lunedì 18 agosto 2014

Wiwa le barzellette gay

Avevo progettato di lasciare in fase di quiescenza il blog fino al primo di settembre, ma di fronte a certe "notizie" non posso far finta di niente. So bene che niente di quello che dico io fa la minima differenza per alcuno, ma di fronte a certe cose, semplicemente, non si può stare zitti, anche se nessuno ci starà a sentire.

La foto che vedete sopra raffigura il volumetto dedicato alle "barzellette gay" allegato al recente numero della rivista Visto: l'avrete vista anche altrove, è stata retwittata innumerevoli volte e la polemica che ha scatenato si è allargata al punto di raggiungere la ribalta dei quotidiani mainstream. Confesso che quando ho letto la "barzelletta" che compare sulla copertina mi sono cascate le braccia: vale la pena esaminarla con attenzione.

"Ti va di giocare a nascondino?", chiede il primo gay. "Ok, se mi trovi mi puoi violentare. Se non mi trovi... sono nell'armadio".

Non ho letto il resto del libretto, ma non mi sembra sia necessario, visto che di solito il buongiorno si vede dal mattino: siamo tornati alle spregevoli battute da caserma degne dei peggiori filmacci scollacciati degli anni 70 nei quali gli omosessuali sono macchiette ambulanti, personaggi grotteschi buoni solo per essere derisi. 

La cosa bella è però che, di fronte alle giuste recriminazioni, il direttore del periodico si è fermamente dissociato, mentre l'editore ha risposto con arroganza. «Difendo e rivendico la scelta di allegare a Visto opere di barzellette su varie tematiche, tra le quali anche i gay, che non sono più un argomento tabù. A discriminare, piuttosto, è chi pensa il contrario». 

In un paese più civile un'iniziativa editoriale e, soprattutto, una risposta del genere, basata sul capzioso argomento del "pregiudizio a contrario" di cui si servono tanti omofobi, avrebbe fatto rotolare delle teste. E, sia chiaro: non penso affatto che sui gay non si possa scherzare, anzi. Non ci sono zone franche e per l'umorismo non devono esserci confini. Si scherza sui dieci comandamenti, figuriamoci se non lo si può e lo si deve fare anche sui gay. Tuttavia, un conto è l'umorismo che stuzzica l'intelletto (come Life of Brian di Monty Phyton), ben altro sono le battutacce che solleticano il corpo basso fatte a spese di qualcuno, buone solo per alimentare lo stereotipo e il pregiudizio. Forse nel 2014 (quasi 2015) era legittimo aspettarsi qualcosa di meglio. Un'altra occasione perduta per far finta di essere un paese civile.

mercoledì 6 agosto 2014

FAQ

Ora che ho la vostra attenzione :) posso rispondere ad alcune domande che mi sono state fatte:
1) Sei morto? 
No (sgrat). Non posso dire di essere sano come un pesce, però per ora mi contento. Sono solo dietro a 1000 cose, nessuna delle quali particolarmente piacevole.
2) Ti sei fidanzato? 
Mi sarei preoccupato di lasciare un post del genere invece di fornicare? E annamo.
3) Hai abbandonato il blog? 
No, affatto. Il tempo è quello che è, ultimamente, però il blog continua ad essere nei miei pensieri. L'idea è di ripartire a pieno regime a settembre, anche se ammetto che la concorrenza coi social network è molto penalizzante: è molto più facile cliccare "condividi" su un link e farlo uscire su Facebook piuttosto che confezionare un post di un blog.
4) Usciamo insieme?
Per la verità questa domanda, tramite il blog, non me l'ha praticamente mai fatta nessuno - il che spiega la descrizione di me che ho lasciato sul profilo. In ogni caso, domandare è lecito, rispondere è cortesia... :)

martedì 29 luglio 2014

Come eravamo: Marky Mark

L'attore statunitense Mark Wahlberg, che ora ha praticamente la mia età e quindi è ANZIANISSIMO ;) da ragazzino si faceva chiamare Marky Mark e sfoggiava doti fisiche e di figaggine intrinseca di tutto rispetto. Del resto, il cucciolo (come concetto astratto) ha sempre il suo fascino, che si tratti di felino, equino o homo sapiens.

lunedì 28 luglio 2014

I meglio incantatori di vermi

Il mese scorso la famiglia Bowdens si è aggiudicata il campionato mondiale per incantatori di vermi (!!!) che si tiene ogni anno nella città inglese di Nantwich della contea del Cheshire. Le regole dell'appassionante competizione sono semplicissime: ad ognuno dei concorrenti viene assegnata una porzione di terreno di tre metri per tre e mezz'ora per attirare più vermi possibile. L'estrazione fisica, piluccandoli da terra (ewwwwwwww) è infatti vietata: possibili invece il canto, il fatto di suonare uno strumento musicale o anche richiamare le prede con un piccolo rastrello da giardino usato a mo' di diapason. L'anno prossimo mi iscrivo anche io. (fonte >>)

domenica 27 luglio 2014

Impudicizie medievali

Una miniatura che abbellisce una delle tante copie del Roman de la Rose, poema allegorico di metà del 200. Si tratta in effetti esattamente di quello che sembra, cioè di una monaca che coglie i frutti dell'albero dei ca***. (La copia, a quanto pare, si trova nella Biblioteca Nazionale di Francia, a Parigi). Chissà se quell'albero produce delle sementi che si possono acquistare.

