mercoledì 30 gennaio 2008

Ventiquattro ore

Sono le sette di mattina e il vecchio autobus rimbomba di un vociare indistinto nel quale i volti degli adulti galleggiano sospesi a chilometri dal mio e nulla di ciò che succede attorno a me sembra avere il minimo significato, eccetto la mano di mio padre che trattiene saldamente la mia. Via via che mi allontano da casa e dalla mia mamma il fiato di cui credevo di disporre in abbondanza si consuma e la nostalgia mi coglie senza rimedio. Riesco a confondermi tra gli altri bambini dell’asilo ma quando mi ritrovo seduto da solo in quella misera parodia di classe il disagio delle prime ore fuori dal nido prende il sopravvento. Un'imponente suora dai tratti pesanti si lascia intenerire dai miei quattro anni, mi prende sulle ginocchia, mi rassicura, cercando di arginare un pianto che non accenna ad arrestarsi. Istintivamente percepisco le sue buone intenzioni; tuttavia quell'abbraccio ha un odore che non riconosco e non ne traggo quindi alcun conforto.

Quando finalmente discendo dal grembo della suora scopro che le mie gambe sono in qualche modo cresciute: ho otto anni, adesso, e da questa mattina il sistema metrico decimale non ha per me più segreti. La maestra, una vecchia zitella che mi confonde con slanci di tenerezza alternati, senza criterio apparente, a spaventose sfuriate, ha deciso che forse non sono irrecuperabile e mi ha dedicato una spiegazione speciale accompagnata da uno specchietto confezionato apposta per me. Chilometri, ettometri, decametri: la barriera verso la conoscenza è finalmente caduta ma quando varco il portone della scuola mi stupisco nel trovare un mondo completamente indifferente al mio successo; ripiego allora sulla ciambella di pasta fritta che il timore dell'ennesima brutta figura alla lavagna mi aveva fatto dimenticare e mi avvio di buon passo.

Apro la porta di casa con chiavi che non ricordavo di avere e quando le intasco noto che ora ho i pantaloni di una tuta da ginnastica e che invece del minuscolo zainetto porto a tracolla una cartella verde militare. Entrando il mio sguardo si posa sul tondo volto pubere che lo specchio mi restituisce, sulla tipica espressione di malanimo con cui scoraggio ogni contatto, sulle mie guance in fiamme. Sono terrorizzato all'idea che i miei genitori si accorgano della dolorosa erezione che ho portato con me da scuola e ancora di più al pensiero che scoprano cosa l'ha causata. Mi rassetto alla meglio per il pranzo, siedo davanti agli spaghetti che mia madre ha appena scolato (i miei hanno mangiato da almeno un'ora) e mi getto sul cibo, rispondendo a monosillabi alle domande che mi sento rivolgere. Fingo di non vedere lo sguardo sconcertato che i miei genitori si scambiano e tiro un sospiro di sollievo quando essi decidono di non interrogarmi ulteriormente.

Mi alzo da tavola e come d'abitudine corro a rinchiudermi in camera: sulla scrivania scorgo i manuali universitari ed essi, nell'arco di un respiro (il tempo che mi occorre per arrivare a venti anni) diventano per me completamente familiari. Accendo la luce e siedo, rassegnato ma non placato, per immergermi completamente nello studio che almeno mi permette di sfogare in modo costruttivo la mia frustrazione. Le parole si rincorrono rapide davanti ai miei occhi e oggi si fanno afferrare con particolare facilità tanto che in un paio d'ore esaurisco gli argomenti in programma per la serata. Mi stendo perciò sul letto e sprofondo in un sonno senza sogni.

