quello, magari più disprezzo.
Anche io mi sono trovato, soprattutto durante le scuole superiori, in situazioni dove ho subito delle aggressioni omofobe anche se solo verbalmente, certo fanno male e ti rendono più insicuro di te stesso.
Quello che uno dovrebbe combattere secondo me quel senso di disagio e di inadeguatezza che anni e anni di derisioni e battutine apparentemente innoque lascia dentro di noi.
Per fare un parallelo, il musicista Miles Davis in un intervista disse che questo tipo di condizionamento derivato da anni di discredito sociale che i bianchi hanno fatto alle persone di colore, non lo faceva stare pienamente a suo agio anche con i suoi amici che lui sapeva non essere razzisti.

Velies Thyrrens ha detto...

Ragazzi, è ovvio che la mia è una provocazione e che parlare di COLPA in senso assoluto è quantomeno improprio. Però occorre tenere presente che esistono delle "responsabilità" (sebbene alcune anche molto attenuate) e che ciò che si fa e si dice non è mai del tutto indifferente. Molta della gente che apre bocca senza pensare è (o è stata) la causa dell'infelicità di alcune persone; anzi, alcune di esse non si liberano mai di un senso di inferiorità che non è innato ma che è stato loro instillato. Basta questo per attribuire delle vere e proprie COLPE? Forse no: però è vero che tanti di noi, senza le continue battutine, senza essere continuamente sminuiti o considerati delle macchiette ambulanti sarebbero state delle persone diverse e meno insicure. Scusate se è poco.

Quello che io ho detto nel post è una semplificazione eccessiva? Certo che lo è: come quelle di cui, come omosessuali, siamo continuamente vittime. Ok: forse mi dovrei dare una calmata, però questa constatazione mi fa sempre incazzare.

ps. Grazie, Rosa. Davvero. Sono rimasto senza parole.

Rosa ha detto...

Figurati stellina!

Sonia ha detto...

Oddio Velies. A leggere il tuo post sono rimasta senza parole.
Quasi mi veniva da piangere. Ma dico io, come si fa?
Com'è possibile che esistano persone tanto ignoranti, meschine,
disgustose al punto di mortificare altri esseri umani, e perché
cosa poi? Per NIENTE.
Io ringrazio il cielo di essere cresciuta in una famiglia in cui le persone sono PERSONE, e non una stupida etichetta;
ringrazio perché a casa mia certi discorsi non solo non sono mai entrati, ma sono sempre stati giudicati per quello che sono,
ovvero idiozia allo stato puro; ringrazio perché mio padre
quando ero una ragazzina mi ha trascinato al cinema a vedere
Philadelphia, per farmi capire a che punti può arrivare una certa
stupidità umana e quanto essa possa essere pericolosa;
ringrazio perché per oltre 15 anni ho avuto un datore di lavoro
omosessuale da cui ho imparato molto, non solo professionalmente, ma anche – e soprattutto-
a livello umano;
ringrazio perché ho la forza e la voglia di contrastare certe mentalità e non mi faccio problemi
a esprimere la mia solidarietà verso chi ha sofferto per questi pregiudizi, il che si traduce per esempio nell'aver allontanato quella che io credevo la mia migliore amica -dopo 5 anni- perché ha affermato una sua considerazione nefanda su cosa avrebbe fatto se le fosse nato un figlio omosessuale;
ringrazio perché so di non essere la sola, e con gli anni la vita mi ha messo sulla strada sempre più persone che la pensano come me.

Quanto a tutte le sofferenze che avete subito, al dolore,
al senso di inferiorità che certi atteggiamenti vi hanno causato,
non posso altro che dichiararmi COMPLETAMENTE dispiaciuta e, per quello che può servire, chiedervi scusa a nome di chi vi ha ferito.

Velies Thyrrens ha detto...

