domenica 3 settembre 2006

Pensieri in libertà

Così "mia sorella" si è sposata davvero. Quando mi annunciò il lieto evento, all'inizio di questo 2006, facevo fatica a figurarmi che potesse davvero succedere, ma poi il due di settembre è arrivato e non ci sono state sorprese. Cerimonia noiosa, funestata da un prete molto modesto che ha esordito ammonendo i genitori a tenere a bada i bambini (e poi ci si stupisce se uno si disamora per la religione), sorrisi, fotografie alle quali sono riuscito a sfuggire solo con enorme difficoltà, il solito pranzo lungo ore che ho consumato, come era opportuno per onorare un'amicizia ultraventennale, quale ospite gradito al tavolo dei parenti stretti. Le risate, la misurata allegria che si addice a persone serie ed avvedute, illuminata di lontano dalla bellezza disperante di un paio di parenti dello sposo.

E, tramontato il sole, le chiacchiere del dopo, le ultime foto: lei che si libera delle scarpe scomode, lui che le massaggia i piedi, gli scatti alle mani con gli anelli. I baci, i saluti, gli abbracci, le lacrime (ed io che credevo di
esserne immune), una nuova famiglia che si costituisce al prezzo del doloroso taglio di legami vecchi di decenni, la falsa promessa che niente cambierà, che continueremo a vederci e a stare insieme. Una promessa alla quale, naturalmente, nessuno pensa seriamente di poter credere.

1 commento:

Simone ha detto...

Continuerete a restare uniti dal ricordo della Storia che avete percorso uno affianco dell'altra. E anche se non sarà come il caldo del fuoco ma solo un mite tepore, ciò che è stato non andrà perduto. Certi ricordi non si possono mai cancellare...