Pochi istanti dopo, a neanche cinque anni di distanza, vengo svegliato da mia madre che mi rammenta l'imminente visita di F. Il peso delle coperte che gravano su di me mi fa sentire protetto e malgrado i giorni trascorsi a piangere tutte le mie lacrime non sono ancora pronto per reggermi sulle gambe. L'essermi dichiarato omosessuale è stato un lampo abbacinante che in un solo momento ha consumato tutte le mie energie e ciò che è uscito dalla mia carne ha lasciato di me stesso solo un guscio fragilissimo che sento sul punto di rompersi. Tuttavia, anche se il volto di mio padre è una maschera di pietra, il mondo mi è sopravvissuto e anzi una doccia e degli abiti ben stirati mi consentono di accogliere F. come se nulla fosse mai successo, come se non avessi passato gli ultimi giorni a letto, troppo spossato per alzarmi.

Mi lascio convincere ad uscire e tutto è facile, troppo facile. Capisco allora che altri anni sono trascorsi e che posso fiduciosamente aprire la pesante porta di legno, al di là della quale mi attendono infatti i commissari di laurea e, seduti, i miei familiari e i miei amici. Quando il Presidente mi stringe la mano il mio cuore esplode nel petto, e la felicità è una guglia di cristallo che rimanda una luce in grado di propagarsi per giorni e giorni senza mai perdere di intensità, è una nota limpida e perfetta il cui risuonare cancella ogni sforzo, ogni notte insonne.

Mi avvio rapidamente verso casa per cambiarmi d’abito (sono atteso per i festeggiamenti), ma la casa che mi accoglie non è quella dalla quale ero uscito, è la casa nella quale vivo adesso e che stanotte manda un suono diverso: non il consueto, tranquillizzante silenzio che nulla cela se non quiete e riposo, bensì un ansito ostile che mi restituisce, amplificato, il mio stesso respiro, e tutto è buio, buio. Altri dieci anni, altri segni sul mio viso, e l’idea di misurarmi con la persona che sono adesso mi riesce insopportabile. Mi spoglio lentamente, infilo il pigiama e mi perdo nelle lenzuola immacolate: cerco di non pensare all'autobus di questa mattina, al dolcetto fritto, ai miei turbamenti di adolescente, a ciò che ho detto e fatto perchè io stesso ho difficoltà a comprendere quanto tempo sia realmente passato da quei momenti: se un'ora, ventiquattro o nessuna. Chiudo finalmente gli occhi e l'ultimo pensiero che mi sfiora prima del sonno è che domattina sarò un uomo ancora differente e non so capire se questo sia un bene o un male.

Igiene personale

Deodorante ascellare fai-da-te a base di bicarbonato di sodio e succo di limone, buono per risparmiare i due euro dei prodotti commerciali che magari inquinano e bucano l'ozono - pur essendo molto più pratici e provvisti di un odore migliore. Bah.

martedì 29 gennaio 2008

Sensazioni

Avete mai la sensazione che la vostra vita sia completamente fuori dal vostro stesso controllo? Che per quanto si faccia o si dica, per quanto si sia cauti ed accorti si è in effetti in balia del caso e che forse non varrebbe neanche la pena sbattersi tanto?

lunedì 28 gennaio 2008

Il nuovo Alan Strang

Qualche tempo fa la Rete fu messa a rumore per un bel servizio fotografico pubblicitario relativo alla piece teatrale Equus: le fotografie, straordinariamente sexy, raffiguravano un insospettabile Daniel *Harry Potter* Radcliffe mentre vestiva (o, per meglio dire, svestiva) i panni del protagonista dello spettacolo, Alan Strang e in un lampo quelle immagini hanno fatto il giro del mondo (meritatamente).

