domenica 30 ottobre 2005

Qualcosa nella notte

La tigre e la neve, l'ultima "opera" del nuovo oracolo Roberto Benigni è un film di una ruffianaggine inaudita.

Fintamente poetico, mette in scena la guerra in Iraq perchè è un argomento di sicuro successo.
Di terroristi che rapiscono la gente e tagliano teste non c'è invece traccia, ma questo è perchè nei cartoni animati di queste cose non si parla.

Volete qualcosa di veramente poetico, a proposito della guerra in Iraq, ma anche e soprattutto a proposito di amicizia, amore, vita e morte? Ecco qua: Qualcosa nella notte.

Qualcosa nella notte viene a me, mentre dormo rannicchiato sulla nuda terra. Vedo le città degli uomini, grandi e mirabili, che sorgono nella pianura; ma non posso avvicinarmi, perchè tutte sono sotto la signoria della morte. Da lontano osservo le loro masse compatte torreggiare sulle cime delle alture o bordare le rive dei fiumi di larghe strisce brune, e mentre così le osservo, sotto i miei occhi quelle città crollano, l'una dopo l'altra. Le case, i templi, i palazzi, si abbattono al suolo silenziosamente, tra dense volute di fumo. Simili ai relitti di un naufragio, pareti malferme si levano ancora tra le macerie mostrando attraverso i vani delle porte la vuota immensità del cielo, e nel cielo volteggiano uccelli dalle ali rigide, dal corpo di metallo, che avvolgono le rovine in un frastornante ronzio. Crollano una dopo l'altra, perchè tutte sono sotto la signoria della morte.

Qualcosa nella notte: storia di Gilgamesh, signore di Uruk, e dell'uomo selvatico cresciuto tra le gazzelle, romanzo di Paola Capriolo la quale ri-racconta in modo onirico e fiabesco una storia vecchia di migliaia d'anni.

Altro che quella me*da buonista di Benigni

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