domenica 24 settembre 2006

Parole in libertà

Niente è più triste di una giostrina in autunno. La musica, i colori saturi, le grottesche figure in movimento sono un carosello tragicamente inadeguato di fronte alla minaccia del prossimo inverno, che è infatti quiete e silenzio.

In questa sera prematura ascolto il vecchio giostraio imprecare con rabbia, lo guardo addolcirsi meccanicamente a beneficio dei piccoli clienti: in un attimo il tono si fa suadente e quasi rassicurante, la voce calda si impone con naturalezza sull'allegria zuccherosa delle canzoncine registrate.


Un bimbo si sbraccia per raggiungere il pupazzo che dà diritto ad un giro gratis, ma l'orsacchiotto gli sfugge dalle mani e, al termine della corsa, il bambino scoppia in un pianto disperato. Allora la giovane madre sorride e lo cinge in un abbraccio che non ho difficoltà ad immaginare morbido, caldo e profumato - perché quello è l'odore di tutte le madri - e il pianto cessa all'istante.


Ricordo vagamente i giorni in cui anche per me tutti i problemi avevano termine nelle braccia della mia mamma, ed il rimpianto mi schianta, perché ora quelle braccia non bastano più a proteggermi, ed io, alle volte, ho freddo, freddo. Riprendo il cammino, nella mia testa quella questione di lavoro che mi tormenta da giorni. Ho con me un sacchetto di carta nel quale ho messo un vecchio pullover, un paio di pantaloni di lana e qualche maglia, panni smessi che quel barbone nel quale talvolta mi imbatto mi ha letteralmente pregato di procurargli, precisando tuttavia che non vuole soldi, con un rigurgito di dignità buono solo ad accrescere il mio imbarazzo.


Mi allontano imboccando a piedi il viale illuminato e non posso fare a meno di chiedermi se quella luce potrà bastare, se davvero riusciremo a sopravvivere ad un inverno che, nonostante tutto, nessuno di noi ha veramente meritato.


2 commenti:

Freddy ha detto...

Si puo’ vedere in questo modo: l'inverno è necessario perchè serve a prepararci alla primavera e ce ne fa apprezzare il calore. Un po' di freddo (in tutti i sensi) non è, di per sé, un male perchè "quello che non mi uccide mi rende più forte" (Nietzsche). Non abbatterti ;)

Velies ha detto...

Grazie, freddie :)
Tu sei un visitatore assiduo: avrai notato che tra le mie doti rientrano il carattere solare e l'ottimismo...
:)