A me Mr. Radcliffe non è mai piaciuto granchè (ma a diciottanni da compiere ha tutto il tempo di diventare attraente): però questo qui, Alfie Allen (classe 1986), il "nuovo" attore incaricato di dare volto e corpo ad Alan Strang, non mi piace per niente, è espressivo come una felce morta. Personalmente la parte l'avrei data ad un altro... :)

Mastri cioccolatieri

La ditta giapponese Komatsuya >> sembra aver azzeccato il prodotto dolciario dell'anno: cioccolatini a forma di larva fatti di cioccolato bianco, corn flakes e buccia d'arancia candita per la boccuccia. Il successo del rivoluzionario prodotto è tale che, a quanto pare, Komatsuya riesce a malapena a soddisfare l'enorme domanda, nonostante produca oltre 400 esemplari al giorno. Sfortunatamente il simpatico dolcetto, venduto al prezzo politico di due dollari a pezzo, è in distribuzione solo nel Paese del Sol levante e dovremo attendere un po' prima che sia importato :( Se tuttavia siete dalle parti di Tokio, li trovate alla Chocolate and Sweets Expo fino ai primi giorni del mese di marzo...

domenica 27 gennaio 2008

Parole passate

Da qualche tempo - per la verità non molto - il mio amico F. legge questo blog e io stesso mi sorprendo nel constatare che il riparlarne insieme non solo non è difficile come credevo, ma che anzi mi fa piacere. Mi ha detto di aver apprezzato certi post e, tra essi, alcuni che, mi pare, sono viceversa passati completamente inosservati. Per nessuna ragione particolare ne ripropongo qui di seguito uno, uno di quelli cui sono più affezionato: quello relativo ad S., il bibliotecario del dipartimento nel quale ho trascorso tanto tempo durante l'ultima fase della mia carriera universitaria. Ricordo che S. andò in pensione proprio pochi giorni prima che io sostenessi l'esame di laurea e che, a distanza di tempo, tentai di scrivere qualcosa "in prima persona" immaginando la sua ultima notte prima di smettere di lavorare. Forse quelle tre cartelle di testo esistono ancora da qualche parte, ma la mia casa ha il pudore e la decenza di celarle persino a me. Comunque S., dopo tanti anni, non l'ho dimenticato.

"S. ha gli occhiali da gufo e i modi da femmina. Sembra galleggiare dentro i vestiti neri e sformati che gli ho sempre visto indosso; mi scruta con aria interrogativa e, serafico, annuncia la scomparsa del libro che cercavo prendendo poi nota su un quaderno, come per l'ennesimo soldato caduto del quale sarà forse ricordato il nome, ma niente altro.

S. sembra poco partecipe della sorte dei libri affidati alla sua cura, ma in realtà si fida solo di loro. Non delle persone in generale, o degli studenti in particolare. Soltanto dei libri: almeno quelli si mantengono uguali a loro stessi col trascorrere degli anni.

S. osserva da decenni il passare degli studenti, li guarda uscire dalla porta e, alle volte, varcarla nuovamente, anni dopo, per un saluto. Tuttavia quelli che tornano non sono gli stessi, hanno un odore diverso, sono estranei in un posto che non appartiene loro e nel quale si trattengono lo spazio di un respiro.

S. li sorprende dando loro del lei e li saluta senza emozione. Come fa con i libri dispersi.

S., forse, annota da qualche parte anche i nomi di quei ragazzi usciti e mai più ritornati."

Realtà nella finzione

Mi è stato segnalato questo ragazzo che non conoscevo, Zack Randall >>, 22enne bisessuale e attuale superstar del circuito specializzato del porno gay. Nella prima clip che ho visto e che lo riguarda, Mr. Randall, straordinariamente desiderabile, porta un vistoso apparecchio acustico. E' la prima volta che vedo la realtà quotidiana irrompere nel fintissimo contesto dei video per adulti che sono sempre (più o meno) perfetti, con ogni muscolo e ogni pelo ad occupare il punto che compete loro (tipici quelli della pornografia da famiglie).

giovedì 24 gennaio 2008

Andy in mostra

Ho trovato queste vecchie foto di un implume ed acerbo Andrew Stetson e, dato che a quanto pare il giovanotto riscuote anche il gradimento di alcuni di voi, ho pensato di postarle.

