lunedì 29 dicembre 2008

Un anno di blog

Nel tentativo di capire se dare o no seguito all'originario proposito di chiudere i battenti con il 31 dicembre ho riguardato i post di questo 2008 che volge mestamente alla sua conclusione. Se dovessi salvarne uno soltanto, non avrei dubbi: si tratta di questo, "Ventiquattro ore", che vi trascrivo di seguito, non tanto per il suo valore "intrinseco" (mai virgolette furono più appropriate) ma per l'intensità dei ricordi, alcuni dei quali davvero dolorosi, che ha risvegliato. Ve lo sottopongo nuovamente, con il pudore della prima volta. Forse qualcuno può riconoscersi. O forse no.

Sono le sette di mattina e il vecchio autobus rimbomba di un brusio indistinto nel quale i volti degli adulti galleggiano sospesi a chilometri dal mio e nulla di ciò che succede attorno a me sembra avere il minimo significato, eccettuata la mano di mio padre che trattiene saldamente la mia. Via via che mi allontano da casa e dalla mia mamma il fiato che credevo di avere in abbondanza si consuma e la nostalgia mi coglie senza rimedio. Riesco a confondermi tra gli altri bambini dell’asilo ma quando mi ritrovo seduto da solo in quella misera parodia di classe il disagio delle prime ore fuori dal nido prende il sopravvento. Un'imponente suora dai tratti pesanti si lascia intenerire dai miei quattro anni, mi prende sulle ginocchia e mi rassicura, cercando di arginare un pianto che non accenna ad arrestarsi. Istintivamente percepisco le buone intenzioni della donna; tuttavia quell'abbraccio ha un odore che non riconosco e non ne traggo quindi alcun conforto.

Quando finalmente discendo dal grembo della suora scopro che le mie gambe sono in qualche modo cresciute: ho otto anni, adesso, e da questa mattina il sistema metrico decimale non ha per me più segreti. La maestra, una vecchia zitella che mi confonde con slanci di tenerezza alternati a spaventose sfuriate, ha deciso che forse non sono irrecuperabile e mi ha dedicato una spiegazione speciale e uno specchietto fatto apposta per me. Chilometri, ettometri, decametri: la barriera verso la conoscenza è finalmente caduta ma quando varco il portone della scuola mi stupisco nel trovare un mondo completamente indifferente al mio successo; ripiego allora sulla ciambella di pasta fritta che il timore dell'ennesima brutta figura alla lavagna mi aveva fatto dimenticare e mi avvio di buon passo.

Apro la porta di casa con chiavi che non ricordavo di avere e quando le intasco noto che ora ho i pantaloni di una tuta da ginnastica e che invece del minuscolo zainetto porto a tracolla una cartella verde militare. Entrando il mio sguardo si posa sul tondo volto pubere che lo specchio mi restituisce, sulla tipica espressione di malanimo con cui scoraggio ogni contatto, sulle mie guance in fiamme. Sono terrorizzato dall'idea che i miei genitori si accorgano della dolorosa erezione che ho portato con me da scuola e ancora di più al pensiero che scoprano cosa l'ha causata. Mi rassetto alla meglio per il pranzo, siedo davanti agli spaghetti che mia madre ha appena scolato (i miei hanno mangiato da almeno un'ora) e mi getto sul cibo, rispondendo a monosillabi alle domande che mi sento rivolgere. Fingo di non vedere lo sguardo sconcertato che i miei genitori si scambiano e tiro un sospiro di sollievo quando essi decidono di non interrogarmi ulteriormente. (segue qui)

7 commenti:

Anonimo ha detto...

NOOOOOO! Non chiuedere il blog. Di solito lascio pochissimi messaggi, ma lo leggo quando posso e mi fa compagnia. Cmq è ovvio che è una tua scelta. A me, personalmente, dispiacerebbe.

Ciao.
Duncan

shamrock ha detto...

non chiudere dai...

ribaldo ha detto...

Me lo ricordavo quasi a memoria.
E' sempre bello uguale!
...e naturalmente ne aspettiamo altri!
Su, chè il 2008 è finito!

caiman23 ha detto...

chiudere il blog, elencaci 1000 motivi validi per cui dovresti chiuderlo e dopo altri 1000 e altri 1000 ancora.
Non fare cavolate ti prego.
M. ;)

Tarquin ha detto...

Ho appena trovato il blog. Fantastico. Non chiudere.

Anonimo ha detto...

non chiudere mai ............. noooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo!!!
ho troppo bisogno di sto blog per poter fare ogni tanto un sorriso... T_T nuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu

fili ha detto...

Guarda, Vel... se tu chiudessi il blog, per lo meno reclamerei un post di addio. Ma se scrivi un post di addio, ormai vai contro la decisione di chiudere i battenti col 31 dicembre, quindi......^^