mercoledì 18 febbraio 2009

Di Benigni e dei santi laici (una provocazione)

Nutro sentimenti ambivalenti su Roberto Benigni: ho seguito con estremo interesse le sue letture di Dante che ho trovato belle e coinvolgenti, tanto da indurmi a togliere dalla naftalina mia copia della Commedia, abbandonata dai tempi delle superiori, e sfogliarla nuovamente, con rinnovato piacere (ho anche investito su un paio di libri di Sermonti, insigne dantista citato da Benigni come una delle sue personali fonti). Ho invece alcune perplessità sulle sue prestazioni da commediante: dopo l'imbarazzante "La tigre e la neve", (click e , se interessa, click) ogni tanto Roberto si riappalesa riuscendo a creare, con grande abilità, l'evento mediatico attorno a sè, anche se poi i suoi monologhi sono sempre più spesso monotematici e in quanto tali, stancanti (del resto, negli anni ottanta parlava solo di Craxi e Spadolini, irriso - come adesso Ferrara - perchè obeso, per di più con le stesse identiche battute...). Non ho seguito il suo intervento a Sanremo ma so che ha riscosso grandi consensi, specie per le affermazioni finali "in difesa" dei gay e anzi, stamani, qualche blogger in Rete si è anche lasciato prendere la mano e in pieno trip da beatificazione ha scritto "Benigni mi fa sentire orgoglioso di essere italiano" (?!?). Lungi da me dire che la presa di posizione del comico sia stata una cosa negativa, anzi: di certe cose è sempre bene parlare, comunque lo si faccia. Però... ho riflettuto su che differenza ci sia tra l'opportunismo di qualcuno, che si inventa una canzoncina su un tema doloroso e delicato e ne fa, cinicamente, un mezzo di autopromozione, e la ruffianaggine di chi, pur esprimendosi in termini esattamente opposti, cavalca la tigre dello stesso argomento, guardacaso trattandolo sotto le luci della stessa ribalta: confesso che non sono riuscito a darmi una risposta. Il dubbio sorge spontaneo: non è che anche il Poeta di Vergaio si è servito di un argomento "facile" e di sicuro effetto (non risulta che si sia mai pronunciato in modo significativo sul tema prima che fosse "di moda") per creare consenso attorno a sé e guadagnarsi una standing ovation, buona per mercanteggiare sul prossimo (principesco) onorario? E, sintetizzando, com'è che, da omosessuale, mi sento preso in giro due volte, da un "avversario" e da un "amico"?!?

8 commenti:

EagleIt ha detto...

e no Velies, questa volta Benigni è stato - su questo argomento - pacato e misurato dando al contempo una lezione magistrale e molta parte dell'uditorio... nemmeno io sono un estimatore, ma questa volta ho applaudito...

Watkin ha detto...

Capisco il tuo punto di vista. Però in difesa di Benigni (che, come ho scritto, specie negli ultimi tempi non è che ami anch'io) devo dire che non è vero che è la prima volta che parli in questi termini di omosessuali: ricordo di avergli sentito dire già in minimo due occasioni distinte queste sue considerazioni, anche piuttosto distanti nel tempo. In questa Italia, non sono cose che si dimenticano.
Semplicemente questa volta l'ha fatto anche a Sanremo, dato che è stato uno degli argomenti del festival, e se ne sono accorti tutti.

Antonio ha detto...

Se non ne avessero parlato sarebbero stati insensibili..
Se ne parlano lo fanno per cavalcare l'onda...
E no... dobbiamo prendere una decisione ;-)

L'importante non è capire il perchè è stato fatto quando il messaggio era di una portata del genere.
Siamo abituati a vedere del marcio dappertutto ormai... anche in chi si arrabatta a fare qualcosa di buono. Io non so tra quelli che dice: "Benigni? Un genio!"... anzi, molto spesso non mi è piaciuto ma questa volta è stato veramente un gran signore nel trattare il tema dell'omosessualità con grande grandissima eleganza.
E non lo dico in quanto gay... ma in quanto persona.
Sicuramente mi avrebbe dato un pò fastidio se avesse parlato del caso Englaro... non saprei spiegarne le ragioni ma istintivamente sarebbe stato così.

