martedì 8 gennaio 2008

Parole smarrite, ovvero fantasia o realtà?

L. si stira come un gatto di razza e quando lo fa la maglietta si solleva, rivelando l'addome liscio e tonico, la fila di peli chiari che si diparte dall'ombelico, l'elastico degli slip. L. è una mia vecchia conoscenza, ma la nostra amicizia, complice anche la differenza di età, non era mai andata al di là di una birra e di quattro chiacchiere senza importanza; tuttavia, quando quella sera uno dei comuni amici ci ha additato scherzosamente come una coppia, non è parso poi tanto strano che io proseguissi nella burla cingendo L. seduto accanto a me e, complice il bordo del tavolo della pizzeria, accarezzassi segretamente il suo fianco snello molto più a lungo di quanto la modesta battuta avrebbe richiesto.

Mi ero quasi dimenticato di lui, fino a quando sua sorella, mia amica e coetanea, mi ha chiesto di dargli una mano per l'esame di diritto privato. Da quella volta ho passato spesso del tempo con L., peraltro con poco costrutto per il suo esame, molte risate, qualche match di lotta sul divano, un paio di massaggi sul collo, qualche doccia fredda.


Pochi giorni fa ricevo una sua chiamata che mi annuncia una visita serale e per il resto del pomeriggio non smetto mai di pensarci, crogiolandomi nello struggimento doloroso dell'attesa e della privazione. Faccio in tempo a rientrare e ad evitare per un soffio l'acquazzone e, contro ogni mia previsione (pensavo che il tempaccio lo avrebbe dissuaso) dopo non molto L. suona alla mia porta. Ha i capelli bagnati per la recente doccia in palestra e i jeans fradici (dice di aver dimenticato i pantaloni cerati per il motorino). Lo faccio accomodare e senza alcuna convinzione gli offro dei panni asciutti. Mi coglie completamente di sorpresa accettando la mia vecchia tuta da ginnastica, quindi rimango in silenzio a guardarlo mentre si spoglia con studiata lentezza; lo ascolto chiacchierare, e lui, a mio evidente beneficio, abbassa gli slip bianchi a mezza coscia col pretesto inconsistente di sistemarsi la t shirt. Osservo il pelo biondo, il prepuzio in parte ritratto, i testicoli soffici e carnosi e dentro di me prego che L. non dia inizio a qualcosa che non è disposto a portare a termine.

Lo trascino in cucina per un piatto di spaghetti e una coca cola. Dopo la cena ci mettiamo sul divano: lui ha effettivamente con sé la sua copia del manuale e ben presto, con la scusa di guardare meglio, escogito un improbabile abbraccio che non tarda a rivelarsi per quello che è. L. profuma di buono: di bagnoschiuma pregiato, dei suoi vent'anni; il tepore che emana, la pelle liscia del collo mi fanno soccombere e controllarmi ulteriormente mi risulta impossibile. L., che mi giace praticamente addosso, finge di non notare la mia inequivocabile eccitazione e, anzi, si aggiusta contro di me fino a trovare una posizione che lo soddisfi. Nessuno dei due parla più; gli sfioro la nuca
con le labbra e insinuo la mano sotto la maglietta a cercare la pelle nuda, il ventre snello, i minuscoli capezzoli. L. manda un gemito sommesso. Quando finalmente trovo il coraggio di sciogliere il nodo della cordicella dei pantaloni e di raggiungerlo, L. spinge il bacino verso la mia mano e il calore di quel contatto, incredibilmente erotico, mi dimostra che, per una volta, il mio desiderio e la mia eccitazione sono ricambiate. L. respira con affanno, non parla, sembra affidarsi a me completamente: gli tolgo la tuta, sfilo i candidi slip che cadono soffici sul pavimento.

11 commenti:

tidusquall ha detto...

caspita questo racconto è davvero erotico, l'ultima parte mi ha preso moltissimo...
spero per te che sia successo veramente

gay jerker ha detto...

Ciao Velies!!
Anche io spero che sia 1racconto vero!!
Te lo auguro con tutto il cuore!!
Te lo meriti davvero!!

1bacio!!

gj

PS: mi hai messo una voglia d'innamorarmi...

loran ha detto...

Se è realtà sono contento per te Velies se è fantasia lo stesso, ma pensa di mandare il racconto ad un editore perchè è veramente bello.

Velies ha detto...

uhm... uhm...

Fabio ha detto...

Mi associo decisamente a tidusquall e a loran!
Mi hai talmente eccitato con questo racconto (e spero per te sia vero e spero pure tu l'abbia già spedito a qualche editore) che, al contrario di gay jerker, a me hai fatto venire voglia di... avere un ventre piatto tra le mani! :-D

gay jerker ha detto...

Una cosa non esclude affatto l'altra, Fabio!!
;-))

gj

Velies ha detto...

uhm... uhm... (lo so, alle volte mi ripeto)

ConsorzioManzetti ha detto...

non dirmi che è solo tutta una fantasia... :(

Rage against the bigots ha detto...

Nonostante la prorompente eroticità del racconto, a me ha fatto sorgere un'altra domanda: e poi? (inteso non come sesso dopo l'ultima scena, ma come storia dei due).

Velies ha detto...

ci siamo risentiti per telefono in questi giorni, e in un certo senso è stato orribile. Ha cambiato voce (molto più profonda), e ha preso l'accento del luogo in cui ha vissuto due anni. E' come avere a che fare con una persona completamente diversa.

p.s. grazie a tutti per i commenti. Ho particolarmente apprezzato che a nessuno sia venuto in mente di scrivere cose grevi. Non so se questo sia dipeso dal tono del post, comunque me ne rallegro.

p.p.s. fantasia o realtà? E' del tutto irrilevante, non trovate?

gay jerker ha detto...

Irrilevante!!??
Forse x noi sì, ma x te non credo proprio!!!
Spero che sia tutto vero!!!

1bacio!!

gj