Chissà che effetto fa a questi ragazzi, vedere riverberate grazie alla Rete immagini che magari non ricordano neanche di aver fatto scattare (considerate che Andrew è attualmente un volto Calvin Klein).

Gli scatti sono un po' crudi e, mi permetto di aggiungere, vagamente indecenti (Andrew non posa, è letteralmente in mutande) e chiaramente... autopromozionali - forse il giovane Stetson voleva mostrare di essere in grado di valorizzare quello che indossa... Ringraziamo comunque il suo fluffer... ;)

mercoledì 23 gennaio 2008

Parchi di Corea

Sembra che queste simpatiche installazioni si trovino in alcuni parchi pubblici della Corea, e non so dire se si tratti di abbellimenti oppure no, né cosa sia saltato in testa all'ignoto artista che le ha realizzate.

Le foto comunque sono carine e decorative e le trovo piuttosto ben fatte.

Curiose, vero ? E considerate che i soggetti che ho scelto non sono neanche i peggiori...

Sarà che sono di indole maliziosa, ma io in queste statue ci vedo delle velate allusioni sessuali. (Qui >> il resto delle immagini e qui una galleria di immagini altrettanto amene, anche se meno esplicite)

Gente con dei problemi

Bello, vero? La cosa migliore è che, anche se l'ho riscritto in italiano traducendolo perchè fosse chiaro di che cosa stiamo parlando, è autentico (click e click). Si tratta di un'iniziativa della controversa Westboro Baptist Church >> che segue alla scomparsa del ventinovenne divo di Brokeback Mountain, Heath Ledger. Interessanti e ben argomentate sono le ragioni dell'anatema.

"Heath Ledger credeva che fosse divertente sfidare Dio onnipotente e la sua Parola. Dio odia il lurido e appiccicoso secchio di muco stagionato nel vomito noto come Brokeback Mountain e odia tutte le persone che hanno qualcosa a che fare con esso."

Sembra roba scritta da un bambino (chi abbia detto loro cosa Dio odia o non odia, non è dato sapere). Per inciso, la Chiesa, qualche tempo fa, aveva reso disponibile su Internet una simpatica canzoncina intitolata "Dio odia il mondo" (pure quello!), adesso eliminata da youtube. Peccato, perchè la diceva lunga sull'atteggiamento di queste persone nei confronti del loro prossimo.

martedì 22 gennaio 2008

Heath Ledger trovato morto a New York

Heath Ledger, la star di Brokeback Mountain, è stato trovato morto a New York. Ledger aveva 29 anni. Ledger è stato trovato morto nel suo appartamento di Soho dalla massaggiatrice che era era venuto a trovarlo per un'appuntamento. La donna era stata fatta entrare da una cameriera che a sua volta aveva bussato alla porta della camera da letto del giovane attore. Ledger era privo di sensi. Le due donne hanno immediatamente chiamato la polizia. Gli agenti non sospettano azioni criminali, riferisce il New York Times sul sito online, ma hanno detto di avere trovato pasticche vicine al corpo del giovane. (fonte >>).

Sono sinceramente dispiaciuto (Heath, bello e talentuoso, per certi versi è stato un'icona) e lì per lì credevo fosse uno scherzo.

Dettagli

Dettaglio del viso del giovane top model canadese Andrew Stetson che chi viene qui conosce abbastanza bene. Il motivo di post come questo? Se guardate bene la foto, la risposta vi apparirà ovvia! ;)

P.s. Adoro le immagini hires e con dettaglio quasi... chirurgico. In questa vecchia immagine (2005) Andy sembra avere lo smalto trasparente alle unghie e pare essersi depilato di recente! :)

Ricky Martin live

Sbaglio o il buon sig. Ricky Martin si è leggermente ispessito? Niente di male, intendiamoci: a me è sempre piaciuto, e anche ora che non è più nè una silfide nè un ragazzino mi attira e non poco. Peccato il gesto dell'acchiappo, che trovo ben poco sexy.

domenica 20 gennaio 2008

Regalo da Londra

Mia "sorella" minore ha visto a Londra queste eleganti e virili tovagliette da tè e me le ha gentilmente comprate: "ho subito pensato a te!", ha precisato. Che belle. La prossima volta però voglio il telo da mare con la bandiera a strisce multicolori, così si capisce che sono gay anche da un aereo.