Ritengo che abbia dato un grande contributo alla comunità gay, se di comunità si tratta.
Sicuramente ha dato molto di più lui di tanti altri gay che continuano a nascondersi per paura di essere additati. Perdonami, ma contrariamente a quello che hai detto tu a me proprio questo fa schifo!

Velies Thyrrens ha detto...

hmmm è che non vorrei che Benigni (che è il contrario esatto dell'ingenuità e del candore) avesse fatto la figa alle spalle "nostre", dicendo una cosa fintamente provocatoria sapendo che il pubblico non l'avrebbe respinta. Ribadisco però che l'intervento non l'ho visto, mi documenterò.

alice liddle ha detto...

io tutto questo Benigni santo subito non lo sopporto..e personalmente pur adorando le cerimoniali attrazioni sanremesi stavolta proprio non mi è piaciuto. più che vanity fair à diventato banality fair, e altrettanto posso dire di Benigni. Sempre stessi commenti sulla gioia di essere qui, la forza dell'amore e bla bla bla. quoto Velies in tutto e per tutto, bonolis fa pure l'ipocrita lasciando la parola a Grillini. mah.
vedremo. ma la canzone in questione del piccione cantore fa proprio schifo. a prescindere dal testo. è proprio brutta. W patty pravo, e nikki nicolai!

Gan ha detto...

Vel, non ho visto il Festival, ieri, ma ho sentito oggi cosa diceva la gente, laggiù nel "mondo reale".
Tanti, tantissimi, troppi dicevano che no, questa volta Benigni ha esagerato con la sua "apologia dell'omosessualità", che "basta con 'sti froci, hanno già tutto, cosa vogliono ancora?", che certe "depravazioni" non vanno esaltate davanti a 15 milioni di spettatori, e via coi soliti deliri di risaputa, tranquilla omofobia. Se voleva cavalcare la tigre, Benigni poteva liquidare Povia con un paio di battutacce e una pernacchia, e ne avrebbe avuto comunque un'unanime riconoscenza.
Invece ha scelto di schierarsi dalla nostra parte in modo ben più completo e partecipe; e lo ha fatto sapendo bene quanto gli costerà in termini di popolarità e di simpatia.

Velies Thyrrens ha detto...

Sarà, Gan. E' che io alla buona fede dei personaggi televisivi non credo PER NIENTE, e questa presa di posizione di Benigni non gli si è certo ritorta contro. Ormai è un opinion leader che garantisce ascolti stratosferici e sa bene di avere il suo pubblico di fedelissimi, e sa anche che coloro che non concordano nel merito gli perdoneranno quella che sarà sembrata un'intemperanza (del resto gli artisti sono artisti, e quindi un po' strani per definizione!) Quello che intendevo nel post è proprio questo: lui dice una cosa ruffianissima, nel momento e nella sede che gli consentono di avere più riscontro, e passa per Robin Hood pagando per questo un costo pari a zero (non a caso, da buon uomo di lettere gradito a Raiuno proprio per la sua autorevolezza, ha citato Oscar Wilde). Che poi la cosa, in sè e per sè, sia stata positiva, mi pare che sia fuori discussione: sul fatto però che Benigni fosse in totale buona fede e che si sia espresso per genuina convinzione e non per calcolo e tornaconto, ho qualche dubbio.

loran ha detto...

E' chiaro che quando ci sono di mezzo i soldi i dubbi sorgono spontanei come nel caso di Bonolis che applaude Benigni e poi ha eliminato Arigliano e la sua canzone di amore tra due ragazzi.

Certo è che le posizioni a favore e non su una questione va bene portarle in uno spettacolo di grande ascolto ma poi andrebbero confermate e ribadite in sedi più ufficiali.