martedì 29 luglio 2014

Come eravamo: Marky Mark

L'attore statunitense Mark Wahlberg, che ora ha praticamente la mia età e quindi è ANZIANISSIMO ;) da ragazzino si faceva chiamare Marky Mark e sfoggiava doti fisiche e di figaggine intrinseca di tutto rispetto. Del resto, il cucciolo (come concetto astratto) ha sempre il suo fascino, che si tratti di felino, equino o homo sapiens.

lunedì 28 luglio 2014

I meglio incantatori di vermi

Il mese scorso la famiglia Bowdens si è aggiudicata il campionato mondiale per incantatori di vermi (!!!) che si tiene ogni anno nella città inglese di Nantwich della contea del Cheshire. Le regole dell'appassionante competizione sono semplicissime: ad ognuno dei concorrenti viene assegnata una porzione di terreno di tre metri per tre e mezz'ora per attirare più vermi possibile. L'estrazione fisica, piluccandoli da terra (ewwwwwwww) è infatti vietata: possibili invece il canto, il fatto di suonare uno strumento musicale o anche richiamare le prede con un piccolo rastrello da giardino usato a mo' di diapason. L'anno prossimo mi iscrivo anche io. (fonte >>)

domenica 27 luglio 2014

Impudicizie medievali

Una miniatura che abbellisce una delle tante copie del Roman de la Rose, poema allegorico di metà del 200. Si tratta in effetti esattamente di quello che sembra, cioè di una monaca che coglie i frutti dell'albero dei ca***. (La copia, a quanto pare, si trova nella Biblioteca Nazionale di Francia, a Parigi). Chissà se quell'albero produce delle sementi che si possono acquistare.

Nadal estivo


Non posto foto di Rafa Nadal da un po' di tempo (in effetti, non posto niente ormai da un po' :( ma entrambe le cose sono sempre nei miei pensieri - il blog e soprattutto le terga del campione spagnolo.


Si dice che non sia esattamente un "gigante", per così dire (...) però quello che mostra di sé è di grande levatura. Nel caso vi interessasse, sono ancora disperatamente ormonato ma in fase di lieve quiescenza. Non so se è un bene o un male, però.

mercoledì 16 luglio 2014

Il volto zuccheroso del pregiudizio


La recente notizia del coming out del nuotatore australiano Ian Thorpe, come freccia dall'arco scocca, è volata veloce di bocca in bocca e ha riempito la Rete, suscitando commenti assolutamente infami, tra i quali quelli su Facebook (e non solo lì) che sono stati riportati oggi da varie fonti e che meriterebbero l'attenzione di un pubblico ministero. Ormai la cultura dell'insulto, del feroce attacco personale è stata sdoganata (complici anche vari esempi che provengono da personaggi pubblici che personalmente spero tornino privati) e purtroppo ci si fa sempre meno caso ("si sa, la Rete è così..." - come se fosse una cosa normale). Invece io trovo persino più spregevole il titolo del quotidiano che vedete, in cui il nuotatore, dopo essersi dichiarato per quello che è, smette di essere lo SQUALO che tutti pensavano e diviene, nell'immaginario di chi ha scritto quel pezzo, un allegro pesciolino rosa, una specie di simpatico Nemo in gonnella (il "confessato" di cui alla prima frase non lo commento nemmeno.) Presumo che gente del mestiere, che scrive sui giornali per guadagnarsi il pane, sappia che ci sono cose che, a prescindere da come la si pensa, è meglio non scrivere. E' questa la cosa grave, secondo me e cioè che qualcuno ha scritto il titolo, l'ha vagliato mentalmente almeno per qualche istante (non molti, presumo...) e l'ha ritenuto perfettamente accettabile: innocuo o persino arguto o spiritoso. Scommetto che se si chiedessero chiarimenti la risposta sarebbe del solito tenore "che c'è di strano!? Io scherzavo.." (o qualcosa del genere) - una domanda del tutto retorica perché l'autorevole quotidiano non risulta aver fatto alcuna marcia indietro o speso parole di sorta su quel titolo. Non sono solo gli insulti feroci e criminali che tanti idioti lasciano su Facebook a dimostrare quanto è radicato il pregiudizio, bensì anche cose come questa del "pesciolino rosa". Non che a nessuno (tranne ai gay) importi nulla, intendiamoci.

venerdì 11 luglio 2014

Jake Gyllenhaal e il pudico calzino

Questi scatti rubati al set romano di Everest, prossima "fatica" (le virgolette mi sembrano d'obbligo) del trentatreenne Jake *supersex* Gyllenhaal ci svelano un dietro le quinte piuttosto deludente. 