Nadal estivo


Non posto foto di Rafa Nadal da un po' di tempo (in effetti, non posto niente ormai da un po' :( ma entrambe le cose sono sempre nei miei pensieri - il blog e soprattutto le terga del campione spagnolo.


Si dice che non sia esattamente un "gigante", per così dire (...) però quello che mostra di sé è di grande levatura. Nel caso vi interessasse, sono ancora disperatamente ormonato ma in fase di lieve quiescenza. Non so se è un bene o un male, però.

mercoledì 16 luglio 2014

Il volto zuccheroso del pregiudizio


La recente notizia del coming out del nuotatore australiano Ian Thorpe, come freccia dall'arco scocca, è volata veloce di bocca in bocca e ha riempito la Rete, suscitando commenti assolutamente infami, tra i quali quelli su Facebook (e non solo lì) che sono stati riportati oggi da varie fonti e che meriterebbero l'attenzione di un pubblico ministero. Ormai la cultura dell'insulto, del feroce attacco personale è stata sdoganata (complici anche vari esempi che provengono da personaggi pubblici che personalmente spero tornino privati) e purtroppo ci si fa sempre meno caso ("si sa, la Rete è così..." - come se fosse una cosa normale). Invece io trovo persino più spregevole il titolo del quotidiano che vedete, in cui il nuotatore, dopo essersi dichiarato per quello che è, smette di essere lo SQUALO che tutti pensavano e diviene, nell'immaginario di chi ha scritto quel pezzo, un allegro pesciolino rosa, una specie di simpatico Nemo in gonnella (il "confessato" di cui alla prima frase non lo commento nemmeno.) Presumo che gente del mestiere, che scrive sui giornali per guadagnarsi il pane, sappia che ci sono cose che, a prescindere da come la si pensa, è meglio non scrivere. E' questa la cosa grave, secondo me e cioè che qualcuno ha scritto il titolo, l'ha vagliato mentalmente almeno per qualche istante (non molti, presumo...) e l'ha ritenuto perfettamente accettabile: innocuo o persino arguto o spiritoso. Scommetto che se si chiedessero chiarimenti la risposta sarebbe del solito tenore "che c'è di strano!? Io scherzavo.." (o qualcosa del genere) - una domanda del tutto retorica perché l'autorevole quotidiano non risulta aver fatto alcuna marcia indietro o speso parole di sorta su quel titolo. Non sono solo gli insulti feroci e criminali che tanti idioti lasciano su Facebook a dimostrare quanto è radicato il pregiudizio, bensì anche cose come questa del "pesciolino rosa". Non che a nessuno (tranne ai gay) importi nulla, intendiamoci.

venerdì 11 luglio 2014

Jake Gyllenhaal e il pudico calzino

Questi scatti rubati al set romano di Everest, prossima "fatica" (le virgolette mi sembrano d'obbligo) del trentatreenne Jake *supersex* Gyllenhaal ci svelano un dietro le quinte piuttosto deludente. 



Non ci si può fidare neanche dei presunti nudi frontali, dei quali si pensava potessero beneficiare almeno i membri della troupe. Non c'è più religione. P.s. mi è venuta una voglia matta di assaggiare i "Frollini Zuccherini" deve essere perché mi sto rincoglionendo del tutto.

mercoledì 9 luglio 2014

Tacos con insetti

Toloache, il tipico ristorante messicano situato a New York, ha in serbo per i suoi clienti un'autentica delicatessen: tacos con pomodorini, cipolla, guacamole e GRILLI insaporiti nelle spezie e saltati in padella per renderli croccanti. Lo chef Julian Medina, che chiama gli insetti arrostiti "il popcorn messicano" (pare che i bambini di quel paese ne vadano ghiotti...), non ha dubbi sulla bontà della pietanza e insiste sostenendo che i grilli sono pieni di proteine e sono anzi il cibo del futuro, tanto che tra cento anni non si mangerà altro. Facendo due conti, la matematica mi arride e credo di fermarmi prima. Le reazioni alla fantasiosa preparazione alimentare sono tuttavia variegate e certo non tutte positive (clic >> e clic >>)

Zac a cavallo

Zac Efron, in uno scatto sconvenientissimo. Sembra il cartellone pubblicitario per un filmetto G Rated

sabato 5 luglio 2014

Punti di vista

Dopo Brasile Colombia, David Luiz consola James Rodriguez. Rassicurare l'avversario sconfitto è l'essenza stessa dello sport. 

Anche se questa foto non ha fatto a tutti lo stesso effetto né ha suscitato gli stessi pensieri. Questione di punti di vista.