giovedì 27 ottobre 2005

Critica cinematografica: La vita è bella

Si, lo so, non è la vita è bella, è l'altro, ma tanto è (quasi) uguale.

Ho trovato La tigre e la neve un film di una paraculaggine infinita, costruito a tavolino (perchè la guerra in Iraq, e non la Sierra Leone, o le colonie di Marte?!), falsamente poetico - ed in effetti Benigni è un falso poeta e dovrebbe tornare a fare quello che sa fare in modo egregio, e cioè il comico.


Non basta far atterrare un passerotto sulla spalla del protagonista (come Del Piero) o fare i fiocchi di neve che planano sulla tigre per fare poesia, al massimo si confezionano dei quadretti esteticamente gradevoli ma nulla più.

Il film è passabile intendiamoci, ma La vita è bella (un capolavoro) è lontano anni luce. Impresentabile Nicoletta Braschi, che non ha nulla di angelico o di etereo, ma è una donnuccia scialba e assolutamente ordinaria, poco credibile anche da morta.

Giudizio complessivo: OOOOO, due palle su cinque. Si può guardare, ma troppo ruffiano.
Grado di frociaggine: OOOOO Zero palle su cinque: nessun appeal sul pubblico gay. Suggerirei un pensionamento anticipato per la Braschi e un bel burqa per Benigni col Burqa, perchè fa cag*re.

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