giovedì 11 gennaio 2007

Privacy, o della demenza

All'ufficio anagrafe del Comune ho l'impudenza di chiedere un certificato di residenza del Sig. XY: l'impiegato mi guarda assolutamente ORRIPILATO, come se gli avessi improvvisamente proposto un rapporto sessuale nei gabinetti. Mi obietta che, non essendo io il sig. XY, non ho diritto al documento, "perchè c'è la privacy". Invecchiando e rincoglionendo i miei bollenti spiriti si sono molto raffreddati, ma PRIVACY è, insieme a "finocchio", una parola ancora in grado di farmi sobbalzare. Faccio notare l'incongruenza, e cioè che l'ANAGRAFE occulta ciò che, invece, dovrebbe essere tenuta a dichiarare (e non per capriccio, ma per validi motivi professionali che non manco di spiegare). Il tizio non fa una piega, ha avuto ragione di gente più molesta di me, ma io non mi do per vinto, e gli pianto una questione tale che lo scioperato preferisce capitolare, vendicandosi con l'addebito del tributo più alto possibile, che comunque mi verrà rimborsato.

Più tardi, al supermercato, mi dedico alla mia spesa da single. Nel carrello ho messo corn flakes, bresaola, insalata, mozzarella light (completamente insipida), frutta ed altre leccornie (?!); nello scaffale, accanto all'adesivo per dentiere, noto poi delle confezioni di preservativi che fanno bella mostra di sè. Lisci, lubrificati, plissettati, più piccoli, più grandi, e sono tentato di comprarne alcuni, un po' per ottimismo un po' per vedere se si possono ritorcere come i palloncini con cui si fa il cagnolino. Desisto, ma mi viene comunque un dubbio: se, come da tante parti si sente dire, "c'è la privacy", forse avrei diritto a non far sapere agli altri cosa ho comprato... A quando i carrelli oscurati, con i vetri fumè?!?!

1 commento:

Doug ha detto...

In effetti sono in tanti a riempirsi la bocca con questa privacy. Stupisce la superficialità dell'impiegato comunale, che dimentica l'obbligo di certificare i dati anagrafici di XY a semplice richiesta dell'interessato (a prescindere dal motivo della richiesta, foss'anche un "capriccio"...). Poi magari ti avrà fatto pagare diritti di segreteria ed imposta di bollo ma si tratta, in ogni caso, di un emerito incompetente.
L'idea dei carrelli che garantiscano la "privacy" dell'acquirente mi pare non male... Secondo me è solo questione di tempo! ;-)