Gente malata

Raccolta di simpatici manufatti realizzati a maglia a tema macabro e leggermente disturbanti (diciamo così)

Non so da dove vengano, o perchè siano stati confezionati, ma sembrano fatti con una certa diligenza-prudenza-perizia :) E comunque, anche se fossero stati realizzati per burla, c'è comunque stato qualcuno che se li è levati dalla testa, e quel tizio dovrebbe farsi vedere da uno bravo.

Non ho messo neanche i più disturbanti (tipo gli orsetti siamesi attaccati per il cranio) che comunque potete vedere nella galleria dalla quale li ho prelevati, significativamente intitolata Lavori a maglia per psicopatici >>

Roddick seduto

Andy Roddick, tennista statunitense, siede comodamente. Non voglio per forza fare dello spirito, però foto come queste fanno quantomeno sorridere...

giovedì 17 gennaio 2008

Trecentocinque

Trecentocinque >>, parodia del quasi omonimo film "300" ispirato alla graphic novel di Frank Miller. Forse vi divertirà vederlo come ha divertito a me (ormai queste cose autoprodotte hanno quasi il riscontro delle originali - oltre ad avere quasi la stessa qualità).

Nel caso vi domandaste chi sia il più carino dei protagonisti, è presto detto: trattasi del ventiseienne comico californiano Brandon Tyra >>, che, disponendo di un fisico del genere, è del tutto sprecato a fare il buffone. Riesco ad immaginare almeno un altro paio di opportunità di lavoro, per lui...

Evandromania

Che bello che è, questo ragazzo... (scusate la fissazione senile, avevo soltanto voglia di vedere una cosa bella).

mercoledì 16 gennaio 2008

Mani occupate

Sostegno per passeggeri portatile e tascabile: non si aggancia a niente e in effetti serve solo per mostrare che si hanno le mani occupate (pur in questo modo bizzarro) e non le si intende utilizzare per molestare i compagni di viaggio in metropolitana. Sembra che in Giappone, dove la mano morta ai danni delle ragazzine è piuttosto frequente, siano stati un grande successo >>. Mah...

martedì 15 gennaio 2008

Evandro per D&G

Da qualche giorno in Rete circolano le foto della nuova campagna pubblicitaria di Dolce&Gabbana e non è quindi il caso di riproporle qui, se non nella parte che riguarda il mio all time favorite, il top model brasiliano Evandro Soldati per il quale ho da tempo sviluppato una fissazione senile (quasi grave come con quella che ho per Andrew).

Queste foto di Evandro, come sempre, sono un po' algide e rarefatte (vedi anche questa e questa); anzi, secondo me il buon sig. Soldati è persino più attraente nella sua versione candid (click e click). Tuttavia, ritengo che anche il fatto di desiderare uomini irreali in contesti altrettanto irreali faccia parte del gioco. Del resto, quanti di noi hanno avuto ragazzi di uguale bellezza?

Evandro è stato per qualche settimana mio penpal su Myspace e, anzi, ha anche risposto con qualche frase ai messaggini che gli mandavo (che diamine, anche se era un mitomane, cosa che escludo, valeva la pena provarci!). Gli ho anche chiesto che effetto gli faceva vedere riverberato il suo viso e il suo corpo per tutta la Rete (generando così tanto desiderio), e lui mi ha risposto che gli faceva strano. Ma che non gli dispiaceva affatto. Che narciso!

