mercoledì 28 novembre 2007

Tutto scorre

... c'è poi il calcetto, l'aperitivo, la cena-rimpatriata una volta l'anno, e non importa se dentro di te o nell'immagine che lo specchio ti restituisce niente è come prima: certe cose si fanno da sempre e nessuno se la sente di boicottarle perchè ci rassicurano sul fatto che tutto è rimasto uguale (quando invece del tuo vecchio io non c'è che qualche foto, e alle volte neanche quella), e non importa se ogni volta si parla delle stesse cose, se la gioia di stare insieme è scaduta a mera abitudine, se persino i ricordi sono invecchiati, se sul metaforico schermo dei momenti in reciproca compagnia scorrono ogni volta le stesse immagini mancandone di nuove che le rimpiazzino e delle quali si possa poi parlare, semplicemente perchè di cose insieme non se ne fanno più; nonostante questo c'è ancora il calcetto, l'aperitivo, la cena-rimpatriata una volta l'anno, e ci saranno fino a quando qualcuno farà quello per cui nessuno ha il coraggio ma di cui tutti hanno consapevolezza, e cioè dire ad alta voce che c'è un tempo per ogni cosa, e che quel tempo non ci appartiene più, che si deve voltare pagina, che non si può più vestirsi, fuori e dentro, ancora da ragazzi quando la nostra faccia ed il nostro odore non sono più quelli. Ma che accadrà, allora? La conoscenza ci farà crescere, invecchiare o ci lascerà soltanto un po' più nudi, un po' più soli?

5 commenti:

Gan ha detto...

A far da fragile ma tenace bastione contro la spaventosa potenza del tempo lineare, c'è il tempo ciclico. Il tempo lineare è un segmento che unisce l'Alfa all'Omega, il tempo ciclico è Kundalini che ruota su se stessa, è il perpetuo partire e il perpetuo ritornare. E fanno parte del tempo ciclico che ci rende più forti anche i piccoli riti della nostra privata e modesta epopea, purchè siano sempre ben scanditi, e tendenzialmente perpetui.
Grazie per questo post, Velies. Un bacio dal cuore.

Anonimo ha detto...

Mi chiedevo spesso perché ci stavo.
Pensavo che è tempo perso e falso.
Ma oggi che quello che guidava la tavola non c'è piu non m'importa di sapere se ero suo ragazzo mascherato da uomo. Era solo tempo passato insieme.

Al

Velies ha detto...

Forse hai ragione, gan. Sarà che io dei rettili che abitano nella spina dorsale dei tizi ho sempre avuto poca fiducia... :|

Al, mi fa piacere avere tue notizie, ti davo per disperso! Mi spiace non poterti rispondere nella tua lingua, ma vedo che tu conosci in modo egregio la mia!!

Anonimo ha detto...

ciao Vel !

Lo sai che ti leggo da mesi e lo faccio quasi tutti i giorni. Non lascio sempre un messaggio... non vuole dire che non ti penso ;-)

Al

Los 3novios ha detto...

Probabilmente hai ragione tu: Si perpetuano tradizioni che hanno ormai solo il sapore di passato nostalgico cui si vuole restare aggrappati a tutti i costi nell'illusoria convinzione che nulla possa veramente cambiare. Attenua la paura del futuro incerto che ci attende. Però, quando ci si incontra con altre persone, amici vecchi o nuovi, qualcosa succede sempre e ci coinvolge anche senza volere. E' già sufficiente per dare significato a momenti che altrimenti apparirebbero del tutto svuotati dal tempo.