Non ci si può fidare neanche dei presunti nudi frontali, dei quali si pensava potessero beneficiare almeno i membri della troupe. Non c'è più religione. P.s. mi è venuta una voglia matta di assaggiare i "Frollini Zuccherini" deve essere perché mi sto rincoglionendo del tutto.

mercoledì 9 luglio 2014

Tacos con insetti

Toloache, il tipico ristorante messicano situato a New York, ha in serbo per i suoi clienti un'autentica delicatessen: tacos con pomodorini, cipolla, guacamole e GRILLI insaporiti nelle spezie e saltati in padella per renderli croccanti. Lo chef Julian Medina, che chiama gli insetti arrostiti "il popcorn messicano" (pare che i bambini di quel paese ne vadano ghiotti...), non ha dubbi sulla bontà della pietanza e insiste sostenendo che i grilli sono pieni di proteine e sono anzi il cibo del futuro, tanto che tra cento anni non si mangerà altro. Facendo due conti, la matematica mi arride e credo di fermarmi prima. Le reazioni alla fantasiosa preparazione alimentare sono tuttavia variegate e certo non tutte positive (clic >> e clic >>)

Zac a cavallo

Zac Efron, in uno scatto sconvenientissimo. Sembra il cartellone pubblicitario per un filmetto G Rated

sabato 5 luglio 2014

Punti di vista

Dopo Brasile Colombia, David Luiz consola James Rodriguez. Rassicurare l'avversario sconfitto è l'essenza stessa dello sport. 

Anche se questa foto non ha fatto a tutti lo stesso effetto né ha suscitato gli stessi pensieri. Questione di punti di vista.

venerdì 4 luglio 2014

Abbellirsi traforandosi le guance


L'astuto sig. Joel Miggler, noto ai più anche come Bodymoded Punky, ventitreenne tedesco ha deciso di dilapidare quella stilla di bellezza che la natura (o la giovane età) gli avevano concesso e si è perciò opportunamente fatto praticare due larghi buchi nelle guance che guarnisce con appositi anelli/divaricatori di sicuro effetto. Così, per vedere l'effetto che fa.





C'è da domandarsi come questo tipo di decorazione corporea influisca sulla sua alimentazione e più in generale, quale reazione abbia la gente nel vederlo. Io amo i ragazzi acqua e sapone e già piluccarsi le sopracciglia per me è troppo. lo trovo orribile.

martedì 1 luglio 2014

Mille milioni


Questo post, tempo fa, non se l'è inc**** nessuno. Eppure io l'ho riletto con nostalgia, per il momento in cui l'ho scritto e per molte altre cose. Come siamo arrivati a tutto questo? Sono melanconico, stasera. E' il caso che me ne vada a letto. 

Quando i miei anni si contavano sulle dita delle mani la luce aveva una qualità diversa e il tempo sembrava un vecchio trenino alle prese con un percorso punteggiato di mille stazioni, così lungo che non se ne intravedeva mai la conclusione. C'era la merenda con Girella, c'era Capitan Harlock in TV; c'era mia madre, seduta con grazia ed eleganza al cospetto di una mastodontica e rumorosa macchina da scrivere Olivetti che, per nulla intimorita, sfiorava i tasti con una leggiadria tale da farmi desiderare di affrettare i tempi, e di sposarla prima di quanto già avessi in programma. Quando i miei anni si contavano sulle dita delle mani c'era il dettato, i quadernoni con la copertina di cartoncino giallo e poroso, la spuma al cedro e le frittelle di riso del friggitore accanto alla scuola; c'era la trottolina con la punta magnetica che poteva percorrere senza fermarsi il bordo della lamina a forma di serpentello, c'erano le scatole con le magie del Mago Silvan e c'era il Das che rovinava le mie mani facendole spellare. C'era Baron Karza, i giocattoli elettromeccanici a batteria e c'era il nuoto al giovedì, in una piscina profonda mille milioni di chilometri che, per quanti sforzi tu facessi, non ti permetteva mai di tenerti a galla. C'era la pizzetta da pochi spiccioli, le tempere col serbatoio sotto la vaschetta; c'erano i Trasferelli, la nonna e il catechismo dopo la scuola. Ora che le mie dita non bastano più per tenere il conto degli anni, il sole non è altrettanto caldo e le giornate, illuminate da una luce che non riconosco, si consumano in un istante; non faccio più merenda dopo i compiti, né vado all'oratorio; non ritaglio cartoline illustrate da incollare con la Coccoina, o mastico le Big Babol, ma compro ancora giocattoli che mi danno la stessa felicità, anche se per un centesimo del tempo, e ogni tanto, guardo i cartoni in TV: e non mi stupisco che ci sia stato un tempo in cui ho fatto quelle cose, e molte altre, ma solo che le rammento con la dolorosa chiarezza e il distacco di chi, senza accorgersene, è diventato una persona che non si sarebbe potuto immaginare quando, mille milioni di anni fa, l'età si contava sulle dita delle mani.