lunedì 23 febbraio 2009

Simple Jack (un atroce dubbio)

Cercavo notizie sull'uscita del DVD di un film che mi ha piuttosto divertito, Tropic Thunder, e mi sono imbattuto nell'eco di una vecchia polemica che ha riguardato proprio quella pellicola. Come forse alcuni di voi sanno, il film racconta le gesta di uno strampalato cast di attori sul set del classico film di guerra alla Platoon: i personaggi si misurano con vicissitudini pazzesche e, nel frattempo, si raccontano gli uni agli altri. In particolare, il personaggio di Ben Stiller (provvisto di bel paio di braccia tante), parlando con gli altri protagonisti, rievoca un suo precedente ruolo, quello del "ritardato" Simple Jack, che ha rischiato di dare il colpo di grazia ad una carriera già in declino. ("Simple Jack è forse il film più brutto della storia del cinema" :)

Ho scoperto con sorpresa che il termine "ritardato", ripetuto molte volte nel corso di Tropic Thunder, ha suscitato le proteste di vari gruppi di disabili che l'hanno ritenuto offensivo verso chi è affetto dalla sindrome di Down. Anzi, in occasione dell'uscita del film ci sono state vere e proprie mobilitazioni contro lo stesso. A quanto ricordo, tuttavia, il personaggio di Simple Jack è più simile al Di Caprio di Buon Compleanno Mr. Grape e quindi tutt'altro che offensivo nei confronti di chicchessia. La domanda, a questo punto, sorge spontanea. Noi omosessuali facciamo spesso sentire la nostra voce (perlopiù inascoltata), esprimendo il nostro pensiero contro quelle espressioni e quei comportamenti che ci paiono particolarmente irrispettosi: non sarà che le nostre proteste appaiono ai più ugualmente incomprensibili di quelle che hanno riguardato Simple Jack?!? E se così fosse, come dobbiamo regolarci?!?

5 commenti:

Watkin ha detto...

Secondo me sì, l'effetto che facciamo è questo. Con, in più, sommata l'insofferenza/schifo che gli handicappati non hanno nel modo di sentire collettivo

loran ha detto...

Anche per me a volte è così, e questo aspetto viene aggravato da polemiche tipo quella sulla canzone di Povia.
Insomma corriamo il rischio di fare la figura di quelli che si lamentano sempre e per ogni cosa, e alla fine non sono presi sul serio anche quando fannp notare problemi veri.

Velies Thyrrens ha detto...

Ok, ragazzi. E allora?

Antonio ha detto...

Per un attimo ieri mi sono sintonizzato sul grande fratello e mi sono trovato ad ascoltare le affermazioni di un Alfonso Signorini che diceva:" Gerry (il cieco del gf) non si sta comportando bene all'interno della casa... io chiedo al pubblico a casa di valutarlo come tutti gli altri concorrenti. Perchè cacciare fuori dalla casa un cieco può sembrare una cattiveria ma è allo stesso modo una cattiveria cacciare fuori dalla casa una persona casa. La disabilità non deve impietosire in determinate situazioni". Il senso era più o meno questo.

Per quanto riguarda la protesta dei disabili... non lo so... molto spesso ci piace essere presi in giro... molto spesso ci bastano degli eufemismi e siamo tutti contenti.
Per me tutto dipende non dalla parola ma da come viene usata.
Luca era gay.... il problema è che quell'era è usato in modo sbagliato in quanto induce all'errore. Se la canzone non avesse avuto quell'era forse sarebbe stata accettata diversamente nonostante fosse rimasta la stessa.

Per quanto riguarda le battaglie omosessuali e il recriminare i nostri diritti... l'importante è che si faccia... senza lotta non si arriva da nessuna parte... e per lotta non intendo il gay pride

Edgar ha detto...

ma dai, l'argomento non è tanto distante da quanto ho appena postato...
http://edgar77hvr.blogspot.com/2009/02/malade-je-suis-malade.html