Dispositivi di puntamento

Si dice che la nostra gente sia provvista di un'abilità speciale, quella di cogliere un'infinita gamma di microsegnali provenienti dalle persone e di interpretarli in modo da determinare, con ragionevole approssimazione, l'orientamento sessuale di chi li ha inviati. Gaydar, si dice in gergo, e cioè il radar gay. Sembra anzi che questa convinzione abbia avuto dei riscontri scientifici e che l'idea del gaydar non sia poi così peregrina (per quanto l'affermarsi dell'uomo metrosessuale pare abbia un po' scombinato le carte e reso il tutto un po' più difficile). Ebbene, se è vero che ogni omosessuale ha a bordo un gaydar come accessorio di serie, sappiate che il mio personale dispositivo di puntamento si è rotto nel momento stesso in cui l'ho estratto dalla scatola e ora, dopo tutto questo tempo, la garanzia è irrimediabilmente scaduta. Conseguenze? Qualche clamoroso granchio, qualche lacrima (più di qualche, in effetti)... E voi? Funziona, il vostro gaydar? Raccontate, raccontate! Non siate timidi: non è che posso denudarmi metaforicamente sempre e solo io! :)

lunedì 14 gennaio 2008

Ultima frontiera

I modelli australiani Matthew St Clair (sin.) e David Paris (ds.), rispettivamente di diciannove e ventitrè anni non saranno delle stelle di prima grandezza, eppure il canone di bellezza di cui sono espressione sembra stia prendendo piede. E' vero che, tra tanti corpi (e volti) fatti in serie, quello che possiede qualcosa di diverso ha più probabilità di affermarsi, ma per quanto mi riguarda, l'androgino, l'uomo/donna è l'ultima frontiera e non mi attrae per niente (se voglio qualcuno con tratti femminili così marcati esco direttamente con una donna!). Per quanto, quello a sinistra non è completamente da buttare...

Gente malata

"Hello Kitty è il mio Gesù", dice la didascalia di questo tatuaggio. Lì per lì ho anche pensato che fosse una specie di scherzo, invece, a quanto pare, è autentico >>. Roba da ricovero. Cosa ci sia nella testa della gente non è dato sapere (e, viste le idee che certe teste partoriscono, ambisco a rimanere nella mia beata ignoranza).

sabato 12 gennaio 2008

Momenti intensi

Il mio amico judoka ventiduenne, tale e quale Gaspard Ulliel (ma l'attore francese è un po' meno carino) ha trascorso l'intero pomeriggio a casa mia, mostrandosi più che soddisfatto della mia compagnia e dei modesti consigli che ho potuto offrirgli. Mi fa piacere godere della sua stima e, credo, del suo affetto, però io in questo momento sono uno straccio: non dovrei invitare da me i ragazzi da cui sono attratto in modo così totale, non ho più l'età per il supplizio di Tantalo. La prossima volta gli dirò la verità, e cioè che non ce la posso fare.

giovedì 10 gennaio 2008

Mike in vendita

Nei lunghi anni in cui ho solcato il mare magno che è la Rete non avevo mai visto una sovraesposizione di una portata pari a quella che sta interessando il ventitreenne Michael Biserta, assurto qualche tempo fa agli onori della cronaca per un bizzarro episodio che l'ha riguardato e, soprattutto, per essere provvisto della virtù "tra tutte la più indecente" (diceva qualcuno).

Del resto, il suo manager ha visto giusto: se non si è provvisti di particolari talenti, o di particolare avvenenza (Michael è davvero carino, ma non è uno schianto), è bene battere il ferro finchè è caldo ed infatti il sig. Biserta sta vendendo il suo corpo per servizi fotografici a destra e a manca (e poco importa se si tratta di riviste per omosessuali), prima che il buzz mediatico si esaurisca confinandolo ad un repentino oblio...