S'impone un chiarimento: personalmente non sono stato vittima di alcun atto ostile in quanto omosessuale: casomai a 16 anni mi menavano a scuola perchè ero un orrendo ciccione sputasentenze. In realtà il marchio sociale, la "rimozione collettiva", il larvato dileggio che noi gay conosciamo fin troppo bene hanno reso LUNGHISSIMO E FATICOSISSIMO il mio personale percorso verso l'auto-risoluzione. Ora come ora mi contento, e tutto sommato non sono neanche tanto scombinato: però ho ricordo di pomeriggio di puro panico, in cui non sapevo che pesci prendere nè a quale porta bussare. Di questo smarrimento non sono stato io il responsabile, ma solo la vittima. Come ho detto, è stata "colpa" di qualcun altro? Non in senso EZIOLOGICO (*) del termine però, sì. E' stata colpa di tutti quelli che anche una sola volta hanno detto "brutto frocio", pur parlando di una terza persona. Poi si sopravvive, che c'entra: però immagino possiate ammettere che non sia stata una cosa piacevole.

(*) ogni giorno cerco di imparare una parola nuova e di utilizzarla subito. SCRIVI E CONTROLLA: EZIOLOGIA :)

Sonia ha detto...

Velies, grazie del tuo ulteriore chiarimento.
Per me comunque chiamare un altro essere umano,
pur parlando in terza persona, “brutto frocio”, o
“brutto negro” o “brutto” + qualsiasi definizione,
è comunque un atto ostile, non tanto per la cosa in sé,
ma per quello che genera dopo, fosse anche un solo pomeriggio
di puro panico, o smarrimento.
Quanto all'ammettere che non sia stata una cosa piacevole,
sono d'accordo con te, eccome se lo sono.

Velies Thyrrens ha detto...

errore di sbaglio: dovevo scrivere pomeriggI (plurale). Parecchi pomeriggi, in effetti.

B6x75 ha detto...

Ecco questo post per me non è esattamente un esempio dell'essersi accettati eh... quando ti piacchiavano perchè eri un ciccione sputasentenze ti andava quasi meglio? ma anche da adulti i ciccioni sono derisi e scherniti in università, sul lavoro etc e la gente ti fa le battute... certo ora magari ciccione non lo sei più..

Il punto è che non è colpa dei magri se i ciccioni sono scherniti..

E' colpa della democrazia, non quella che si proclama quando 3 su 5 hanno detto la loro... quella della "media".
La società democratica in quanto tale dà la ragione e il benessere e le regole ai più "medi" partendo dal principio che il bene deve essere a vantaggio della maggior parte degli individui (e io sinceramente di sta cosa non sono mica tanto convinto); conseguenza: tutto quello che non è sotto la campana di una curva gaussiana và a puttane.

Non è però colpa di ci sta sotto, perchè a loro non è dato di capire.
La nostra società è stata creata dal lavoro del mediocre e dall'invenzione del genio. Quello che sta sotto la campana si sporca le mani, quello che è nelle code ha il dovere di educare, migliorare, guidare la società ad una evoluzione in senso ampio.

Insomma Veliè, smettiamola di rompere le palle: ti è stato dato - come a tanti fa madre natura, Dio o come caz si voglia chiamare sta cosa - un dono o un peso. Alcuni si prendono carico di questo dono/peso e sfruttano il loro percorso di gioia/sofferenza per migliorare gli altri (cavolo, anche Padro Pio!), altri inevitabilmente ci rimangono sotto.

Leopardi diceva che la natura era un po' bastardella.. beh aveva ragione. Ogni tanto madre natura ti da il collo lungo - e ti va di culo se sei una giraffa - ma se sei un cane magari non è la stessa cosa... sta a te, cane col collo lungo, dimostrare che la tua diversità ha una valenza e farlo capire a tutti i cani col collo corto.

Poi beh, se preferisci star lì a lamentarti e dar la colpa agli etero, ai magri, a chi è senza brufoli, ai cani dal collo corto fai pure.
Io cerco di mettere a frutto la mia diversità.

Velies Thyrrens ha detto...

non ho detto praticamente nessuna delle cose che tu mi attribuisci...