lunedì 4 febbraio 2008

Dubbio irrisolto

Forse alcuni di voi conoscono il Vernacoliere >>, il mensile satirico livornese che ormai da molti anni riscuote un discreto successo. Per i miei gusti è troppo greve (e sia detto col massimo rispetto per quelli che invece lo apprezzano), personalmente preferisco di gran lunga il nonsense dei Monty Phyton che, pur alcune inaudite cadute di gusto, mi fanno sempre divertire (impagabile è la canzone del boscaiolo >> che, tra l'altro, parla di travestitismo).

Ebbene, gusti personali a parte, ho il dubbio che locandine come quella del Vernacoliere finiscano per fare del male alle persone omosessuali, di nuovo proposte come macchietta da avanspettacolo. Intendiamoci, mi rendo conto che la volgarità, quando non è un (discutibile) intercalare ma un modo di esprimersi perde il suo potere... urticante e diviene un vero e proprio linguaggio, che può piacere o meno, ma che non è poi così terribile come potrebbe essere una bestemmia "a sangue freddo" in un normale contesto di relazione. Mi rendo anche conto che la political correctness sia pure peggio. Però... però a me questa locandina continua a non piacere. Non è peggiore delle altre del Vernacoliere (anzi), tuttavia non riesco a guardarla senza provare fastidio. E a voi che effetto fa? (niente... levate di scudi, please, siamo delle gentildonne! :)

13 commenti:

Rage against the bigots ha detto...

Ti dirò, a me è sempre piaciuto il vernacoliere, anche quando fa battute su noi omosessuali, perché riesco sempre a vedere l'ilarità di chi fa battute senza cattiveria. Poi posso anche sbagliarmi, ma non lo trovo insultante come chi finge di essere (quasi) dalla nostra.

^_^

Velies ha detto...

un punto di vista interessante, non avevo considerato questa alternativa. Però non si può negare che è anche per via delle battute grasse di quel tipo che, in pieno terzo millennio, siamo al punto in cui siamo

Alessandro Magno ha detto...

Decisamente squallido.

Pero ha detto...

Niente scudi, in quanto gentildonne leviamo solo le gonne. Io cmq l'ho trovata a suo modo divertente. Cioè, non è il tipo di comicità in genere che mi fa ridere, ma non l'ho trovata per nulla offensiva.

B6x75 ha detto...

Io non lo trovo particolarmente preoccupante, anzi. Come termometro dei tempi il Vernacoliere ci azzecca molto solitamente.
Più che altro mi preoccupa un po' quel sottile "sense du scandal" ogni volta che qualcuno utilizza il termine "ghèi" (cit.) non associato a parole come "fashon","moda","artista".
Insomma, la normalità implica anche un po' di ironia; troppo facile scherzare se un amico "ghèi" ci dice - zoccola - o - frocio; iniziare a farlo anche se lo dice uno per strada sarebbe un buon inizio. Tanto, non sarebbe mica una bugia :-PP

Gan ha detto...

Quel " te penza a' 'azzi tua" rivolto al papa lo trovo fortemente allusivo, mi fa sbarellare!

Velies ha detto...

non so che dire, ragazzi. Avete ragione, credo (ed infatti ho premesso nel post che non avevo le idee chiare): però io in giro di rispetto non ne vedo poi tanto, e quando ho dei dubbi mi metto subito sulla difensiva...

B6x75 ha detto...

Dove c'è ironia o sarcasmo c'è comunque un "accettare" che nel l'atto di violenza o razzismo non comprende. Come dire, se mi prendi in giro per una cosa è perchè è diversa da te ma allo stesso tempo l'accetti come plausibile istintivamente anche se non la condividi o la approvi.
Questo secondo me è il primo passo perchè dalla presa di culo si passi alla presa in considerazione.
Che ne pensi ?

Velies ha detto...

penso che hai ragione. Piergiorgio Paterlini, autore di "ragazzi che amano ragazzi", un libro che tanta importanza ha avuto per la formazione di alcuni di noi, diceva che per coloro che si dichiarano è molto peggio sentirsi manifestare incredulità ("non avrei mai creduto che tu fossi così") piuttosto che ostilità o disprezzo, perchè chi insulta, in un certo senso, prende atto di un'identità e reagisce in un determinato modo; viceversa, chi è incredulo non ha neanche preso in considerazione l'opzione (io stesso ne so qualcosa, anche se ormai è passato tanto tempo).
Tuttavia, come ho detto, è sempre troppo facile dire "eh, non ti offendere, scherzavo", perchè un conto possono essere le "battute" grevi del vernacoliere (che continua a non piacermi), altro le vere e proprie ingiurie "mascherate" da burla. E poi uno si sente dire, eh ma come sei suscettibile. Voglio dire, attenzione a "sdoganare" tutto per timore di apparire troppo talebane!
non credete anche voi?

Felipe ha detto...

Non mi sembra così grave, è lo stile del giornale e lo è sempre e con tutti. C'é di peggio, dà retta a me...

Gan ha detto...

Ma solo io continuo a pensare che il vero obiettivo della satira, in questo caso, è il papa e non il "ghèi"? Che fra l'altro non viene di certo apostrofato con termini ingiuriosi o scurrili.

Velies ha detto...

beh, che ce l'abbiano col papa mi pare evidente. come hai visto, la mia era una riflessione più generale

P. ha detto...

a me ha fatto ridere quando l'ho vista
e anche se esprime un concetto in modo alquanto scurrile, non ha proprio torto
concordo con Gan, la satira è rivolta al papa, non al "ghèi"