Le ultime immagini in ordine di tempo sono state realizzate dal fotografo Walter Kurtz per la rivista gay DNA >> In bella mostra, il bizzarro tatuaggio sulla schiena di Michael, che, a meno di clamorose cantonate da parte mia, dice NONNA. La domanda sorge spontanea. Perchè? Oltretutto a me fa venire in mente il personaggio di Drago Rosso, il film tratto dall'omonimo romanzo, che, guardacaso, ha l'ossessione proprio per sua nonna...

mercoledì 9 gennaio 2008

Elevazione

Il babytennista statunitense Andy Roddick, per quanto, a ben vedere meno carino di quello che sembra (ha una faccia un po' da... sorcio), ha grandi doti atletiche e una notevole elevazione. Oltre a sfoggiare un pancino piuttosto desiderabile.

Fulminare divertendosi

Avete presente il TASER >>, il simpatico gadget per autodifesa che lancia due dardi elettrificati contro il bruto che attenti alla vostra virtù?

Ebbene, anche se, a stare ad Amnesty International, dal 2001 sarebbero morte folgorate oltre 140 persone, attorno al curioso strumento è sorto un merchandising piuttosto fiorente. Qui sopra vedere il portaTaser/lettore mp3, per chi non rinuncia al piacere di portarsi dietro la propria musica, mixing music with security, come dice lo slogan >> Un giga di capienza, disponibile in sole sei/otto settimane.

Per i più metrosessuali di noi che siano ancora sprovvisti del suddetto ordigno, consigliabile optare per un Taser di aspetto accattivante, come il modello C2 leopardato (380 dollari soltanto): ideale per sofisticati dandy di città, si porta con eleganza sia in casa che fuori.

martedì 8 gennaio 2008

Pittogrammi

Discreti e di grande gusto i contrassegni "per lui" e "per lei" apposti sui bagni pubblici di un parco in Corea.

Va bene che un'immagine vale più di mille parole, ma anche non suscitare ripugnanza negli utenti non sarebbe un obiettivo disprezzabile: tanto per dire io, lì dentro, non ci entrerei proprio (a meno di non avere un paio di stivali di gomma...)

Parole smarrite, ovvero fantasia o realtà?

L. si stira come un gatto di razza e quando lo fa la maglietta si solleva, rivelando l'addome liscio e tonico, la fila di peli chiari che si diparte dall'ombelico, l'elastico degli slip. L. è una mia vecchia conoscenza, ma la nostra amicizia, complice anche la differenza di età, non era mai andata al di là di una birra e di quattro chiacchiere senza importanza; tuttavia, quando quella sera uno dei comuni amici ci ha additato scherzosamente come una coppia, non è parso poi tanto strano che io proseguissi nella burla cingendo L. seduto accanto a me e, complice il bordo del tavolo della pizzeria, accarezzassi segretamente il suo fianco snello molto più a lungo di quanto la modesta battuta avrebbe richiesto.

Mi ero quasi dimenticato di lui, fino a quando sua sorella, mia amica e coetanea, mi ha chiesto di dargli una mano per l'esame di diritto privato. Da quella volta ho passato spesso del tempo con L., peraltro con poco costrutto per il suo esame, molte risate, qualche match di lotta sul divano, un paio di massaggi sul collo, qualche doccia fredda.


Pochi giorni fa ricevo una sua chiamata che mi annuncia una visita serale e per il resto del pomeriggio non smetto mai di pensarci, crogiolandomi nello struggimento doloroso dell'attesa e della privazione. Faccio in tempo a rientrare e ad evitare per un soffio l'acquazzone e, contro ogni mia previsione (pensavo che il tempaccio lo avrebbe dissuaso) dopo non molto L. suona alla mia porta. Ha i capelli bagnati per la recente doccia in palestra e i jeans fradici (dice di aver dimenticato i pantaloni cerati per il motorino). Lo faccio accomodare e senza alcuna convinzione gli offro dei panni asciutti. Mi coglie completamente di sorpresa accettando la mia vecchia tuta da ginnastica, quindi rimango in silenzio a guardarlo mentre si spoglia con studiata lentezza; lo ascolto chiacchierare, e lui, a mio evidente beneficio, abbassa gli slip bianchi a mezza coscia col pretesto inconsistente di sistemarsi la t shirt. Osservo il pelo biondo, il prepuzio in parte ritratto, i testicoli soffici e carnosi e dentro di me prego che L. non dia inizio a qualcosa che non è disposto a portare a termine.

Lo trascino in cucina per un piatto di spaghetti e una coca cola. Dopo la cena ci mettiamo sul divano: lui ha effettivamente con sé la sua copia del manuale e ben presto, con la scusa di guardare meglio, escogito un improbabile abbraccio che non tarda a rivelarsi per quello che è. L. profuma di buono: di bagnoschiuma pregiato, dei suoi vent'anni; il tepore che emana, la pelle liscia del collo mi fanno soccombere e controllarmi ulteriormente mi risulta impossibile. L., che mi giace praticamente addosso, finge di non notare la mia inequivocabile eccitazione e, anzi, si aggiusta contro di me fino a trovare una posizione che lo soddisfi. Nessuno dei due parla più; gli sfioro la nuca
con le labbra e insinuo la mano sotto la maglietta a cercare la pelle nuda, il ventre snello, i minuscoli capezzoli. L. manda un gemito sommesso. Quando finalmente trovo il coraggio di sciogliere il nodo della cordicella dei pantaloni e di raggiungerlo, L. spinge il bacino verso la mia mano e il calore di quel contatto, incredibilmente erotico, mi dimostra che, per una volta, il mio desiderio e la mia eccitazione sono ricambiate. L. respira con affanno, non parla, sembra affidarsi a me completamente: gli tolgo la tuta, sfilo i candidi slip che cadono soffici sul pavimento.

lunedì 7 gennaio 2008

Danzatori del ventre

Non sapevo che la danza del ventre fosse praticata anche dagli uomini, per di più senza alcun intento di seduzione nei confronti di altri uomini (l'omosessualità rimane un tabù inestirpabile).

Il ragazzo del filmato è Jamil >> (in arabo sembra significhi "bellezza"), ha ventuno anni, studia psicologia all'università ed è un danzatore del ventre professionista (click >>). Se decidessi di pagare un uomo (e non è escluso che non lo faccia), lo utilizzerei un po' meglio che per la danza.

domenica 6 gennaio 2008

Scatti dalla montagna

Immagini curiose scattate durante il mio soggiorno sulle Dolomiti (vi risparmio le solite vedute di picchi innevati).

Il gruppetto di bambole "tirolesi" chiamate Heidi...

... e l'elegante centrotavola a forma di elefante. Per niente kitsch.

venerdì 4 gennaio 2008

Nudo e crudo

Trovo ci sia qualcosa di vagamente indecente in queste recenti foto (novembre 2007) del mio beniamino Andrew Stetson, il top model canadese assurto ormai a mia personale fissazione senile (avete visto che occhi?!?)

Come vedete, Andrew è stupendo anche senza trucco, sotto luci che presumo ben poco adatte e con un'attitudine che definirei di consapevole distacco (senza ingegnarsi a sembrare sexy, intendo) . Se ho capito bene si tratta di scatti promozionali destinati alle agenzie di moda: perchè allora farsi fotografare con un principio di erezione? (v. sopra)

Il difetto di Andrew

Faccia da bravo ragazzo, voce da uomo, corpo da fantascienza, Andrew Stetson, il ventinovenne top model canadese, è da tempo uno dei miei preferiti (basta guardare la foto accanto al titolo!) ma appare non esente da difetti: infatti è etero.

Il ritorno del blogger

Di nuovo in città: come ho detto, si ricomincia. Iniziamo con la grafica del blog: via quella natalizia, di nuovo la "mia" Stetson skin, nella sua versione 2.0 :) Per il resto, un po' di pazienza, ragazzi, stiamo lavorando per voi :D